La lingua e il femminile, la lingua al femminile

 

Nelle lingue, e nella lingua italiana in particolare, la “questione femminile” è anche una “questione del femminile”. Ministra o ministro? Poetessa o poeta? Giudice, giudicessa o donna giudice? Si gioca anche sul piano della grammatica una possibile discriminazione verso il femminile, inteso come elemento di quello che in inglese si chiama gender, cioè l’insieme delle caratteristiche socioculturali che si legano all’appartenenza a uno dei due sessi. Nella lingua ma pure nei dialetti e nei proverbi si è depositata una visione svalutativa del femminile e della donna. Come agire? Interventi linguistici dall’alto? Della Valle, Fresu, Marcato e Robustelli, le quattro studiose interpellate, sembrano credere che prima di tutto debba cambiare un modo di vedere il mondo che preesiste alla lingua. Intanto, sarà utile verificare costantemente i contenuti di dizionari, grammatiche, manuali, giornali battendosi perché non veicolino un “femminile” distorto
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