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L’italiano (e la grammatica) nel web

di Mirko Tavosanis*

Il web oggi contiene un’enorme massa di testi italiani. Le stime sulle dimensioni di questa massa, stranamente, non sono molto affidabili né aggiornate, ma probabilmente oggi esistono almeno 25 miliardi di pagine web (<http://en.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web#Statistics>) e, di queste, probabilmente almeno l’1%, e forse qualcosa di più, è scritto in lingua italiana. Diciamo che gli addetti ai lavori non si sorprenderebbero se si scoprisse che esistono almeno 250 milioni di pagine web in italiano – mentre si sorprenderebbero se il totale non fosse in continua, e rapida, crescita.
 
Diciannove nel Panorama
 
Dal punto di vista dello studio della grammatica, la semplice esistenza di questi testi elettronici permette oggi di risolvere in modo nuovo alcuni problemi tradizionali. L’uso del web come corpus di riferimento per l’insegnamento della lingua a stranieri è infatti una prassi ormai consolidata, a complemento delle grammatiche o dei vocabolari tradizionali – che spesso fuori d’Italia sono difficilmente accessibili. Prendiamo uno studente indiano che si chieda, per esempio, se in italiano si può scrivere “le lettere che ho ricevuto” o “le lettere che ho ricevute”. Una rapida ricerca su Google mostra che la prima frase compare all’interno di 68.600 pagine web, la seconda non compare mai: dubbio risolto. Certo, i numeri forniti da Google sono fastidiosamente imprecisi, dal punto di vista dei linguisti, e la loro affidabilità sembra bassa: Jean Véronis, in Francia, ha mostrato da tempo l’impossibilità di usarli per ricerche quantitative serie (<http://blog.veronis.fr/2005/02/web-googles-missing-pages-mystery.html>). Però alcune risposte sono utili anche in queste circostanze, grazie appunto alla semplice massa di testi disponibili.
Quindi in rete c’è tutto? Alla domanda può aiutare a rispondere il sito Panorama (<http://portalita.italicon.it/>), realizzato da un gruppo di università e istituzioni all’interno di un progetto di ricerca Firb del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il sito censisce (ma gli italiani scrivono davvero “censisce”? Un rapido controllo su Google, ed ecco la risposta...) e descrive siti italiani di interesse culturale nei domini di Arte, Letteratura e Lingua. Quanti sono, tra questi, quelli che si occupano di grammatica italiana? Piuttosto pochi. Il censimento attuale ne riporta 19: la lista è sicuramente destinata ad aumentare, ma il panorama è comunque molto ridotto rispetto a ciò che si può trovare, per esempio, sugli scaffali di una libreria ben fornita.
 
Insegnare
 
Partiamo dal dato negativo principale: sul web non esistono grammatiche italiane, liberamente consultabili, che si avvicinino alla completezza anche solo di una normale grammatica da scuola media – per non parlare poi delle opere di riferimento, come la Grammatica italiana di Luca Serianni o la Grande grammatica italiana di consultazione di Renzi, Salvi e Cardinaletti. Alcuni siti praticamente amatoriali, come per esempio Grammatica Italiana.eu (<http://www.grammaticaitaliana.eu/>), presentano sintesi brevissime, equivalenti al massimo a poche decine di pagine a stampa.
Una quantità maggiore di materiale si ritrova nelle pagine di Wikipedia in lingua italiana. La più popolare enciclopedia on line assegna le voci di grammatica italiana a una categoria apposita (<http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Grammatica_italiana>); basta però una scorsa alle voci per notare che la qualità è estremamente variabile. Alcune voci sono scritte in modo molto curato e sono aggiornate allo stato attuale delle conoscenze, ma altre presentano errori vistosissimi e in generale sono ancorate a un modello di insegnamento scolastico fatto di regole semplificate e poco più. Insomma, la comunità dietro a queste voci non sembra abbia ancora raggiunto la dimensione critica necessaria per renderle un punto di riferimento affidabile.
Materiali di qualità, anche se mai corrispondenti a grammatiche complete, sono invece pubblicati su siti che fanno riferimento a veri e propri percorsi didattici o corsi di lingua on line: segnaliamo tra i molti Italica di Rai International (<http://www.italica.rai.it/>) e il sito web del Consorzio ICoN (<http://www.italicon.it/>).
 
Chiedere e dibattere
 
Se le informazioni grammaticali già disponibili sono relativamente poche, si trovano in compenso spazi al cui interno è possibile inserire domande sulla norma grammaticale e ricevere risposte? La risposta è: sì. A parte l’area dedicata su questo stesso portale (<http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/domande_e_risposte/>), il più importante e autorevole tra questi spazi è probabilmente il sito ufficiale dell’Accademia della Crusca, che dedica una sezione, “La lingua in rete” (<http://www.accademiadellacrusca.it/la_lingua_in_rete.shtml>), alla conoscenza della grammatica italiana e della lingua italiana in generale. Qui, la sottosezione “Consulenza linguistica” contiene un archivio di articoli sulla grammatica italiana e permette agli utenti registrati di porre quesiti agli esperti dell’Accademia e vedere un consistente archivio di risposte già fornite.
Sempre sul sito della Crusca, uno spazio più dinamico era rappresentato dal forum di “Consulenza linguistica”, in cui gli utenti potevano discutere tra di loro su questioni di lessico e sintassi, mostrando spesso competenze molto avanzate. “Era”? “Potevano”? Sì, perché il forum è stato attivo solo dal 2002 al 2005, e poi è stato chiuso. Il comunicato ufficiale sul sito dice che «La chiusura temporanea del forum, avvenuta per motivi economici, si trasforma adesso in una chiusura definitiva: l’esperienza, che ha riscosso molto successo, è considerata al momento conclusa, anche se l’Accademia sta valutando la possibilità di riaprire uno spazio di discussione per gli utenti con nuove modalità di frequentazione».
In attesa di questa riapertura, lo spazio web più ricco di discussioni linguistiche è probabilmente oggi il forum Solo Italiano di Word Reference (<http://forum.wordreference.com/forumdisplay.php?f=51>); ma è molto frequentato anche Cruscate, cui partecipano diversi collaboratori del vecchio forum della Crusca (<http://www.achyra.org/cruscate/>).  Per il resto, nei forum generali si trova un pulviscolo di dubbi minuti, presenti per esempio su siti di risposte come Yahoo! Answers (<http://it.answers.yahoo.com/>) o la vecchia comunità di Virgilio (<http://community.virgilio.it/ugc/speciale/genio/dubbi_lingua_italiana.html>). Vediamo la cosa in positivo: per chi voglia creare spazi di informazione grammaticale approfondita c’è ampio margine di manovra.
 
*Mirko Tavosanis (Karlsruhe, 1968) è ricercatore in Linguistica italiana all’Università di Pisa e direttore del Consorzio ICoN. Nel 2011 ha pubblicato L’italiano del web (Roma, Carocci). Nel 2002 ha pubblicato un’edizione del manoscritto autografo delle Prose della volgar lingua di Pietro Bembo. Dal 2003 insegna per i corsi di studio in Informatica umanistica dell’Università di Pisa.

 

SCELTI NEL WEB

Lingua Italiana

La cultura in rete secondo Treccani

UN LIBRO

La Crusca risponde. Dalla carta al web (1995-2005)

(a cura di) Marco Biffi e Raffaella Setti

Il volume antologizza quesiti e risposte trascelti dalla rivista nel decennio 1995-2005, dal n° 10 (aprile 1995) al n° 31 (ottobre 2005), con l'aggiunta di una coda di domande ricorrenti e risposte ai quesiti tratte dal lavoro di consulenza linguistica svolto nella sezione del sito

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