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La poesia che si fa respiro nostro. Tre domande a Rodolfo Di Biasio**

a cura di Domenico Adriano*

 

Un poeta, Domenico Adriano, interroga un poeta, Rodolfo Di Biasio.

 

Come nasce una tua poesia, quale la scaturigine, importanza della parola.

Ogni mia poesia nasce in lentezza. E viene da lontano. Mi spiego: è l’idea che parte da lontano, ma questa deve subito inserirsi nel mio progetto di poesia. Su questa idea lavoro. Me la porto dentro fino alla prima stesura. Qui è ora la sfida. Cancellazioni, prosciugamenti, rastremazioni. Rilettura del testo ad oltranza. Aggiustamenti. Fino a quando mi sembra che il tema della poesia venga fuori nella sua necessità. Cioè fino a quando mi sembra che l’idea si sia incarnata finalmente nella parola.

 

Quale è stato il tuo viaggio nella poesia?

Il mio viaggio nella poesia è stato lungo e affascinante. È stato un cammino che mi ha portato a definire il mio progetto di poesia: da Niente è mutato a Mute voci mute (alle spalle poche cose giovanili). Ogni raccolta è stata una tappa. Sette raccolte in tutto, ma in esse ho cercato di dare come ha scritto Giuliano Manacorda «una testimonianza del tempo in cui ci è toccato in sorte di vivere e sull’ambivalenza con cui lo viviamo». Il poeta e il proprio tempo: è questa l’interrogazione che innerva la mia produzione. La mia poesia vuole essere una continua irrisolta interrogazione.

 

La necessità di imparare a memoria una poesia.

La poesia è memoria e testimonianza palpitante del sentire dell’uomo. Credo che la sua conservazione e la sua trasmissione sia affidata alla memoria di chi legge. Sono convinto che noi possediamo interamente una poesia solo quando l’abbiamo memorizzata, quando in ogni momento essa ci torna e possiamo a piacimento scandirla. A questo punto il testo poetico è dentro di noi, si fa respiro nostro.

 

Ritratto di Rodolfo Di Biasio. Foto di Roberto Coccoluto

 

**Rodolfo Di Biasio è nato a Ventosa nel 1937. Vive a Formia. Ha pubblicato i seguenti libri: Poesia: Niente è mutato, Rebellato 1962; Poesie dalla terra, De Luca 1972; Le sorti tentate, Lacaita 1977; I ritorni, Stilb 1986; Patmos, Stamperia dell’Arancio 1995, tradotto in inglese (Patmos, edited by Barbara Carle, Stony Brook, New York, Gradiva Publications 1998) e in spagnolo (Patmos, traducciòn y nota de Emilio Coco in Salinas, num. 17, 2003) e in francese (Patmos, traduit en francaise par Barbara Carle et Michel Sirvent, Ghenomena 2013); Altre contingenze, Caramanica 1998, (antologia delle sue poesie dal 1958 al 1995), tradotto in inglese (Other Contingencies, translated by Barbara Carle, Caramanica/Gradiva Publications 2001) e in spagnolo (Otras contingencias, traducciòn y pròlogo de Emilio Coco, Madrid, Fugger Libros Sial Ediciones 2008); Poemetti elementari, Il Labirinto 2008; Mute voci mute (Ghenomena 2017). Narrativa: Il pacco dall’America, Gremese 1977; La strega di Pasqua, Bastogi 1982; I quattro camminanti, Sansoni 1991(2a ed. 1992), ristampato poi da Ghenomena Edizioni, 2009 e tradotto in inglese (Wayfarers Four, traslated by Justin Vitiello, West Lafayette, Indiana, Bordighera Incorporated, USA 1998). Critica: Bonaviri, La Nuova Italia, Il Castoro, Firenze 1978.

Suoi testi poetici sono stati pubblicati in riviste e antologie italiane e straniere. È stato direttore responsabile delle riviste «L’Argine Letterario» e «Rapporti». Ha tenuto una ventennale collaborazione con la RAI con sceneggiati su tematiche storiche e letterarie. Contemporaneamente alla sua produzione artistica ha svolto e svolge una intensa attività critica.

 

*Domenico Adriano è nato a Coreno Ausonio nel 1948. Per un tempo breve ha insegnato nelle scuole elementari. Dal 1976 al 1982 è stato libraio e editore nel quartiere romano di Testaccio. Collaboratore di varie riviste letterarie, iniziò a pubblicare i poeti tramite il quotidiano «Lotta Continua». È stato poi titolare dal 1989 al 2000, per «Avvenimenti», di una rubrica settimanale di poesia. Ha inoltre curato diverse antologie. Dirige e ha diretto collane di poeti. Cinque i suoi libri in versi: La polvere e il miele (L’Officina Libri 1977), Bella e Bosco (Stamperia dell’Arancio 1995), Bambina mattina (Il Labirinto 2002; versione inglese e francese, Ghenomena 2013), Papaveri perversi (Il Labirinto 2008), Dove Goethe seminò violette (Ivi, 2015 e 2016).

 


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