Gemelli diversi: italiano originale, italiano tradotto

 

Forse non la percepiamo così chiaramente, ma la presenza dell'italiano delle traduzioni da altre lingue (specialmente dall'inglese) è molto significativa: dai libri ai film e telefilm, dagli articoli di giornali alle leggi europee, dalle istruzioni per l’uso di apparecchiature ai “classici” scolastici latini e greci. Insomma, l’italiano che recepiamo quando guardiamo la televisione o leggiamo romanzi è in grande misura un italiano frutto di traduzione. Ciò significa che l’italiano delle traduzioni può incidere sullo sviluppo dell’italiano senza aggettivi. Da pochi decenni, la lingua è esposta più liberamente alle spinte differenziate che la mediasfera in cui siamo immersi sprigiona; la norma è in veloce movimento, come non mai. Queste tendenze possono essere in parte rallentate dall’ampia fruizione di traduzioni. In questo Speciale, come scrive Michele A. Cortelazzo nel suo intervento, «si mostra come l'italiano tradotto contribuisca a conservare la norma tradizionale dell’italiano e a propagare un livello di lingua di tenore un po’ più alto rispetto ai corrispondenti testi scritti fin dall’inizio in italiano»: due lingue, due italiani gemelli, ma diversi, analizzati nella legiferazione europea, nei giornali, nelle traduzioni letterarie, nei film, nei fumetti. Interventi di Mattia Bernardini, Michele A. Cortelazzo, Laura Ferrario, Anna Macedoni, Stefano Ondelli, Matteo Viale.        
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