Scrive e domanda un lettore, Emanuele Schembari: «Non trovo nel vostro vocabolario il termine mostata, dolce tipico siciliano a base di mosto, farina di semola e mandorle, che voi confondete con le varie mostarde a base di senape. Così come esiste il termine cotognata, altro tipico dolce siciliano a base mele cotogne e zucchero, perché non esiste il termine mostata?». Intanto, aderiamo concretamen...
Ci attendono di sicuro interessanti esegesi del verbo leghista, centrate non soltanto sul materiale di colorito eloquio forgiato dal suo gruppo dirigente (cerchio magico incluso) in occasioni pubbliche e accumulatosi negli anni. Specialmente ora, analisi e approfondimenti potranno avvalersi della vagonata di intercettazioni telefoniche che si riversano e si riverseranno sulle nostre orecchie dopo ...
E se i nostri ragazzi parlassero arabo? È probabile che tra qualche anno nuovi flussi di arabismi scorreranno nell’alveo dell’italiano. Magari non verranno rinverditi i fasti della compenetrazione adstratica medievale tra arabo e italiano neonascente, visto che allora l’arabo era lingua espressione di una grande civiltà espansiva, mentre oggi l’arabo lo portano in Italia persone in fuga, spesso di...
Abitiamo l’era dell’iconismo – un mondo di segni che rimandano per somiglianza alla realtà denotata – e ci siamo abituati in fretta a maneggiare scritture espressive, trovatine grafiche, simbolismi iconici di ogni sorta, buoni per chat, sms e via digitando: Noooo… – Che fai, non vieni????!!!! – Non capisci niente – Te lo ripeto: un film b-r-u-t-t-o – AIUTO! – Ti devo raccontare qualcosa di *specia...
Alzi la mano chi, tra i meno giovani, non ricorda la serie televisiva della Famiglia Addams, che la tv di Stato mise in onda per la prima volta a partire dal 1966 (http://1.bp.blogspot.com/). Alzi la mano chi, tra i venticinquenni-trentenni di oggi, non ha visto al cinema, in dvd o scaricato sul computer La famiglia Addams (1991), regia di Barry Sonnenfeld (con un fior di cast: Raul Julia, Anjelic...
È sempre interessante, spesso divertente, leggere l’esito di quei rapidi sondaggi che siti come Repubblica.it allestiscono per sapere dai lettori quali sono, secondo loro, le più significative parole dell’anno, da votare scegliendo entro una lista bloccata, presentata dalla redazione del sito stesso e di solito comprendente dieci vocaboli. Non si tratta per forza di parole nate nell’anno di riferi...
Quando il presidente del Consiglio Mario Monti, nel corso della conferenza stampa del 22 novembre scorso, tenuta congiuntamente col presidente della Commissione europea Barroso a Bruxelles, s’è impappinato andando a fondo per un attimo, per poi riaffiorare con una boccheggiante e millimetrica precisazione (http://tg24.sky.it/tg24/economia/), alla mente si è ripresentato un trasparente caso di laps...
«Crozza (ripetendo alla perfezione la voce di Bersani): “Oh, ragassi... siam mica qui a fare la ceretta allo Yeti”. Bersani (facendo sé stesso): “Oh, ragassi... siam mica qui a fare la permanente ai cocker”. Crozza: “Oh ragassi... siam mica qui a mettere la crema da barba nei Ringo”. Bersani: “Oh, ragassi... siam mica qui a spalmare l’Autan alle zanzare”. Crozza: “Oh, ragassi... lo strutto diet...
Oi, come va? Qualcuno di voi usa questo oi (con la o piuttosto chiusa, ói) come esordio di una comunicazione al telefono o, più spesso, al telefonino? Chi scrive non ha dubbi: sì, lo usa. Specialmente quando chiama (meno spesso quando riceve la chiamata). In particolare, quando la chiamata è la seconda o la terza di una serie al medesimo interlocutore. Per esempio, si lascia qualcuno dicendogli “t...
Dicono i neurolinguisti che il linguaggio delle emozioni cerca nelle parolacce il modo di far deflagrare il rimosso e dare la stura all’inesprimibile. Fastidio, rabbia, sorpresa, paura e perfino istanze giocose e creative – famose a questo proposito le parolacce con le quali il genio musicale Wolfgang Amadeus Mozart infarciva le lettere alla sorella – trovano espressione nelle “cattive parole”, es...
La cultura in rete secondo Treccani
Ma cosa vuoi che sia una canzone
La lingua della canzone, genere di consumo di ampia diffusione, può essere studiata come specchio della lingua italiana tout court soltanto in una certa misura, avverte Giuseppe Antonelli in questo saggio approfondito e documentato