La domanda di Yassine. Razza e linguaggio razzista (1938-2018)

 

Proprio mentre stavamo completando questo Speciale, dedicato all’analisi della politica razzista fascista – e alle sue manifestazioni linguistiche – a partire dal Manifesto della razza e dalle disposizioni di legge del 1938, ma anche all’aria di razzismo – che si esprime nei comportamenti e nella lingua – che tira sempre più forte oggi, a distanza di ottant’anni, è arrivata in redazione l’email che qui riproduciamo. «Buongiorno, mi chiamo Yassine e abito in provincia di ***, ho 16 anni e frequento un istituto commerciale. Oggi in classe è nato un dibattito tra alcuni alunni ed il professore di scienze motorie: ci stava spiegando come in base all'etnia possiamo essere più esposti a certe malattie; solamente che al posto della parola "etnia" ha utilizzato la parola "razza", esattamente la frase utilizzata è stata "noi razza bianca siamo più esposti alla cellulite". Io ed altri alunni in quanto di origine non italiana e quindi con pelle non considerata di razza bianca abbiamo trovato questo termine inopportuno. Dopo una lunga discussione abbiamo deciso di chiedere una risposta da qualcuno di più competente come voi siccome sul vostro sito viene citata la parola "razza"». Ci auguriamo che gli interventi di Marcello Aprile, Gianfranco Biondi e Olga Rickards, Michele A. Cortelazzo, Debora de Fazio, Federico Faloppa, Laura Ferrario, Rocco Luigi Nichil, Stefano Ondelli possano contribuire a rispondere a Yassine, ai suoi compagni di classe, ai suoi professori e a tutti coloro che desiderano porsi domande sulla parola razza e sul linguaggio razzista di ieri e di oggi.   Immagine: By Corriere della Sera [Public domain], via Wikimedia Commons
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