Da leggere_enigmistica

Lorenza Alessandri

Grammatica in tasca. Per scrivere, parlare, leggere, digitare

Firenze, Franco Cesati Editore, 2018

Come parleremo nel 2050. Tra nuove tecnologie, migrazioni, demografia e contaminazioni: nel gennaio del 2017, Claudio Marazzini, presidente dell’Accademia della Crusca e professore di Storia della lingua italiana all’Università del Piemonte Orientale, durante un’interessantissima conferenza, analizzava numerose questioni relative alla lingua italiana, cercando di capire come muteranno le nostre abitudini linguistiche tra qualche decennio. La profezia, basata evidentemente non sull’osservazione di una sfera di cristallo, ci riconduce a un italiano sempre più in balìa dei forestierismi, in cui spariranno, per esempio, parole come abnegazione, adepto o acconcio. Con ogni probabilità, i parlanti del 2050 utilizzeranno una lingua in cui, anche per la tendenza a banalizzare, una parola come location sterminerà almeno tre parole italiane, come luogo, sito, posto.

Nel corso della conferenza, Marazzini osservava anche che «la debolezza culturale della popolazione che emerge in questi dati [Dati Piac 2013 ndr] è una delle cause della scarsa reattività degli italiani dal momento in cui entra in crisi, viene aggredita la loro lingua». L’aggressione proviene da molte parti, dal cosiddetto basic english, dai cosiddetti nuovi media e da molti altri fattori che, oggi, si sviluppano ad una velocità enorme e che portano a trasformazioni di ogni genere.

Si capisce quindi che, contribuire a fare chiarezza sui punti più bui o meno illuminati dell’italiano, diventa sempre più necessario. Così come si comprende il proliferare di dubbi, incertezze e domande: verso quale lingua stiamo andando? Che cosa è giusto e cosa, invece, è sbagliato? Nel mare agitato, anche se ci si sente esperti nuotatori, è sempre utile tenere a portata di mano un salvagente. O una Grammatica in tasca per fugare i dubbi più comuni ed imparare «un metodo di lettura, studio e organizzazione del pensiero». Lorenza Alessandri che, tra le numerose attività, insegna italiano in una scuola superiore, propone un agile manualetto per dissipare le incertezze, un prontuario per evitare gli errori più comuni, stracolmo di consigli per ottenere una corretta composizione scritta.

Interessante l’idea di partire dalla macrostruttura testo per scendere via via, come se utilizzassimo un microscopio, alle microstrutture che lo compongono: Il testo, Dal testo alla frase, Prontuario di ortografia.

«Continuiamo il nostro viaggio nel testo analizzandolo più nel dettaglio. Dal periodo passeremo a concentrarci sulle singole frasi e sui loro elementi costitutivi. Il nostro, quindi, è uno sguardo che va dal panorama più vasto al singolo elemento» (p. 73).

L’impianto è schematico e molto chiaro. La grafica aiuta a fissare i concetti principali, gli esempi, giusti () o sbagliati (X), corredano ogni paragrafo, a scanso di equivoci.

I box Lo sbagli anche tu? arricchiscono il libro, proponendo spunti intelligenti e casi comuni, anche per mettersi alla prova e vedere quanto e come conosciamo la nostra lingua.

«Usi del verbo scaturire.

I pensieri hanno scaturito all’improvviso

Da quella teoria sono scaturite idee in abbondanza

Questi due esempi presentano due errori di frequenza crescente nell’utilizzo del verbo scaturire. […] Nel primo esempio l’errore è grammaticale, ed è piuttosto grave: scaturire è un verbo intransitivo […]. Nel secondo caso l’errore – meno grave, ma da segnalare – è nel significato […]. Per questo uno dei consigli è quello di cercare prima la parola precisa, più adatta; in un secondo momento, se quella parola non ci soddisfa, possiamo scegliere il significato figurato di un verbo che padroneggiamo meglio. Questo sforzo arricchirà il nostro vocabolario e ci renderà parlanti e scrittori più accurati» (p. 79-80).

I primi destinatari della Grammatica in tasca sono probabilmente gli studenti, coloro per i quali l’italiano è ancora una materia scolastica (o universitaria), più o meno ostica. Ma dalla lettura di questo libro potrà trarre beneficio chiunque voglia fissare concetti e nozioni che magari non rispolvera dai tempi passati sui banchi o chi voglia trovare risposte a domande che non sa più a chi porre.

 

 

                                                                       Margherita Sermonti

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