Grammatica, un’avventura nella lingua

 

La recente uscita di Grammatiche, il IV volume collettaneo della Storia dell’italiano scritto, diretta da Giuseppe Antonelli, Matteo Motolese e Lorenzo Tomasin per l’editore Carocci, permette di mappare territori, storia e forme di un tipo di manuale linguistico oggi identificato prevalentemente come strumento didattico, ma che, alle sue origini, nel Cinquecento, funzionò come apparato di fondazione e codificazione della lingua scritta. Lorenzo Tomasin, uno dei direttori dell’opera, ha voluto contribuire al nostro Speciale spiegando la storicità e la mobilità del genere e dell’“oggetto testuale” grammatica nel mutare dei suoi obiettivi attraverso i secoli. Giuseppe Polimeni ha riletto la prima parte del volume, ragionando sulle correnti di pensiero, dalla grammatica storica allo strutturalismo e alla linguistica generativa. Due interventi-cerniera sono dedicati da Roberta Cella alla grammatica per la scuola e da Giada Mattarucco alle grammatiche per stranieri (qui come nel volume). Sergio Lubello è intervenuto sulla seconda parte di Grammatiche, tecnica, che, muovendosi tra antico, moderno e contemporaneo, seziona la grammatica in capitoli dedicati alle categorie note anche agli studenti italiani, dalla punteggiatura alla sintassi del periodo, passando per grafia e pronuncia, nome e aggettivo, pronome e articolo, verbo, invariabili, frase semplice.
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