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Da leggere_de' Angelis

Luca Cignetti e Silvia Demartini
L’ortografia
Roma, Carocci, 2016


L’ortografia italiana ha un grosso vantaggio, rispetto a quella di molte altre lingue: il suo rapporto con i suoni della lingua è piuttosto semplice. Certo, non è del tutto univoco, perché ci sono suoni che vengono rappresentati in due o tre modi diversi e ci sono caratteri che corrispondono a più suoni. Esistono anche lingue dotate di ortografie più razionali di quella italiana. Basta però un rapido confronto con l’inglese o con il francese per rendersi conto che le cose potevano andare molto peggio. In inglese, per esempio, un suono come quello rappresentato in italiano dalla sc- iniziale di scena deve essere scritto in undici modi diversi a seconda delle parole in cui compare. Le gare di ortografia (o spelling bee), molto diffuse nel sistema scolastico dei paesi di lingua inglese, semplicemente non hanno ragione di esistere nelle scuole italiane.

 

Tuttavia, questo rende ancora più vistosi gli errori ortografici commessi in italiano, spesso collocati nell’area di quelli che tecnicamente si chiamano i segni diacritici e paragrafematici: gli accenti e gli apostrofi, in particolare. Gli sforzi per eliminare errori del genere sono spesso tanto intensi quanto frustranti. Non è quindi raro che anche quelle che tradizionalmente si definivano “persone colte” abbiano dubbi sull’uso dell’accento in , sta, e così via.

 

Il libro di Cignetti e Demartini rappresenta un utile contributo in questo senso. La sua impostazione lo indirizza principalmente – ma non in modo esclusivo – agli studenti universitari di area umanistica, e in proposito vale la pena di sfatare un mito giornalistico: quando arrivano all’università, gli studenti italiani di questo settore conoscono bene l’ortografia e in ampia maggioranza sono perfettamente in grado di scrivere do senza accento e po’ con l’apostrofo. È però vero che spesso non sanno spiegare in modo esplicito i criteri da loro stessi seguiti e non sanno come risolvere con sicurezza e autonomia un dubbio che si presenti a loro per la prima volta. Cosa che indubbiamente rappresenta un problema, soprattutto se tra gli obiettivi di studio c’è l’ingresso nella professione di insegnanti.

 

Il libro può essere indubbiamente un buon aiuto per ridurre queste incertezze. La sua struttura punta all’approfondimento e consolidamento: più che a risolvere dubbi occasionali, mira a presentare i criteri generali che regolano l’ortografia italiana. Particolarmente apprezzabile, da questo punto di vista, è la scelta di descrivere anche l’evoluzione storica del sistema. Una simile inclusione, oltre a differenziare la trattazione dalla maggioranza delle presentazioni schematiche, dà profondità al discorso e aiuta a comprendere la logica delle regole.

 

Per quanto riguarda la copertura del libro, poi, il riferimento è in sostanza la scrittura a mano… che del resto, nella maggioranza dei contesti, è quella più praticata anche all’Università. Nel libro si trovano quindi pochi riferimenti ai dubbi classici da scrittura al computer: gli spazi vanno messi prima o dopo le parentesi tonde? i suggerimenti del correttore ortografico sono accettabili? meglio usare le virgolette alte o quelle sergentate? E via dicendo. Gli autori hanno comunque inserito alcune indicazioni utili anche in quest’ottica, come i criteri per l’uso del tondo, del corsivo, del grassetto e del sottolineato.

 

L’impostazione sistematica lascia purtroppo fuori dalla trattazione molti dubbi che non rientrano in un sistema, ma sono frequenti anche tra gli studenti universitari. Per esempio: si deve scrivere cerebrale o celebrale? Subdoravo o subodoravo? Questo è inevitabile, ma il libro potrebbe essere utilmente integrato da qualche rinvio, anche sintetico, a strumenti esterni come i dizionari, indispensabili per risolvere questo genere di difficoltà. Opere come il Dizionario Treccani, oggi disponibili in rete in forma completa e gratuita, possono fornire un importante contributo all’eliminazione degli errori ortografici a qualunque livello.

 

Mirko Tavosanis

UN LIBRO

Un delitto del ’43 e altri racconti

Mario Quattrucci

La pubblicazione di questa raccolta può costituire un’ottima occasione per accostarsi alla narrativa di Mario Quattrucci. Infatti, i vari testi mostrano bene la varietà di stili e modalità rappresentative con cui l’autore declina il prediletto genere poliziesco, perseguendo sempre il divertimento nella sua accezione più nobile.