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Michele Francipane 
Dizionario ragionato dei cognomi italiani
Milano, BUR-Rizzoli, 2005  

La prima avvertenza è che i cognomi italiani sono circa 350.000, per cui sarebbe stato impossibile anche solo elencarli tutti: l’autore ha quindi operato una selezione in base alla frequenza, alla diffusione, ma anche in base alla rarità, alla singolarità o all’interesse storico, filologico o ludogrammatico, oppure in base a portatori noti. Ma anche chi non troverà il proprio potrà ricavare notizie utili e interessanti e farsi un’idea completa della formazione dei cognomi, sviluppatasi, fin dall’epoca preromana, a partire da nomi propri di persona, religiosi o pagani, patronimici o matronimici, gentilizi; da scienze, etnici, toponomastici, storici, mitologici; da soprannomi di tutti i tipi, o da nomi comuni di persone, animali e cose. La codificazione è iniziata nel Medioevo e si è conclusa nel XIX secolo, tanto che dal Novecento nuovi cognomi derivano quasi esclusivamente dall’immigrazione.

La struttura del dizionario è in tre parti: la prima elenca i primi duecento cognomi più diffusi e frequenti (almeno 20-25.000 portatori), dedicando loro più spazio su origine, etimologia, varianti, frequenza e distribuzione, notizie storiche o curiosità, portatori famosi e araldica; la seconda è uno schedario sintetico con brevi notizie storico-filologiche, distribuzione e curiosità su circa 5.000 cognomi; la terza parte è un repertorio generale di 20.000 cognomi con rimandi incrociati alle spiegazioni. Vi sono poi alcune appendici interessanti: un glossario dei termini linguistici onomastici e cognominali, molto utile per capirne ancora di più sull’argomento; le immancabili e interessanti classifiche e statistiche, basate sui rilevamenti negli elenchi telefonici del 2000: i primi 200 cognomi singoli per frequenza statistica (Rossi e Russo ai primi due posti, Ferrari al terzo); i primi 200 raggruppati per alveo etimologico-semantico, in ordine alfabetico (da Aiello a Zanetti, con Bianchi, Bianco, Bianchini e Rossi, Russo, Rossetti insieme); i primi 200 raggruppati per alveo etimologico-semantico e in ordine di frequenza (Rossi 68.365, Russo 47.941, Rossetti 9.151, totale 125.457, al primo posto assoluto lontani dal secondo, Ferrari 39.392, Ferraro 11.022, totale 50.414). Fra le appendici anche un repertorio di oltre duemila cognomi stranieri correlati con altrettanti italiani, per corrispondenze di vario genere: si tratta più che altro di un esercizio che può destare curiosità e comunque dimostra che l’origine dei cognomi è comune ovunque.

Un errore individuato per caso, comprensibile vista la mole di lavoro ma si spera unico, altrimenti denoterebbe una certa superficialità: l’attore Tony Curtis (s.v. Curcio e derivati) non è italo-americano, ma è di genitori ebrei ungheresi e oltretutto il vero nome è Bernard Schwarz, cognome tedesco che corrisponderebbe anche a Neri, non solo a Negri; e Curtis nel repertorio è indicato come cognome inglese e multilingue, correlato a Corti (da corto): possiamo aggiungere che, di origine normanna e legato anche alla corte (correlato quindi a Cortesi), è diffuso con varianti in vari paesi (anche se il regista di Casablanca, Michael Curtiz si chiamava in realtà Mihály Kertész, ungherese anche lui).

Umberto D’Angelo