05 novembre 2018

Italiani vs immigrati nei post di Salvini su Facebook

di Laura Ferrario*

Matteo Salvini è stato spesso definito un leader populista. Uno dei punti principali del populismo europeo di destra è l’individuazione di un gruppo in cui identificarsi, il popolo, e uno contro cui combattere, gli “altri”, che introduce elementi di diversità. Quando si seguono idee populiste di questo tipo è quasi automatico sfociare nel razzismo, in quanto il popolo viene identificato su base etnica o nazionale. Per questo ho deciso di analizzare il comportamento linguistico di Matteo Salvini andando alla ricerca di quali categorie prende maggiormente di mira per vedere se si possa effettivamente parlare di casi di razzismo. Siccome da diversi anni la comunicazione politica passa sempre più attraverso i social network, in particolare su Facebook, dove sono 30 milioni gli italiani attivi al mese, ho deciso di concentrare l’analisi sui post di Salvini, letti e condivisi da 3,2 milioni di follower.

L’analisi è stata condotta su un corpus di circa 25.000 parole che comprende tutti i post pubblicati su Facebook da Salvini dal 26 dicembre 2017, dopo lo scioglimento delle Camere del governo Gentiloni e l’inizio della campagna elettorale, fino al 18 agosto 2018, durante i primi mesi da Ministro dell’Interno. Il materiale è stato analizzato con l’aiuto del software TalTac2 per andare alla ricerca dei lemmi che individuano i gruppi maggiormente attaccati.

 

Gruppi individuati su base etnica

 

Quello che risulta in generale dall’analisi è che Salvini è a tutti gli effetti un leader populista di destra che sfrutta il razzismo per descrivere la realtà che ci circonda. La Lega ha mantenuto nel tempo questo atteggiamento, andando ad identificare prima nei “padani” e poi negli italiani un gruppo individuato su base etnica. Se prima la guerra era dichiarata nei confronti dei “terroni”, ora Matteo Salvini divide l’Italia in due categorie: da una parte ci sono i cittadini italiani e dall’altra gli immigrati, gli “altri”, descritti come una minaccia che in quanto tale va espulsa o bloccata fuori dall’Italia.

 

Gli italiani

 

Il popolo di Salvini è dunque rappresentato dall’Italia intera. Gli italiani vengono descritti come un popolo che è stato trascurato dalla politica precedente e, con lo slogan “prima gli italiani”, la sua Lega vuole riportare il loro bene in primo piano, creando di conseguenza una categoria di minore importanza che deve venire dopo, quella degli “altri”. Dai post emerge che l’Italia ha già fatto abbastanza in passato nei confronti degli altri e gli italiani hanno già speso abbastanza per le politiche di immigrazione. Gli immigrati costituiscono quindi una spesa inutile effettuata con dei soldi che dovevano invece essere destinati agli italiani, che non hanno una casa e muoiono di fame, mentre gli immigrati sono in hotel e si lamentano del cibo.

ITALIANI ALLA FAME, CLANDESTINI IN HOTEL!

Salvini parla degli italiani come di un popolo esasperato, in cui troppi vivono in povertà e sono senza lavoro. Sono solo loro a dover essere aiutati, mentre aiutare gli immigrati viene visto come un vero e proprio insulto nei confronti degli italiani. Meglio non occuparsene, nemmeno nelle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo.

Prima bisognerebbe dare lavoro agli italiani, poi agli altri.

[…] Bene, noi andiamo avanti così! P.s. La Guardia Costiera Italiana non ha coordinato e partecipato a nessuna di queste operazioni.

Salvini non manca poi mai di sottolineare come l’immigrazione sia l’antitesi della sicurezza degli italiani: solo attraverso controlli dei confini e delle frontiere e il blocco dell’immigrazione si potrà avere sicurezza per i cittadini.

[…] meno costi e meno sbarchi, più espulsioni e più sicurezza. 

 

Gli immigrati

 

Come detto prima, come abbandonato il “Nord” nel nome del partito, la Lega ha anche abbandonato l’idea che fosse il Sud il problema e ha unificato l’Italia nel combattere la minaccia di chi viene da fuori: gli immigrati. Salvini non si concentra su un’etnia o un paese di provenienza specifico: qualche volta vengono citati gli africani, in particolare nigeriani e tunisini, una volta i rumeni, ma in generale fa riferimento a una categoria mista e senza colore, puntando il dito su chiunque non venga identificato con la nazionalità italiana.

Non vi posso dire che lo stupratore è un immigrato nigeriano, clandestino e con precedenti penali, sennò mi accusano di RAZZISMO...

Salvini parla molto di immigrati e immigrazione, cosa che di per sé non è indice di un atteggiamento razzista, ma è il modo in cui ne parla che assume i tratti del razzismo.

Salvini tende ad associare automaticamente l’immigrazione a quella clandestina, definita spesso come un business su cui gli altri si arricchiscono, che crea nuovi schiavi che lavorano in nero o a basso prezzo, a discapito degli italiani che non hanno un lavoro. A fronte di un’immigrazione sregolata, gioisce quando gli sbarchi diminuiscono e vengono dirottati altrove, perché non solo l’Italia ha già fatto abbastanza, ma chi entra in Italia lo fa solo con le peggiori intenzioni, come vedremo dopo.

[…] un’immigrazione senza controllo e senza freni, che crea nuovi schiavi sfruttati dalla criminalità organizzata.

Struttura gestita dalla Cooperativa Versoprobo, che fattura milioni di euro in tutta Italia grazie al business dell’immigrazione...

 

La clandestinità e la delinquenza

 

Gli immigrati vengono quasi sempre associati alla clandestinità, come se gli immigrati regolari non esistessero. Le poche volte che vengono nominati, gli immigrati regolari sono quelli arrivati tempo fa e ormai integrati in Italia, mentre per tutti gli altri in arrivo si parla di irregolari o clandestini, andando anche a instillare il sospetto che chi si dichiara profugo o richiedente asilo lo faccia in realtà nell’illegalità, non avendone i requisiti.

Io dico: STOP CLANDESTINI, tutta l'Africa in Italia non ci sta.

Buongiorno da Gradisca d’Isonzo (Gorizia) dove presunti profughi stanno cominciando la loro ennesima giornata di giochi, bici e tempo libero.

L’ultimo modo in cui Salvini demonizza gli immigrati è attraverso l’idea dello straniero delinquente. I post in cui si fa riferimento ai reati commessi in Italia sono sempre collegati agli stranieri, sono sempre e solo loro che vengono definiti delinquenti e vengono collegati ai casi di disordine, spaccio, molestia e stupro.

Per questi delinquenti, in Italia, la pacchia è FINITA!

[…] arrestati “profughi” nigeriani per spaccio di eroina nei parchi.

Fermato a Milano un pregiudicato romeno per lo stupro di una barista a Piacenza.

In realtà, qualcosa della vecchia Lega è rimasto. Dei vecchi “nemici”, l’etnia “Rom” continua a essere nominata in una categoria a parte e non è esente da attacchi, anche se meno frequenti. Se gli immigrati sono tutti clandestini e delinquenti, i Rom e gli Zingari (che in buona parte sono cittadini italiani) sono costantemente descritti come “abusivi”, autori di furti e molestie nei confronti del “popolo” leghista. 

Sassari: una Rom, anni, figli, infrange l’obbligo di dimora e ruba dalla borsetta di questa anziana signora ipovedente […]

Pisa, con la nuova giunta Rom e abusivi sgomberati e baracche abbattute, come promesso.

Evidentemente, nei post salviniani, alcuni cittadini sono più italiani di altri.

 

Letture consigliate

Albertazzi Daniele, Giovannini Arianna & Seddone Antonella in ‘No regionalism please, we are Leghisti!’ The transformation of the Italian Lega Nord under the leadership of Matteo Salvini’, in Regional & Federal Studies, 28:5, 2018, pp. 645-671.

McDonnell Duncan, ‘A Weekend in Padania: Regionalist Populism and the Lega Nord’, in Politics 26(2), April 2006, pp.126.132.

McDonnell Duncan, 'The Lega Nord', in N. Marzouki, D. McDonnell & O. Roy (eds.) Saving the People: How Populists Hijack Religion, New York, Oxford University Press, 2016, pp. 13-29.

 

*Laura Ferrario si è laureata in Comunicazione Interlinguistica Applicata alla SSLMIT di Trieste. Sta frequentando la laurea magistrale in Interpretazione di Conferenza, lavora come sottotitolatrice e collabora con diversi festival del cinema. Attualmente sta lavorando a un progetto di analisi e confronto della comunicazione sui social media da parte di leader populisti e non populisti.

 

Immagine: By Vito Manzari from Martina Franca (TA), Italy (Immigrati Lampedusa) [CC BY 2.0  (https://creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons

 


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