01 maggio 2017

Come non uccidere la lett(erat)ura. Per un approccio «democratico» alla comprensione del testo scritto a scuola

di Luca Cignetti*

 

Riscoprire il piacere della lettura

 

In Il piacere di leggere e come non ucciderlo (da cui sono tratte tutte le citazioni presenti in questo contributo, ad eccezione dell’ultima), libro -laboratorio pubblicato nel 1993 dalla Thimble Press, casa editrice fondata dallo stesso autore e dalla moglie, Aidan Chambers propone un approccio didattico alla comprensione del testo scritto fondato sulla condivisione, nel contesto della classe, dell’esperienza di lettura.

Come ricorda Livio Sossi nella sua accurata prefazione al volume, già nel 1966 Gianni Rodari aveva polemicamente messo in fila Nove modi per far odiare la lettura ai bambini, puntando l’indice contro alcune pratiche didattiche tradizionali, fortemente impositive, che producevano l’effetto di allontanare i ragazzi dal piacere di leggere.

La fonte più prossima dell a proposta di Chambers si trova però nelle teorie di Wolfgang Iser, che nel saggio L’atto di lettura propone una teoria della comprensione del testo letterario in cui il ruolo principale, per la determinazione dei significati testuali, viene attribuito al lettore.

Inserendosi in questo solco, e rifuggendo da ogni tipo di scheda, apparato didattico o esercizio di verifica esterna della comprensione, Chambers elabora un percorso di « apprendimento cooperativo » , ispirato al principio secondo cui « condividere, attraverso il dialogo socratico, le osservazioni su quanto si è letto comporta per il gruppo l’acquisizione di conoscenze che rivelano i significati di un testo a ognuno dei componenti » (p. 12).

 

Il docente mediatore

 

Detto con parole più semplici, l’approccio di Chambers si fonda sulla discussione, tra i bambini o i ragazzi, di un libro letto in precedenza dalla classe, in cui la comprensione di ciascuno si perfeziona attraverso il confronto con le opinioni dei compagni.

È questo il vero passaggio di paradigma, in termini didattici, introdotto da questa strategia: parlare con gli studenti dei libri letti serve ora a capirli meglio, e non più a verificare se i contenuti previsti siano stati acquisiti oppure no.  

Condizione affinché tale approccio funzioni, in primo luogo, è che il docente assuma il ruolo di « mediatore » . Suo compito sarà garantire le condizioni necessarie per la discussione e porre le domande utili per consentire alla classe di confrontarsi, « nel massimo rispetto delle necessità emotive » , dando spazio anche all’espressione di « situazioni di conflitto, perplessità, aspettative e speranze » (p. 46).

Soffermandosi su alcuni atteggiamenti didattici, Chambers attribuisce poi particolare importanza alla neutralità del docente rispetto alle opinioni della classe. Questo perché « se […] il moderatore desidera veramente conoscere le opinioni del gruppo, terrà per sé le proprie e prima di esprimersi riassumerà quello che gli altri hanno proposto » (p. 86).

 

Dimmi, come lo sai?

 

Legittimo chiedersi, a questo punto, che cosa debba fare concretamente il docente per stimolare la discussione con i ragazzi, e quali siano le domande efficaci e quali invece quelle da evitare.

Se, come è stato detto, la discussione non costituisce più un momento di verifica, quanto piuttosto l’occasione di co-costruzione della comprensione, per prima cosa saranno da evitare le domande tipiche delle tradizionali verifiche della comprensione, come Di che cosa tratta realmente? o Cosa pensi l’autore voglia comunicare?. E soprattutto andrà abbandonato il tradizionale Perché?, che Chambers considera « una parola aggressiva, minacciosa, polemica» e «una delle parole più demoralizzanti » (p. 82).

Per iniziare una discussione in modo coinvolgente e non inquisitorio, potrà essere invece impiegata una formula come Dimmi, che suggerisce il « desiderio di collaborazione, implicando che l’insegnante desidera veramente sapere cosa il lettore pensa » , seguita da domande come Cosa ti è piaciuto di più? o Cosa non ti è piaciuto?, che accolgono la possibilità di risposte diverse valorizzando le opinioni di ciascun membro della classe.

Quando si dovrà invitare il lettore ad approfondire i contenuti del testo e a motivare il proprio parere, si potrà anche chiedere Come lo sai?, una domanda che spinge a riflettere sui processi mentali che hanno portato a costruirsi una determinata opinione, invitando a « esporre delle prove, senza suggerire dove dobbiamo cercarle » , e senza essere « minacciosa al punto da permettere una risposta come Non lo so » (p. 96).  

 

Come parlare di letteratura con i ragazzi

 

Per aiutare il docente a svolgere con successo il proprio compito di mediatore, e stimolare i ragazzi a discutere dei libri che hanno letto, Chambers allestisce un piccolo repertorio di domande, suddiviso in tre serie: le « domande di base » , le « domande generali » e le « domande specifiche » .

Le domande di base servono ad abituare la classe a discutere e a confrontarsi liberamente su cosa piace, su cosa non piace e sulle difficoltà riscontrate durante la lettura. Le seguenti quattro possono essere usate efficacemente per iniziare una discussione su ogni libro:

-                Cosa ti è piaciuto in questo libro?

-                Cosa non ti è piaciuto?

-                Ci sono, in questo libro, parole (frasi, brani, capitoli) che non hai capito?

-                Hai notato motivi ricorrenti?

Le domande generali servono invece ad ampliare « la conoscenza della lingua e dei fatti, aiutano a paragonare e a portare nella conversazione idee, informazioni e opinioni che ne faciliteranno la comprensione » (p. 126). Eccone alcune:

-                Quando hai preso in mano la prima volta questo libro, che tipo di storia ti aspettavi?

-                Hai letto altri libri come questo?

-                Hai mai sperimentato, in prima persona, uno dei fatti raccontati in questo libro?

-                Come hai letto questo libro? Velocemente, piano, tutto d’un fiato, un po’ per volta?

-                Cosa diresti ai tuoi amici a proposito di questo libro?

-                Ripensando al libro, dopo averne parlato, quale ti sembra la sua caratteristica più importante?

Le domande specifiche , infine, servono invece a scoprire le caratteristiche specifiche, « di linguaggio, di forma e di contenuto » (p. 129), del libro che è stato letto. Qui di seguito alcuni esempi:

-                Quanto tempo è durata la storia?

-                Hai notato delle parti della storia che hanno occupato molto tempo, settimane, mesi, anni e che sono state raccontate velocemente?

-                Dove si svolge la storia?

-                Quale personaggio ti ha interessato di più?

-                Chi racconta la storia?

-                Da cosa lo capisci?

-                Secondo te, veniamo a conoscenza dei pensieri dei personaggi? O delle loro sensazioni?

 

Un approccio democratico

 

Quella qui sommariamente illustrata, va precisato, non è una strategia per la didattica della comprensione del testo adeguata a tutti gli scopi e a tutti i contesti formativi. Funziona egregiamente nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado, mentre andrà evidentemente adattata per i livelli successivi, così come per la formazione degli adulti.

Si tratta ad ogni modo di un approccio inclusivo, di cui sono state sperimentate ricadute positive in particolare sulla motivazione degli studenti. Per queste ragioni, con un arbitrio che si spera non eccessivo, gli è stato accostato l’aggettivo « democratico » (che Chambers non usa mai): una scelta che vuole suggerire una sensibilità comune, nell’impostazione e nello spirito, a quella del programma di educazione linguistica sostenuto da diversi anni dal GISCEL, e formulato nelle celebri Dieci tesi per l’educazione linguistica democratica.

Piace allora concludere con questo auspicio, quanto mai attuale, di Tullio De Mauro, augurandoci che «le aule […] si trasformino da Hörsaal in Arbeitsaal, da auditorium in laboratorium, un laboratorio dei linguaggi in cui si manifestino e accertino di continuo tutte le modalità d’uso delle lingue: ascoltare capendo e fare domande, leggere insieme o da soli e riferire di letture, discutere tra pari» (De Mauro 2011, p. 111).  

Bibliografia di riferimento

Chambers, Aidan (2011), Il piacere di leggere e come non ucciderlo. Come imparare a leggere con i bambini e con i ragazzi , Casale Monferrato, Ed. Sonda [2000] [tit. or. Tell me: Children, Reading & Talk, Lockwood, Thimble Press, 1993].

De Mauro, Tullio (2011), L’educazione linguistica non va abbandonata, in «Vita e Pensiero» 4, pp. 102-11.

Iser, Wolfgang (1987), L'atto della lettura. Una teoria della risposta estetica, Bologna, Il Mulino [tit. or. Der Akt des Lesens. Theorie ästhetischer Wirkung , München, Wilhelm Fink Verlag, 1976].

Rodari, Gianni (1966), Nove modi per far odiare la lettura ai bambini, in «Giornale dei genitori» 10, Roma.

Sossi, Livio (2011), Il piacere di leggere Chambers, in A. Chambers, Il piacere di leggere cit. , pp. 9-22.

 

*Luca Cignetti insegna didattica dell’italiano alla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI). È stato ricercatore per il Fondo Nazionale Svizzero all’Università di Losanna e ha insegnato linguistica italiana e storia della lingua all’Università di Basilea . Si è occupato in particolare di didattica dell’italiano, di linguistica testuale e di grammatica. È membro della Società Linguistica Italiana (SLI), della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana (SILFI), del Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell’Educazione Linguistica (GISCEL) e del comitato direttivo della Società Dante Alighieri di Lugano. Collabora con la pagina culturale del « Corriere del Ticino » e dirige la rivista « Opera Nuova » . Tra le sue recenti pubblicazioni in volume, Come TIscrivo. La scrittura a scuola tra teoria e didattica (con S. Demartini e S. Fornara, Aracne, 2016), L’ortografia (con S. Demartini, Carocci, 1a rist. 2017) e Il piacere di scrivere. Guida all’italiano del terzo millennio (con Simone Fornara, Carocci, nuova ed. 2017).

 

Immagine: La scuola

 

Crediti immagine: Jan Steen [Public domain]

 

 


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