03 ottobre 2019

App-licarsi a scuola. Insegnamento dell'italiano e tecnologie dell'informazione e della comunicazione

di Matteo Viale

Tecnologie, didattica della lingua e realtà

 

Quando nel dibattito sulla scuola in Italia si parla di uso delle tecnologie in classe, la tendenza è a dividersi in fazioni, pro o contro, sostenitori e detrattori, in entrambi i casi portatori di un punto di vista a senso unico, piuttosto che cercare di analizzare con spirito critico e lungimiranza potenzialità e limiti degli strumenti a disposizione. Si pensi a quelle scuole che hanno deciso di bandire completamente il cellulare in classe, rinunciando così non solo a una tra le possibili fonti di distrazione per gli studenti, ma anche a tutte le potenzialità didattiche che questo strumento offre se utilizzato con consapevolezza: basti pensare alla possibilità di collegare lo smartphone ad alcune app come Kahoot!, ad ambienti di apprendimento digitale come Google Classroom o alla LIM, con la possibilità di scrivere alla lavagna per risolvere un esercizio o elaborare un testo restando al proprio posto.

Soprattutto, sembra difficile pensare che la scuola possa semplicemente ignorare l’esistenza di strumenti che permeano l’esistenza degli studenti e all’uso dei quali devono essere educati: una scuola che rinuncia a usare le tecnologie a scopo didattico viene meno al proprio ruolo educativo in un importante settore dell’esperienza degli studenti.

 

Un vasto mondo di possibilità con le tecnologie

 

Se si allarga l’attenzione al vasto mondo delle tecnologie – oltre allo smartphone, tablet, computer fisso, software e app di vario tipo – si scopre che questi strumenti possono diventare un importante alleato dell’insegnante da molteplici punti di vista. Ricchissime anche le potenzialità sul fronte della didattica linguistica, che più che mai non può accontentarsi di una mera trasmissione di contenuti inerti, ma deve condurre al pieno possesso di competenze linguistiche avanzate come la scrittura, la lettura, l’oralità, la capacità di riflettere sulla lingua, l’ampliamento delle competenze lessicali.

Oltre a consentire il recupero e la condivisione di risorse, le tecnologie mettono a disposizione dell’insegnante di italiano una gran quantità di applicazioni, in molti casi non ideate con finalità di apprendimento linguistico, ma che possono dare risultati insperati, se opportunamente utilizzate dal docente, come si è potuto evidenziare in varie sperimentazioni.

Le tecnologie possono impattare innanzitutto sugli aspetti motivazionali alla base dell’acquisizione linguistica, ma possono anche migliorare l’organizzazione delle attività didattiche o, nei casi più felici, allargare in modo sostanziale lo spettro delle abilità linguistiche coinvolte.

 

Il ruolo della motivazione

 

In alcuni casi, i compiti e le abilità linguistiche messe in gioco attraverso l’uso di applicazioni tecnologiche non sono diverse rispetto allo svolgimento della stessa attività in formato cartaceo tradizionale, come costruire un cartellone o somministrare un test. Tuttavia, l’impiego delle tecnologie incide sugli aspetti motivazionali, dal momento che la creazione di una mappa concettuale al computer per dar conto e sintetizzare i contenuti di un testo o pianificare un discorso risulta di norma più piacevole e il prodotto assume una consistenza grafica più convincente; similmente, come si è potuto sperimentare, l’uso di tablet e smartphone per rispondere a delle domande con applicazioni come Kahoot! o piattaforme di gamification come PurposeGames cambia radicalmente la percezione del compito e il coinvolgimento da parte degli studenti.

Un esempio di uso di applicazioni tecnologiche per motivare la classe che impatta esclusivamente sulla motivazione allo svolgimento di un compito è l’impiego di applicazioni per creare mappe concettuali, quali Popplet, MindMeister, Mind Mapping, Mindomo, SimpleMind. Similmente, la creazione di cartelloni virtuali con strumenti come Padlet, Linoit o Netboard non necessariamente si differenzia dalla creazione di un cartellone cartaceo, anche se innegabilmente l’attività risulta più accattivante per gli studenti e il supporto digitale ne facilita la condivisione. Un ulteriore esempio è rappresentato dalla somministrazione di quiz sul lessico con l’app Kahoot, che consente agli studenti di rispondere alle domande con il proprio tablet o smartphone. Le sperimentazioni svolte evidenziano un coinvolgimento degli studenti di tutti i livelli scolastici impensabile di fronte alla somministrazione tradizionale di un test a scelta multipla.

 

Nuove possibilità di organizzazione delle attività

 

In altri casi sperimentati, l’impiego delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione può incidere sensibilmente sull’organizzazione delle attività didattiche, pur lasciando invariata la sostanza dell’abilità linguistica messa in gioco dall’attività, non diversa se svolta in modalità tradizionale. Si pensi ad esempio al lavoro sulle abilità orali con la realizzazione di podcast o prodotti di web radio attraverso l’applicazione Spreaker, che consente attività impensabili senza un supporto tecnologico efficace. Il fatto che il prodotto dell’attività orale lasci traccia, possa essere diffuso al di fuori della classe ed essere oggetto a sua volta di ulteriori attività didattiche rappresenta un elemento di gratificazione ulteriore, spesso determinante in ambito didattico.

Un ulteriore esempio è rappresentato dalla creazione di fumetti attraverso applicazioni specifiche (come ad esempio ToonDoo, WittyComics, StripGenerator o Pixton). L’impiego di app specifiche per realizzare il fumetto consente di concentrare l’attenzione degli studenti sulla componente testuale e su specifici aspetti della riflessione linguistica. L’impiego di un software rende il compito più gradevole e soprattutto evita l’enfasi sul disegno della striscia, consentendo di concentrare l’attenzione in modo specifico sull’ideazione del fumetto, sulla progettazione e sulla componente testuale, senza un eccessivo dispendio di tempo.

 

Nuove abilità linguistiche

 

Nel migliore dei casi, le tecnologie consentono di utilizzare abilità e mettere in atto strategie linguistiche nuove rispetto ai compiti tradizionali.

Un esempio è la scrittura collaborativa in modalità sincrona attraverso le applicazioni di Google Drive (o Google Classroom) può invece essere considerato un caso di uso delle tecnologie che modifica sostanzialmente non solo le modalità di svolgimento del compito, ma anche la sostanza stessa dell’abilità linguistica messa in gioco. Come varie sperimentazioni hanno evidenziato, il fatto di scrivere sullo stesso file in attività di gruppo, ma lavorando in modalità “Bring Your Own Device” (BYOD), ciascuno con il proprio computer, tablet o cellulare, enfatizza la dimensione sociale dell’attività di scrittura e gli aspetti metacognitivi legati alla scrittura, portando a concentrare l’attenzione sul processo alla base del testo prodotto. Una simile enfasi sul processo di scrittura – anziché, come avviene tradizionalmente, sul prodotto – è ricca di spunti produttivi dal punto di vista didattico e di grande impatto sul processo di apprendimento e di valutazione. Inoltre, la modalità cooperativa rende possibili collaborazioni peer to peer facilitate dalla modalità tecnologica, utili per far lavorare assieme in modo produttivo studenti madrelingua e studenti stranieri.

Infine, le tecnologie mettono a disposizione dell’insegnante di italiano una vasta gamma di applicazioni tecnologiche che consentono facilmente di creare prodotti multimediali di nuova impostazione che integrano produzione scritta e orale (ad es. Book Creator), mettendo in atto pratiche didattiche innovative in grado di superare la rigidità di alcune prassi didattiche nell’insegnamento della scrittura e della testualità a scuola, come ad esempio il digital storytelling.

 

Letture consigliate

Per una trattazione più dettagliata degli esempi citati e per un inquadramento bibliografico, si rimanda al volume Tecnologie dell’informazione e della comunicazione e didattica dell’italiano, a cura di Matteo Viale, Bologna, Bononia University Press, 2018 (Didattica dell'italiano, 2).

Esempi e riflessioni legati in modo specifico all’uso delle tecnologie nella classe di italiano come lingua straniera sono invece raccolti in Orientarsi in rete. Didattica delle lingue e tecnologie digitali, a cura di Matteo La Grassa e Donatella Troncarelli, Siena, Becarelli, 2017.

 

 

Immagine: Un bambino sperimenta la lavagna interattiva multimediale

 

Crediti immagine: Onderwijsgek at Dutch Wikipedia [CC BY-SA 3.0 nl (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/nl/deed.en)]

 


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