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Trappole nella rete

Quando, navigando nel mare aperto della comunicazione, rimaniamo incagliati in una secca sabbiosa di dubbi o, viceversa, veniamo sballottati al largo da un ciclone di errori insidiosi e ingovernabili, possiamo decidere di portare la nostra imbarcazione in rete, alla ricerca del profilo rassicurante di un frangiflutti dietro il quale si sveli l'arco ampio di un porto sicuro, e, all'interno, la calma operosa di una darsena riparata, in cui ricoverarsi al cospetto di gente esperta che riporti con i piedi per terra, magari ridimensionandoli, i dubbi e gli errori linguistici che ci hanno tormentato.

Strumenti affidabili
 
Certamente abbiamo a disposizione una serie di strumenti affidabili, istituzionali, accademici, professionali, che trattano le faccende (e le regole) della lingua, del corretto eloquio e della buona scrittura. È bene sapere che esistono il sito della Crusca e della Treccani, i dizionari on line Sabatini-Coletti e Garzanti, l'osservatorio linguistico della Zanichelli, il sito in fieri Scrivere in italiano, Italica di Rai International e il sito web del Consorzio IcoN, alcuni validi forum di discussione e frequentatissime pagine di Facebook, i blog di questo o di quell'esperto (professore universitario o studioso di comunicazione, semiotica, scrittura professionale), i podcast della trasmissione radiofonica di Radio tre La lingua batte. Il problema sta nella necessità di non farsi abbindolare dalle promesse di tutte le altre risorse indicizzate dal motore di ricerca. Insomma, in rete c'è tanta libertà e tanto spazio per chi voglia informare ed educare, come ha scritto Mirko Tavosanis, ma ci sono, per ora, poche garanzie di qualità al di là di alcuni precisi e riconoscibili recinti.
 
«Mi chiamo Wolf, risolvo problemi»
 
Grammatiche e altri congegni che si presentano come il Wolf di Pulp Fiction («Mi chiamo Wolf, risolvo problemi»), sono in realtà mezze (o integrali) patacche.
Facciamo qualche esempio. Abbastanza clamoroso è il caso dei traduttori automatici. Ha fatto storia – per quanto possa fare storia un fatto commentato in rete, anche se interessante e oggetto di più di un'analisi qualificata – il caso della traduzione sballata outside service per “fuori servizio”, gentilmente scritta a caratteri cubitali in un cartello esposto qualche anno fa da Trenitalia su una macchinetta obliteratrice scassata, a vantaggio dei viaggiatori stranieri. Chi si è occupato della questione, come il linguista Michele Cortelazzo nel suo blog, ha notato come certamente la traduzione inglese sia stata ottenuta attraverso l'inconsulta consultazione di un traduttore automatico in rete. Il colpevole non era il traduttore di Google, che avrebbe fornito un accettabile out of service (meglio ancora, in realtà, avrebbero funzionato out of order o off duty); probabilmente, è stato World Lingo, che, interrogato da Cortelazzo, ha dispensato, perfido, outside service come corrispettivo inglese di fuori servizio, mentre invece outside service è locuzione che si trova a suo agio nelle carte per la stipula di contratti con fornitori esterni. Complimenti a Trenitalia, già famosa per prestazioni suggestive di opacità linguistica nell'ambito di comunicati e avvisi, scritti e orali, rivolti all'utenza viaggiante.
 
Guai a fidarsi di Ottorino
 
Se funzionari di una grande azienda, stipendiati per comunicare correttamente, usano la rete come un colabrodo, in molti rischiamo di cadere nelle lusinghe del precotto didascalico fornito dai dati/dadi di Wikipedia-Liebig, grande concentrato di sapienza volontaria collettiva, le cui voci di grammatica, fornite in una sezione dedicata, sono, come ha notato sempre Tavosanis, di disegualissimo valore e consistenza. Sempre Michele Cortelazzo ha dimostrato, attraverso due-tre rapidi sondaggi, come le ricostruzioni etimologiche di alcuni vocaboli (bar, brigante, assurdo) siano, come minimo, contorte e fuorvianti. In particolare, si potrebbe dire che gli estensori delle analisi etimologiche, dopo aver correttamente esposto alcune ipotesi accreditate dagli specialisti, concludono accostando a queste ultime le spiegazioni tramandate negli anni dalla fantasia etimologica popolare, senza distinguere e gerarchizzare. Lo scopo, chiaro, è di titillare il gusto per il fascinoso stravagante, ricorrendo ad “aromi naturali” e “correttori di sapidità” narrativa, laddove il rigore dello studio scientifico farebbe risultare insipida la cruda, fredda, circoscritta realtà delle acquisizioni definibili certe. Tra l'altro, nel caso di assurdo, Wikipedia riesuma un dizionario etimologico consultabile gratuitamente on line (quello di Ottorino Pianigiani, 1907), interessante come reperto storico ma superato e quindi inaffidabile in molte sue espressioni.
 
La sedia della Scuola elettrica
 
Un sito dal nome simpatico, Scuola elettrica, condivide con le riviste pulp dello scientismo sensazionalista d'inizio Novecento («Modern Electrics», the first popular technical magazine, creazione di Hugo Gernsback, il padre della science fiction popolare novecentesca) la propaganda della facile soluzione di ogni problema attraverso gli algoritmi del calcolo. Così, grazie al suo avveniristico Correttore ortografico grammaticale logico si spera di ottenere risultati elettrizzanti. Inserisco nel campo quadrettato, che ricorda un pezzetto di quaderno di matematica, la frase “Mi sembra che la situazione sii dificile, perché il nostro paese é in crisi economica. Se la situazione sarebbe meglio, tutti vivessimo migliore”. Il responso non è elettrizzante, giudichino i lettori. Ecco cosa sentenzia l'oracolo: «Risultati del controllo: la lunghezza della frase è di 145 caratteri e 23 parole. I periodi sono: 2. Errori di ortografia: "dificile" è una parola non presente in questo dizionario o con errori di scrittura!; in "il nostro paese é" ci vuole: "è" con con accento grave e non: "é" con accento acuto! In totale gli errori di ortografia sono: 2. Errori di grammatica: nel periodo: "Se la situazione sarebbe meglio, tutti vivessimo migliore" ci vuole il verbo: "essere" nel modo congiuntivo e non nel modo condizionale come è "sarebbe". In totale gli errori di grammatica sono: 1. Errori di logica: la seguente frase non ha senso: "paese essere in crisi". In totale gli errori di logica sono: 1». Perfetto. Mi raccomando, ragazze e ragazzi, affidatevi tranquillamente alla sedia elettrica della scuola e brucerete ogni chance di promozione in italiano.
 
Silverio Novelli
 

SCELTI NEL WEB

Lingua Italiana

La cultura in rete secondo Treccani

UN LIBRO

La Crusca risponde. Dalla carta al web (1995-2005)

(a cura di) Marco Biffi e Raffaella Setti

Il volume antologizza quesiti e risposte trascelti dalla rivista nel decennio 1995-2005, dal n° 10 (aprile 1995) al n° 31 (ottobre 2005), con l'aggiunta di una coda di domande ricorrenti e risposte ai quesiti tratte dal lavoro di consulenza linguistica svolto nella sezione del sito

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