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Comunque, soldi

Sembrerebbe una battuta semplice (e tradotta) di un film di Scorsese; o la parodia delirante di un qualche trailer di Maccio Capatonda. E invece è una semplice constatazione che, purtroppo, vale come risposta plurima a molte domande della Realtà Contemporanea.
Mentre c’è chi dimentica, colpevolmente (e “scioccamente in sé”: comunque, al minimo, un delitto) che il lavoro è un diritto garantito dalla Costituzione. E gli spread che s’aggirano per l’Europa condizionano altalene grafiche, giochetti in Borsa, licenziamenti di massa, esportazione del neofeudalesimo, annunci apocalittici, speculazioni divertite. Mentre “quello che si continua a definire il libero mercato inspiegabilmente senza ridere, amari” valuta scrupolosamente il colore di un tailleur di Angela Merkel, l’acconciatura fonata di Mario Monti o le ultimi effemeridi licenziate con stupore da qualche Agenzia – privata – di rating. E ci si dimentica della privatezza della Banca Europea. Non certo (non solo) nel senso di ‘riservatezza’.
Ecco. Continua a succedere, in questa guerra per banche, quel che ricordava Brecht ai suoi tempi bui. Dopo l’ultima guerra, tra i vincitori “faceva la fame solo la povera gente”. Tra i vinti, “faceva la fame solo la povera gente / egualmente”.
E ci aiuta, anche solo per senso del resistere, la lezione di Massimo Troisi. Il comunismo sarà anche morto ma sono ancora vivi “i morti di fame”. (Con tutto il sacro rispetto che si deve al sintagma).
Come a dire: voi continuate a cercare i vostri punti d’accordo gi-otteschi, molto probabilmente per pura estasi privata; e intanto continua a soffiare il vento desertico dell’Ecclesiaste e del ‘nulla di nuovo sotto il Sole’.
Che dire, sicché? Vale la pena, semplicemente, ribadire. Ricordare. Sottolineare. Rimarcare. Soprattutto in questo preludio vacanziero comunque per pochi. In questo luglio sforbiciato (non, come si vorrebbe sempre, per qualche gesto atletico sottorete, ma per il famigerato allargarsi della forbice povertà-ricchezza con quel che segue); in quest’estate caldissima e asfissiata. Ripetere fino allo sfinimento che comunque di soldi si tratta. Di chi ne ha troppi, spesso immeritati. Di chi non ne ha. Con un qualche, psichedelico sottofondo che ci ricordi, accordo dopo accordo, “Money. It’s a Crime”.
Così. Se sognate le spiagge delle Bahamas, ma non siete ancora riusciti a far tornare gl’incubi di casa. Se pensate che luglio e agosto siano soltanto dei febbraio e dei marzo solo incredibilmente più caldi. Se siete ancora in grado a distinguere tra una menzogna e una menzogna ancora più grande. E a rilevarne la comunque-pericolosità. Ecco. Questi sono i glossogrammi per voi.
 
 
1. Denaro
 
A. «Il fatto che i ‘soldi’ siano da sempre perlopiù plurali ha in qualche modo condizionato, per così dire, anche l’èsito di denaro…»
B. «Il termine denaro deriva dal latino dămnu(m), di etimologia incerta…»
C. «La forma danaio, sicuramente attestata, è l’èsito normale lombardo poi diffuso in tutt’Italia a partire dal XVI secolo e per tutto il Settecento…»
 
2. Soldi
 
A. «… Be’, che l’antico aggettivo sŏlidus – ‘soddisfatto, riuscito’ – abbia poi dato soldo è ancora solo un’ipotesi, per gli studiosi. Quel ch’è certo è che soldo è attestato almeno dal XV secolo…» 
B. «Il soldo, nell’antichità, era lo ‘scavo aperto nel terreno con l’aratro’; quindi – in potenza – la ‘cosa più preziosa’ ecc.»
C. «Serve sempre ricordare che soldato viene da soldare, ‘assoldare’… Perché il soldo era, anticamente, la ‘paga del soldato’ (per l’appunto)…»
 
3. Moneta
 
A. «Con monēta(m) s’intendeva, anticamente, la ‘zecca’; poi il ‘denaro’: tutto legando alla dea Minerva, detta Mŭneta(m) o Monēta(m), appunto ‘elargitrice di doni’…»
B. «Il novecentesco monetizzare è con tutta probabilità un francesismo…»
C. «La moneta era, un tempo, un ‘ballo tradizionale’ in tondo usato per celebrare riti del raccolto ecc. Dalla circolarità della moneta ‘danza’ s’è poi avuto moneta ‘disco di metallo’ ecc.»
 
4. Accumulo
 
A. «Il verbo accumulare ‘ammassare, ammucchiare’ è attestato la prima volta nel XVII secolo…»
B. «L’accumulo capitalistico in realtà era, nella teoria marxista, l’adkunolón dei Greci: e anche Marx lo intende come la “salvifica salvaguardia nei momenti di crisi a opera di pochi”…»
C. «Un valore antico di accumulare, insieme con quello di ‘ammassare’, era anche ‘risparmiare, far riserva’…»
 
5. Truffa
 
A. «Con tutta probabilità alla base dell’italiano truffa – anticamente ‘imbroglio’, ma anche ‘chiacchiere’ – c’è un uso figurato del provenzale trufa, ‘tartufo’…»
B. «La trufa era, nel medioevo, il calice sacro in cui si raccoglievano le ostie; il giro di oggetti sacri falsi ha fatto poi sì che si generalizzasse l’uso di trufa ‘raggiro’ ecc.»
C. «Se l’origine di truffa dal francese antico è praticamente certa, è più difficile stabilire con esattezza l’etimologia di partenza; probabilmente dal latino trūpa(m), la ‘pattuglia dell’esercito in avanscoperta’…»
 
6. Profitto
 
A. «Il valore di profitto, ‘giovamento’, rischia perennemente di essere frainteso, quando il termine tecnico viene usato strumentalmente…»
B. «Con profitto s’intendeva anticamente il prot-fhuwt tedesco, ‘la fatica e il denaro investiti’ dai mercanti di cavalli nelle distribuzioni dopo i saccheggi legittimi delle città assediate ecc. ecc.»
C. «Mi sembra di ricordare che… il termine profittatore, ‘chi sfrutta per il proprio vantaggio persone e circostanze’ è stato coniato più o meno nel primo Novecento…»
 
7. Sfruttamento
 
A. «Con sfruttare – attestato dal XVIII secolo – s’intendeva ‘far rendere al terreno più del normale, senza sostenerlo con adatte concimazioni ecc.’ …»
B. «Curioso constatare che al ritardo nell’attestazione di sfruttato, più o meno dal XVII secolo, corrisponda un ritardo ancora maggiore nell’identificazione esplicita di sfruttatore, attestato nel primo Novecento…»
C. «Lo sfruttamento era, nell’età dei Lumi, lo ‘studio matto e disperatissimo’ degli studenti provenienti da classi sociali povere per potersi garantire una borsa di studio ecclesiastica…»
 
8. Privilegio
 
A. «Nell’antichità il privilēgiu(m) era la ‘legge ordinaria’ del console a garanzia dei diritti…»
B. «Nell’antichità il privilēgiu(m) era la ‘legge eccezionale’ di concessione, esenzione ecc.»
C. «Nell’antichità il privilēgiu(m) era la ‘legge eccezionale’ di garanzia per ratificare la fondatezza dell’immunità ecc…»
 
9. Capitale
 
A. «Non sto scherzando, davvero… Il primo valore, trecentesco, dell’aggettivo capitale è ‘mortale’…»
B. «Il capitale era, nel Rinascimento, la ‘parte superiore della colonna, o del pilastro, su cui poggia l’architrave o l’arco’…»
C. «Il sostantivo capitale, ovvero ‘la parte principale di un patrimonio in denaro’ è attestato solo a far tempo dal XIX secolo…»
 
10. Menzogna
 
A. «La menzogna è una dichiarazione coscientemente falsa…»
B. «Nel diritto, la menzogna è una dichiarazione falsamente assertiva, ma soggetta a vincolo dubitativo…»
C. «La menzogna, nel diritto canonico, era il ‘ricordo di persona, fatto o cosa, esposto oralmente o per iscritto’…»
 
   

 

Glossogrammi
Pesate le vostre competenze linguistiche
di Giordano Meacci
 
I Glossogrammi, affrontati dieci alla volta due volte al mese, liberano dai rischi di un eccessivo dimagrimento linguistico; evitano - se assunti con il giusto tono – che la familiarità con l’uso della lingua italiana deperisca giorno dopo giorno. Servono, in sostanza, a tenere sotto controllo per iscritto il peso della vostra attenzione grammaticale.
Una serie di test, quiz, domande, trabocchetti e giochi di parole nascosti per mettere alla prova le proprie convinzioni (e convenzioni) grammaticali. E per rendersi conto, se è il caso, di come spesso quello che credevamo vero è invece falso; oppure è vero, , ma – come insegna il maestro Obi Uan Kenobi al giovane Luke Skywalker – «solo da un certo punto di vista». Ecco. Se vi state chiedendo cosa possa legare le forze segrete dell’universo al plurale esatto della parola ciliegia: bene. Questa rubrica è per voi. 
 

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