21 luglio 2011

L’uomo che ridisegnava i vini

di Stefano Fontana*

Nella mia ventennale esperienza di art director per agenzie pubblicitarie internazionali ho affrontato progetti dei più svariati settori: dal mass market, ai servizi, al lusso, dovendo sempre scoprire e fare miei i codici visivi e strategici di ognuno per riuscire a proporre soluzioni adeguate, ma soprattutto rilevanti per il target e visivamente interessanti o sorprendenti.
 
La guida di Gavino Sanna
 
Ho avuto la fortuna di poter crescere sotto la guida di Gavino Sanna. Non solo – all’epoca – mi ha saputo trasmettere un mestiere, ma, grazie a lui – oggi –, ho potuto avvicinarmi al mondo enologico e scoprirlo. Si tratta di un ambito a me molto affine per via di due elementi sostanziali.
Il primo scaturisce dalla volontà di collaborare e confrontarsi con realtà che hanno ancora un fortissimo legame con la terra, con il lavoro di chi ama ancora “sporcarsi le mani” e che, nonostante tutte le strategie di vendita, rimane indiscutibilmente legato alla semplicità della natura e al piacere della convivialità. Il secondo è la diretta conseguenza di nuove esigenze del settore enologico, che ha dovuto confrontarsi ed aprirsi a logiche di marketing e di comunicazione che per lungo tempo sono state considerate come secondarie.
 
L’impatto visivo sulla scelta
 
La conquista di nuovi mercati, l'ingresso di produttori esteri sempre più numerosi e competitivi, il cambiamento nei consumi del vino e del consumatore stesso, e non ultimo l'affacciarsi di nuove generazioni di produttori hanno fatto sì che l'immagine del prodotto vino assumesse un rilievo maggiore e profondamente diverso rispetto al passato.
Sapienti scelte di gusto grafico si sposano così con gli obiettivi commerciali dei clienti (i produttori), ormai consapevoli della forza dell’impatto visivo sulla scelta al momento dell’acquisto.
L’etichetta del vino deve essere esclusiva e proprio ad essa è affidato l’impatto emotivo con il pubblico.
Il processo creativo nasce da un’attenta analisi, una delicata e complessa fase progettuale che tiene in considerazione il terroir, la realtà e/o la storia della cantina, la tipologia del vino, le sue iconografie ma anche precise regolamentazioni disciplinari.
 
I vestiti della Cantina Mesa
 
Tutte queste considerazioni sono sempre alla base dello sviluppo di un progetto, e lo sono state anche quando proprio insieme a Gavino Sanna abbiamo realizzato l’immagine della Cantina Mesa ( www.cantinamesa.it ), il progetto imprenditoriale che il grande pubblicitario italiano ha voluto dedicare alla sua terra, la Sardegna.
 
Così come ogni aspetto della Cantina Mesa è stato pensato per valorizzare la terra di Sardegna, allo stesso modo anche per le bottiglie è stato pensato un vestito raffinato e bello come solo i costumi da festa di quest’isola sanno essere. Sono state quindi create bottiglie scure, che richiamano l’austerità e la dignità delle donne che in Sardegna hanno sempre tramandato i valori più sinceri dell’isola. Quest’abito elegante è ornato di piccoli cammei, etichette minimali che sopra un punto di colore riproducono in uno stile moderno i tradizionali arazzi sardi ( Buio Buio , Moro , Opale ).
 
La Langa per l’occhio europeo
 
Per una cantina piemontese ho dovuto progettare due linee di prodotto.
Una destinata al territorio nazionale/europeo, ed una a quello americano.
Per esigenze commerciali era necessario differenziare dal punto di vista grafico le etichette destinate ai relativi mercati.
Per la linea principale del mercato europeo, che raccoglie in sé tipologie di vino molto importanti e differenti tra loro (Barolo, Nebbiolo, Barbera d’Alba, Roero Arneis), affascinato dalla sinuosità e dalla rigorosità delle vigne sulle colline di Langa, ho progettato delle etichette che riproducessero, con un effetto a rilievo su carta, la forma dei vigneti come se fossero osservati dall'alto.
Ho voluto dare un’interpretazione grafica estremamente minimalista, tanto da sembrare a colpo d’occhio più una rappresentazione astratta.
Solo una di queste linee non è a rilievo ma colorata e lucida, ogni volta differente per ognuna etichetta, a sottolineare la diversità e la tipologia del vino.
A prima vista si colgono il segno colorato, i testi con la tipologia del vino e l’annata; man mano che ci si avvicina e si prende in mano la bottiglia, si può apprezzare l’effetto nel suo complesso.
Tutte le etichette sono state stampate su carta bianca per creare continuità e senso di gamma. Eccezion fatta per il Barolo, top di gamma, per il quale è stato utilizzato un colore scuro, più esclusivo.
 
La Langa per l’occhio americano
 
Per il mercato americano l’obiettivo è stato creare un’etichetta che fosse caratterizzante e facilmente identificabile in un mercato dov’è presente una ricca offerta di vino made in Italy.
In questo caso ho voluto trasmettere una sensazione di ‘provenienza da terre lontane, di storia e valori autentici’, ma con una rappresentazione giovane, moderna e inusuale.
La scelta è stata di stampare su una carta dal tono naturale, color avorio, materica e al tatto molto porosa, grande nella dimensione e fasciante rispetto alla superficie di vetro della bottiglia.
Due linee nere, leggermente curve e relativamente sottili, si incontrano  formando sempre una “X”.
Il piccolissimo quadrato che si viene a creare dall'incontro delle due linee avrà un colore diverso a seconda della tipologia del vino ( Nebbiolo , Barbera d’Alba , Roero Arneis) .
Questo incrociarsi vuole essere una rappresentazione del meraviglioso incontro tra Uomo e Natura da cui nasce il vino.
 
Toscana, l’acino e la farfalla
 
Un altro progetto riguarda una proposta fatta per una Cantina toscana, altra regione di grande tradizione vinicola, ma anche culla dell’arte rinascimentale.
Prendendo spunto dalla pittura dei quadri del luogo, ho proposto l’utilizzo di immagini con una tecnica particolare, che richiamasse l’effetto ‘segnato dal tempo’, quasi lo spaccarsi della pittura ad olio delle tele, ma attraverso un filtro di contemporaneità.
Seguendo questo trattamento, sono rappresentati il gesto di una mano che va a cogliere qualcosa, le ali di una farfalla, un paesaggio; sono completati da una fustella di forma circolare che buca l’etichetta per mostrarne il contenuto e il suo colore.
Con questo gioco scopriamo che la mano sta cogliendo un acino, sull’ala della farfalla risalta il segno circolare del loro decoro, la forma del sole – per il vino bianco – a baciare il paesaggio sottostante.
Un’etichetta moderna, poetica ed elegante, degna della storia del territorio e del prodotto.
 
*Stefano Fontana (Varese 1967), diplomato in grafica pubblicitaria ed arti applicate, incomincia la professione come illustratore, collaborando con importanti editori ed agenzie di pubblicità. Nel frattempo si specializza anche come visualizer disegnatore di storyboard e layout a supporto delle presentazioni per campagne pubblicitarie. Attraverso questa intensa e collaborativa esperienza, entra come art director in un’importante agenzia internazionale, dove cresce sotto la direzione creativa di Gavino Sanna. Un lungo percorso di 20 anni frequentando le più importanti agenzie di pubblicità (Y&R, Benton&Bowles, Publicis…), nelle quali sviluppa e approfondisce progetti sotto il profilo creativo e strategico, declinati per tv, stampa, affissione, web. Nel 2009 intraprende la libera professione: nasce The Font, studio di consulenza di immagine e comunicazione. Il nome rappresenta la “rivisitazione” del cognome, ma è anche diretto richiamo alla parola inglese che significa ‘carattere (tipografico)’, utilizzato nella grafica e nella stampa.

 


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