02 settembre 2019

Guida alla scrittura. Vademecum per aspiranti scrittori

di Gualberto Alvino

Giorgio De Rienzo

Guida alla scrittura. Vademecum per aspiranti scrittori

Milano, Bompiani, 2019

 

Linguista, romanziere, critico letterario del «Corriere della Sera», noto per le imponenti Concordanze dei Promessi sposi allestite nel 1985 con Egidio Del Boca e Sandro Orlando, Giorgio De Rienzo (1942-2011) è stato un appassionato divulgatore (si pensi ai fortunati Guida alla lettura e Breve storia della letteratura italiana). A vent’anni dalla prima edizione, Casa Bompiani ristampa il suo maggior prontuario, «dedicato - così in quarta - a coloro che vogliono diventare scrittori. […] Solo partendo dalla lettura si arriva alla scrittura, o meglio solo analizzando con attenzione un testo che funzioni perfettamente, scoprendone le regole che lo fanno funzionare, si possono poi stabilire quelle regole similari (magari personali), attraverso le quali potremo giungere a scrivere un nostro testo che funzioni».

 

La prima delle tre sezioni offre nozioni teoriche basilari (parola orale e scritta, proprietà lessicale, grammatica del testo, architettura e ritmo), oltre ad analisi di testi «esemplari» (di Pontiggia, Krauss, La Rochefoucauld, Manzoni). Nella seconda si propongono esercizî di scrittura su brevi composizioni, già collaudati - questo il merito dell’operazione - in corsi o laboratorî universitarî. L’ultima parte fornisce rudimenti grammaticali vòlti «a prevenire l’errore e a offrire al lettore una sintassi normativa con cui creare, scrivendo, uno stile personale».

 

Un compendio agile e terso, di piacevole lettura e di indubbia utilità per l’apprendente alle primissime armi, specie nella seconda sezione, in cui si sottopongono a minuto esame grossolani testi autentici per poi riscriverli più volte fino a renderli grammaticalmente ed espressivamente accettabili, consentendo all’utente di seguire passo passo e con sicuro profitto le varie fasi correttorie. Non si può tuttavia non segnalare una serie di sviste, incoerenze e asserti sui generis che, anziché formare, rischiano di confondere, se non persino fuorviare il lettore “ingenuo” cui il libro è destinato. A partire dal sottotitolo, Vademecum per aspiranti scrittori, ripetutamente smentito nel corso della trattazione: «Questo manuale […] è dedicato a coloro che vogliono diventare ‘scrittori’ […] di testi […] referenziali: di testi cioè che vogliano riferire un pensiero o un’informazione, un fatto o un’emozione»; «il pubblico di questa guida alla scrittura non è quello di futuri narratori o poeti»; «il nostro obiettivo non prevede l’invenzione»: ergo scriventi, non già scrittori (si notino l’ossimoro «scrittori di testi referenziali» e soprattutto l’eccentrico avviso circa l’invenzione: senza la quale, al contrario, non si dà scrittura degna del nome, neppure improntata alla più greve referenzialità; e altrove: «l’invenzione in nessun modo può obbedire a delle norme»: com’è noto, solo chi padroneggia la norma è in grado di violarla).

 

Restando ai contenuti, non rari i precetti grammaticali scolastici come il seguente: «N non si trova mai davanti a b e p: in questi casi è sostituita sempre da m»: “regola” contraddetta dall’esistenza di composti come, ad esempio, benpensante e panpepato. Sfugge, inoltre, il significato attribuito al termine ritmo: negli esercizî De Rienzo dichiara più volte d’aver agito «sul lessico che va fuori ritmo»; sennonché corregge - pur potendo farne benissimo a meno - «Stavo soppesando i tanti problemi» in Sentii il peso dei miei problemi (intervenendo, si badi, non sull’assetto formale, come dichiarato, ma sulla sostanza semantica, stravolgendola); «annuii» in dissi di sì; «porsi» («gli porsi una Philip Morris») in diedi: pure flessioni di registro rispondenti a criterî di gusto, senz’alcun nesso apparente con questioni ritmiche. Ancora in tema di correzioni, circa il sintagma «la purezza e la limpidezza dell’aria» si decreta quanto segue: «la ripetizione della desinenza -ezza non fa cadenza e mette in risalto più che la diversità di sfumatura delle due parole, la loro similarità (e quindi la loro superfluità)»: si fatica a cogliere non solo il senso dell’espressione «non fa cadenza», ma anche il motivo della correzione in «aria pura e limpida»: mera - e opinabilissima - trasformazione dell’astratto in concreto.

 

Più d’una perplessità suscita la resa linguistica: il colmo per un manuale di scrittura. Anacoluti, gerundî sospesi, costrutti periclitanti, errori nelle reggenze verbali e nell’impiego del congiuntivo (qui evidenziati in corsivo):

 

«Messner viene intervistato da […] uno di quei giornalisti-avvoltoi che sono pronti, microfono in mano, a registrare, come si dice, ‘a caldo’, le sensazioni di atleti, subito dopo un record o una vittoria, presupponendo di scrivere la storia con le loro domande, a cui ricevono in cambio, generalmente, banalità assolute»;

«una scansione […] che alterna monosillabi a bisillabi, per scaturire a un quadrisillabo»;

«In una terza parte infine fornirò in forma pratica (in forma cioè che prevenga dell’errore)»;

«la parola è veicolo di comunicazione di appartenenza comune a chi scrive e a chi parla»;

«Scoprire i meccanismi attraverso cui un buon testo letterario, un articolo giornalistico, un testo pubblicitario prendano vita».

 

Non meno singolare l’uso della punteggiatura. Due punti dove sarebbe opportuna una virgola:

 

«salì sull’Everest senza la bombola ad ossigeno: compiendo una di quelle sue imprese eccezionali»;

«una piccola appendice dedicata alla Nomenclatura: vale a dire […]»;

«semplificando ulteriormente la scrittura: eliminando cioè […]»;

 

omissione della seconda virgola nelle parentetiche:

 

«Ed ecco, dopo i primi interventi correttivi il nuovo testo»;

 

virgola tra soggetto e predicato (lecitissima se s’intende isolare e focalizzare il tema, ma assolutamente vitanda quando ci si rivolge a un pubblico sprovveduto):

 

«Ebbene questo giornalista, chiede […]»;

«chi si arrende, risulta alla fine vincitore».

 

Bibliografia

 

Concordanze dei Promessi sposi, a cura di Giorgio De Rienzo, Egidio Del Boca e Sandro Orlando, Milano, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, 1985.

 

Giorgio De Rienzo, Guida alla lettura. Come leggere un classico, Milano, Bompiani, 2001.

 

Id., Breve storia della letteratura italiana, Milano, Bompiani, 2001.

 


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