Il codice della seduzione

di Marco Pacori* 

Sedurre è un gioco e al tempo stesso il tipo di interazione interpersonale più densa di minacce, tranelli e travisamenti: le dichiarazioni vengono sottintese, i gesti vengono eseguiti in modo volutamente equivoco, un’azione viene spesso seguita da un’altra che la contraddice.
Sia l’uomo che la donna temono l’incontro intimo; hanno la paura di fare la brutta figura, di svelare troppo di sé stessi, sentirsi esposti al ridicolo, di essere fraintesi o che si approfitti di loro.
È proprio a causa delle paure e dei pregiudizi sull’approccio che in questa “contesa” ci si va in genere molto cauti, che le mosse sono quasi sempre coperte e che la partita si gioca soprattutto sul piano del linguaggio corporeo.
Ad accorgersene sono stati psicologi ed antropologi che hanno analizzato a fondo gli scambi fra i sessi, soprattutto al momento del primo incontro.
 
Occhiate e posture
 
La psicologa Monica Moore della Webster Univerity di Saint Louis (Usa) ha, ad esempio, studiato a fondo il momento dell’approccio filmando di nascosto uomini e donne in bar e discoteche.
La prima conclusione che ha dedotto dalle sue osservazioni è che è pressoché sempre la donna che determina e controlla l’approccio attraverso i movimenti del proprio corpo, le posture che assume, le occhiate che lancia.
Gli uomini così credono di prendere l’iniziativa ma, a loro insaputa, lo fanno solo quando ricevono dei sottili segnali di disponibilità da parte di rappresentanti dell’altro sesso.
Questi segnali generalmente sono colti in modo inconsapevole e fanno sentire il candidato più sicuro di sé, lo inducono a fare una battuta, a sorridere o ad avvicinarsi alla donna.
 
Dalla parte della donna
 
I messaggi non verbali con cui le donne manifestano la propria disponibilità all’approccio sono solitamente sottili: si guardano attorno con apparente indifferenza, ma ripetutamente; si muovono con disinvoltura in una sala, esaltando il saliscendi dei fianchi; si avvicinano con nonchalance ad un uomo, stazionando a circa un metro da lui; lanciano brevi occhiate, seguite dal distogliere lo sguardo, ecc.
Quando poi l’uomo è “preso all’amo” e si fa avanti iniziando uno scambio verbale, le donne annuiscono con più frequenza del solito, si inclinano verso l’interlocutore, lo toccano per brevi istanti o lo sfiorano; si mostrano attente quando ascoltano, drizzando la testa mentre l’altro parla o inclinano il busto da sedute verso di lui e così via.
 
Dalla parte dell’uomo
 
L’uomo, nello stesso intento, più o meno adotta stratagemmi simili, ma con molta meno efficacia: tiene la gambe larghe, si strofina avambracci e cosce, mette le mani sui fianchi, si aggiusta l’abbigliamento, ecc.: questi segnali dovrebbero dare l’idea di una figura dominante (che di per sé è un tratto che piace alle donne).
Si potrebbe a questo punto pensare che la comunicazione dell’uomo conti poco nel corteggiamento: non è così, ma solitamente l’uomo usa le strategie sbagliate.
Mentre l’uomo è fortemente attratto dal corpo della donna, dal modo in cui la donna lo muove e dalle posture che gli fa assumere, la donna è attratta da altri aspetti.
 
Il contatto fisico
 
Per il sesso femminile l’aspetto fisico e la voce sono due parametri distinti nella valutazione dell’avvenenza maschile: la donna trova attraenti uomini che abbiano una voce profonda, tonante e calda.
Un uomo che voglia attrarre l’attenzione di una donna può farlo con un accorto uso delle propria voce: risulta affascinante quanto più è capace di modularla e adattarla al proprio interlocutore, all’argomento di conversazione e alla situazione; inoltre, è più accattivante se esibisce un tono più acuto all’inizio (per dare l’idea di essere inoffensivo) e più basso dopo; in momenti in cui è importante comunicare cordialità e sicurezza può mantenere un tono medio.
Un’altra forma di stimolazione a cui la donna è molto sensibile è il contatto fisico. Purtroppo, l’uomo è in genere impacciato e rozzo nell’usare questo tipo di comunicazione.
 
Gli sfioramenti di Guéguen
 
A dimostrare l’importanza nella seduzione attraverso il contatto esistono numerose indagini sperimentali. Ne citiamo una che lo illustra in modo evidente: uno studio condotto dallo psicologo francese Nicolas Guéguen.
Guéguen è partito da alcuni esperimenti che hanno dimostrato il potere del contatto come strumento di persuasione: queste indagini hanno messo in evidenza, infatti, che uno sfioramento, un breve contatto, un tocco discreto possono rendere chi riceve queste attenzioni più disponibile e accondiscendente.
Guéguen si è domandato se questo magico effetto funzioni anche nell’approccio; per accertarlo ha condotto delle indagini.
Ne è risultato così che in una sala da ballo, il 65% delle donne toccate avevano accettato il ballo contro il 43% di quelle nemmeno sfiorate. In modo analogo, in una situazione di approccio per strada il 19% delle ragazze avvicinate e toccate aveva lasciato il proprio numero di cellulare; mentre questo valore si riduceva circa la metà in quelle con le quali non c’era stato alcun contatto.
 
L’odore che conquista
 
Oltre ad una spiccata sensibilità al tatto le donne possiedono una notevole capacità di cogliere le sfumature degli odori; questa abilità è dovuta all’effetto degli estrogeni (gli ormoni femminili) sul cervello.
Proprio a causa dell’intensa attenzione agli odori le donne tendono a tenere molto in considerazione l’odore di pelle dell’uomo nel valutarlo come potenziale partner.
Nel momento dell’ovulazione (il periodo di massima fertilità) sono particolarmente attratte dall’odore maschile; in particolare dalla fragranza del suo feromone ascellare, l’androstenone (un composto chimico volatile che ha origine dal testosterone, l’ormone maschile).
In quel frangente, percepire quell’odore rende una donna più di buon umore, più eccitabile e disponibile.
L’uomo solitamente non è cosciente di disporre di questo afrodisiaco (l’unico) e tende a mascherare l’odore corporeo con deodoranti, profumi e antitraspiranti che vanificano del tutto il suo effetto.
 
Riferimenti bibliografici
 
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Pacori M., I segreti della comunicazione, ed. De Vecchi, 2000.
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Sitografia
 
 
*Marco Pacori, laureato in Psicologia clinica nel marzo del 1989, ha conseguito un diploma di specializzazione in Psicoterapia analogica nel 1992 con l’Istituto CID-CNV. La sua formazione nel campo della comunicazione non verbale e dell'ipnosi ha però radici ben più lontane. Attualmente, tiene corsi sul linguaggio del corpo, sulle tecniche di comunicazione efficace, sul corteggiamento e sull’ipnosi non verbale. Ha pubblicato numerosi articoli e i libri Come interpretare i messaggi del corpo (De Vecchi editore, 1997), I segreti della comunicazione (De Vecchi editore, 2000), L’ipnosi non verbale (Goliardica Editore, 2009), I segreti del linguaggio del corpo (Sperling&Kupfer, 2010). È tutt’altro che infrequente peraltro leggere il suo nome sui giornali, vederlo in tv o sentirlo sulle maggiori radio nazionali in qualità di esperto: ha partecipato, fra le altre, alle trasmissioni Le Iene, Matrix, TG2-Costume e Società, L’Italia sul 2 (RAI 2) e Uno Mattina (RAI 1). Cura il 3° sito mondiale (come dimensioni e come notorietà) sulla comunicazione non verbale: http://www.linguaggiodelcorpo.it. Ha tenuto conferenze all’Università di Trieste e al Policlinico di Padova. Dal giugno 2003, inoltre, lavora anche come perito per il Tribunale di Gorizia. Nell’ottobre 2006 acquisisce l'abilitazione all'applicazione e all'insegnamento del FACS (Facial Action Coding System) elaborato da Paul Ekman e Erik Friesen. Con l’anno accademico 2009 inizia la sua collaborazione come didatta per il master in “Giornalismo internazionale”, organizzato dall’Institute for Global Studies in collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa e con il Centro Studi Americani.

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