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Renzo Ambrogio, Giovanni Casalegno 
Scrostati gaggio! 
Dizionario storico dei linguaggi giovanili, Torino, UTET, 2004

Secondo quanto è esplicitamente dichiarato nel sottotitolo e differenziandosi da analoghi repertori, il volume di Ambrogio e Casalegno si propone di ricostruire, adottando una prospettiva diacronica, l’evoluzione storica del lessico appartenente ai linguaggi giovanili. Per realizzare tale intento le voci del dizionario sono strutturate in modo tale da presentare in successione le diverse accezioni, numerate progressivamente, il riferimento ad altri repertori che le registrano e, infine, tutti gli esempi disponibili ordinati cronologicamente.

Le fonti utilizzate per documentare l’attestazione dei significati sono inevitabilmente eterogenee, data la natura intrinsecamente mutevole del linguaggio giovanile: si spazia infatti dai più tradizionali testi letterari alle fonti giornalistiche, ai questionari e ai siti Internet. In modo analogo, dinamicamente eterogenee sono anche le componenti del linguaggio giovanile che gli autori hanno preso in considerazione, fra queste, in particolare, un peso rilevante hanno:

- l’apporto dialettale, e in special modo quello dei dialetti meridionali, solidamente attestati nei linguaggi giovanili di molte grandi città del Nord (babbo «stupido, ingenuo, sprovveduto», ciddone «persona stupida, idiota», spacchiuso «spaccone, sbruffone», sticchia «ragazza molto bella», ecc.);

- alcuni elementi costitutivi del “giovanilese” storico, quali il gergo militare (battere la stecca «sbattere ripetutamente l’indice contro il medio unito al pollice, come gesto irrisorio rivolto dai militari anziani alle spine», massiccio «energico, risoluto, tosto», spina «recluta», ecc.), quello studentesco (fare feria, fare filone, fare forca, fare fugarola «marinare la scuola», ecc.) e quello della droga (flash «sensazione di piacere fulminea e intensissima provata in seguito all’assunzione di LSD, eroina, ecc.»; intrippare «fare uso di sostanze stupefacenti, drogarsi»; rota «crisi di astinenza dalla droga»);

- i forestierismi, non adattati (branding «tatuaggio impresso a fuoco sulla pelle», joint «canna, spinello») o variamente adattati (junko «persona stremata per troppa stanchezza, per abuso di droga...», lookkare «vedere, guardare»), e gli pseudoforestierismi (arrapescion «eccitazione, forte attrazione», loquare «dire»).

In conclusione il Dizionario di Ambrogio e Casalegno si rivela un utile strumento di consultazione per la quantità delle informazioni raccolte e per la loro organizzata strutturazione, anche se avrebbe forse tratto vantaggio da una minore frequenza di definizioni puramente sinonimiche.

Luigi Romani

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