19 maggio 2011

Numeri e Numbers nelle espressioni idiomatiche da lingua a lingua

di Erling Strudsholm *  

Tradurre da una lingua all’altra implica anche la traduzione da una cultura all’altra. Perfino quando si tratta di lingue con un sistema linguistico simile, le scelte linguistiche nella traduzione non possono sempre mantenere quelle della lingua originaria. Anche se tipologicamente differenti, italiano, francese, inglese, tedesco e danese derivano dall’indoeuropeo, quindi esiste una chiara parentela fra le lingue. Confronti interlinguistici ci permetteranno di riprendere alcune tematiche fondamentali degli usi dei numerali.
 
Il tal danese
 
La stessa parola italiana numero e le sue corrispondenti in francese, inglese, tedesco e danese presentano la stessa etimologia, il latino numerus. Ciononostante c’è solamente equivalenza parziale fra le cinque lingue. Mentre l’ingl. number corrisponde all’it. numero, il dan. nummer e il ted. Nummer equivalgono solo parzialmente all’it. numero, che infatti ha due se non tre equivalenti in dan. e ted. In alcuni casi numero equivale a nummer, come ad es. il numero telefonico, in dan. telefonnummer, in ted. Telefonnummer, in altri invece a tal: numeri arabi e numeri romani, in dan. rispettivamente arabertal e romertal. Ma se parliamo di un certo numero di libri, gli equivalenti dan. e ted. sono antal e Anzahl: et vist antal bøger e eine Anzahl Bücher.
 
Dall’uno alla folla, fin nel gabinetto
 
Esistono nelle varie lingue tante espressioni idiomatiche con numero/numeri. Un tipico esempio it. è dare i numeri, espressione che non ha corrispondenza diretta nelle altre lingue. Un’equivalenza ingl. potrebbe essere to go crazy o to act a bit queer, in ted. spinnen. Un uso ormai esteso dell’espressione si trova in un esempio come il mio computer dà i numeri. Altri esempi it., con la diversa corrispondenza ingl. (cfr. Ragazzini 1988), sono: gli manca qualche numero ‘he is not quite all there’, far numero ‘to swell the crowd’, uscire dal numero ‘to emerge from the crowd’, e viceversa usi in cui number non corrisponde a numero: numbers died in the retreat ‘molti perirono nella ritirata’, e he only thinks of number one (fam.) ‘pensa solo a sé stesso’.
Come già indicato, il ted. Nummer equivale solo parzialmente a numero, e nei seguenti esempi (cfr. Langenscheidts 1996) sono state proposte altre soluzioni di traduzione: eine komische Nummer (colloq.) ‘uno strano tipo’, eine Nummer machen, schieben (volg.) ‘fare una scopata’, bei jdm eine grosse, gute Nummer haben ‘essere molto considerato da qcn.’ e Nummer null (colloq.) ‘gabinetto’.
 
Date, tra cardinali e ordinali
 
Per ciò che riguarda i singoli numerali, spesso il numerale di una lingua corrisponde ad un numerale nell’altra, di solito anche lo stesso numerale. Le lingue qui studiate seguono fondamentalmente lo stesso sistema numerico; quindi tradurre letteralmente i numeri da una lingua all’altra non dovrebbe creare grossi problemi. Comunque, una traduzione letterale parola per parola non è sempre soddisfacente, perché spesso i singoli numeri rientrano in espressioni idiomatiche e costituiscono degli elementi di enunciati da considerarsi nel contesto in cui compaiono. Spesso una traduzione letterale non è possibile per assenza di corrispondenza fra le lingue, e si deve ricorrere ad altre strategie. Infatti, per esprimere le date in it. e fr. si usano i numerali cardinali, mentre in dan., ingl. e ted. è obbligatorio l’uso degli ordinali, cosicché il quattro aprile, fr. le quatre avril, va tradotto in dan. den fjerde april (lett. il quarto aprile), e così anche in ingl. e ted., rispettivamente the fourth of April in ingl. e am vierten April in ted. In altri casi, numerali differenti vengono usati nello stesso contesto: m entre in dan., e così anche in ingl. e ted., viene naturale parlare di quattordici giorni di vacanze (= due settimane di sette giorni ciascuna), in it. e fr. si include anche la terza domenica e si arriva così a contare i quindici giorni .
 
Problemi metaforici
 
In realtà, mentre l’uso dei singoli numerali nel loro significato preciso di solito non comporta problemi di traduzione, il processo di traduzione è più complicato quando i numerali vengono usati con significati approssimativi o, in differenti contesti, rientrano in collocazioni di più parole, spesso con significato figurato, metaforico, senza corrispondenze letterali nelle altre lingue.
 
Quattro e cento
 
In italiano quattro viene spesso usato con valore generico per indicare una quantità indeterminata ridotta, e molte espressioni con questo valore limitativo trovano equivalenze senza numero (o con altro numero) nelle altre lingue, ad es. it. fare quattro passi, in fr. faire deux pas, in ingl. to take a stroll e in ted. eine kurzen Spaziergang gehen, e it. fare quattro chiacchiere, in fr. faire un brin de causette, in ingl. to have a chat, in ted. einen kleinen Schwatz halten.
Di frequente cento è usato in enunciati che esagerano grandezze, misure, durate ecc. Del tutto particolare per il dan. è l’uso di hundrede og sytten (it. cento e diciassette) per indicare una quantità sorprendentemente alta, spesso eccessiva. Il valore approssimato di 117 in dan. è del tutto arbitrario così come anche in fr. l’uso di tutt’altro numerale, cioè il trente-six, (it. trentasei) che in varie locuzioni designa un numero generalmente molto alto (cfr. Boch 1992): il y en a trente-six sortes! ‘ce ne sono tanti tipi!’. L’espressione idiomatica tous les trente-six du mois (lett. tutti i trentasei del mese) si usa per esprimere qualcosa del tutto inverosimile, qualcosa che non avviene mai. Qui una corrispondenza dan. sarebbe når der er to torsdage i en uge (lett. quando ci sono due giovedì in una settimana).
 
Pagina nove ragazza
 
La strategia dell’adattamento alla lingua e alla cultura d’arrivo riguarda espressioni legate a situazioni particolari, spesso intraducibili. Un esempio è il concetto it. di terza pagina per lo spazio dedicato agli argomenti culturali sui quotidiani italiani, che non trova traduzione diretta in altre lingue. Altra espressione intraducibile, questa volta dan., riguarda il side 9 pige (lett. pagina nove ragazza). Originariamente a pagina nove di un tabloid scandalistico dan. comparivano regolarmente foto di ragazze nude/seminude. L’equivalenza ingl. è page three girl, ma in it. ciò è intraducibile letteralmente e si deve ricorrere ad una spiegazione o parafrasi. Si vedono insomma differenti priorità nelle pagine dei giornali italiani, inglesi e danesi!
 
Le sfide del traduttore
 
Gli esempi citati (e per molti altri si vedano Bazzanella/Pugliese/Strudsholm 2010) confermano che nel passaggio da lingua a lingua è necessario prendere in considerazione differenti strategie nella traduzione dei numerali. Sotto più aspetti i numerali fanno parte di una terminologia molto precisa, nel senso che ogni singolo numero ha un significato su cui non si può discutere, ma il significato di molti numerali dipende anche dal contesto in cui essi sono usati: in alcuni contesti, i numerali espandono il significato ‘canonico’ in direzioni diverse, quantitativamente inferiori o superiori, ed è proprio qui che compaiono le sfide del traduttore. Appare per altro chiaro che il compito di rendere nella lingua d’arrivo, oltre al contenuto proposizionale, tutte le sfumature, i valori semantici e le funzioni pragmatiche della lingua di partenza non sempre è facilmente raggiungibile e coinvolge una profonda conoscenza delle lingue, non solo rispetto ai singoli sistemi linguistici, ma anche in relazione con i vari aspetti testuali/culturali/pragmatici rilevanti in un dato contesto.
 
Riferimenti bibliografici
 
Bazzanella, Carla, Rosa Pugliese & Erling Strudsholm (2011): Numeri per parlare. Da ‘quattro chiacchiere’ a ‘grazie mille’. Roma/Bari: Laterza (http://www.laterza.it/).
Boch, Raoul (1992): Il nuovo Boch. Dizionario francese italiano italiano francese. Seconda edizione. Bologna: Zanichelli.
Langenscheidts Handwörterbuch Italienisch. Teil II: Deutsch-Italienisch (1996). Berlin/München/Wien/Zürich/New York: Langenscheidt.
Ragazzini, Giuseppe (1988): Il nuovo Ragazzini. Dizionario inglese italiano italiano inglese. Seconda edizione. Bologna : Zanichelli.
 
*Erling Strudsholm insegna Linguistica italiana all’Università di Copenaghen. Tra le sue pubblicazioni: Relative situazionali in italiano moderno (Münster 1999). Ha curato inoltre: (con Gunver Skytte , Iørn Korzen e Paola Polito ) Strutturazione testuale in italiano e danese. Risultati di una indagine comparativa (Copenaghen 1999) e (con Gerhard Boysen ) Italiensk-dansk ordbog (‘Vocabolario italiano-danese’, Copenaghen 1996, III ed. 2010).

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