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3_immagine_recensioneTullio De Mauro
Dizionarietto di parole del futuro
Laterza, 2006
 
Tullio De Mauro ha riunito in questo Dizionarietto di parole del futuro un’ottantina di schede scritte nell’arco di due anni per il settimanale «Internazionale». Ogni scheda è dedicata a una parola, non registrata nei comuni repertori, non un vero e proprio neologismo, quanto piuttosto una «parola di uso incipiente», secondo la definizione di Bruno Migliorini. Termini, questi, appartenenti a linguaggi specialistici destinati a diffondersi nel linguaggio d’uso comune.
In ragione della collocazione originaria, tutte le voci sono “internazionalismi”, ossia parole in uso nelle lingue di diversi paesi, quale flessicurezza, parola macedonia che significa «sicurezza del posto di lavoro e sua flessibilità, cioè instabilità», presente in inglese (flexicurity) e in francese (flexecurité).
Di ognuna, è menzionata la data di prima pubblicazione, per dar conto di un’eventuale successiva registrazione nei repertori lessicografici. Specchio di una realtà in continua evoluzione, la lingua del Dizionarietto riserva interessanti sorprese come captologia «studio scientifico di come gli umani si fanno persuadere dai computer e dai loro progettisti», domesticazione «la propensione (specie televisiva) a parlare di fatti lontani come se fossero banalità casalinghe» e sinastria «il confronto tra gli oroscopi di due persone (innamorati, ma anche manager, politici e simili) da cui si prevede il grado di (in)conciliabilità dei due».
 
Rosalba Provantini