Quarant'anni dopo, le Dieci Tesi per l'educazione linguistica democratica

 

Nel 1975, dopo due anni di lavoro da parte di un piccolo gruppo di ricercatori e insegnanti costituitosi come Giscel (Gruppo di intervento e studio nel campo dell'educazione linguistica) intorno a un documento elaborato da Tullio De Mauro, videro la luce le Dieci Tesi per l'educazione linguistica democratica, uno spartiacque nella riflessione sulla lingua italiana e insieme un punto di avvio critico e creativo per una scuola in cui l'educazione linguistica diventasse il perno di una didattica completamente rinnovata in senso democratico. Le Dieci Tesi si innestavano in una ricca tradizione di studi ed esperienze, che affondava nella concezione della lingua come viva espressione del moto operoso delle menti di una comunità, da far crescere tramite l'educazione e la scuola (nell'Ottocento, Graziadio Isaia Ascoli, Francesco De Sanctis), si prolungava nel Novecento in istanze pedagogiche rinnovate (Giuseppe Lombardo Radice), antiautoritarie e anticlassiste (don Lorenzo Milani), e nella pratica didattica di alcuni insegnanti d'eccezione, spesso impegnati in difficili realtà periferiche e marginali. Le Tesi chiedevano di essere discusse nella scuola ma erano rivolte a tutta la società. Suggerivano alle istituzioni, all'università e alla ricerca di impegnarsi per una svolta nelle politiche dell'istruzione, applicandosi con continuità alla realtà della scuola, dei programmi, della didattica, rivisti alla luce di una nuova educazione linguistica sia per gli insegnati che per i discenti. Quarant'anni dopo le Dieci Tesi, uno Speciale su storia, analisi, bilanci, eredità e prospettive negli scritti di alcuni protagonisti di allora e di oggi: Rosa Calò, Andrea Colombo, Tullio De Mauro, Valter Deon, Cristina Lavinio, G. Maria Lo Duca, Maria Emanuela Piemontese, Alberto A. Sobrero, Matteo Viale.  
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