25 luglio 2015

Vivere nell'arte molte vite: didattica, tecnologie e letteratura

di Simone Giusti*

 

Un ragionamento sulla didattica deve necessariamente prendere le mosse dalle persone che sono coinvolte nel processo di apprendimento, insegnanti e alunni, e dal loro rapporto con l’oggetto da apprendere e insegnare, la disciplina, che nel nostro caso prende il nome di “lingua e letteratura italiana”: un potente mediatore culturale la cui identità è da tempo in crisi, in ambito accademico prima che scolastico, e non solo a causa dei cambiamenti occorsi in seguito alla rivoluzione digitale.

 

L’insegnamento e l’apprendimento della letteratura

 

Le tecnologie dell’informazione della comunicazione (TIC, in inglese ICT, Information and Communication Technology), quindi, dovrebbero interessare l’esperto di didattica della lingua e della letteratura soprattutto perché hanno un impatto significativo sulle persone – insegnanti e studenti – e sul loro modo di entrare in contatto con la lingua e la letteratura italiana, indipendentemente dal fatto che esse siano presenti o meno nelle classi sotto forma di LIM, tablet o smartphone. In estrema sintesi, interessarsi del rapporto tra didattica, tecnologie e letteratura non significa assecondare la tendenza spesso coatta a dotarsi di TIC e di metodi e strumenti educativi basati sul loro uso, quanto piuttosto ripensare il nesso tra questi elementi, al fine di prendere delle decisioni su come e cosa insegnare della e con la letteratura nell’epoca della rivoluzione digitale.

Non si tratta di essere colonizzati dalle tecnologie digitali, ma di riconfigurare il ruolo dell’insegnamento e dell’apprendimento della letteratura, anche di quella italiana, in un contesto sociale caratterizzato dalla pervasività delle narrazioni cross mediali – le stesse storie e gli stessi personaggi che transitano da un mezzo all’altro senza soluzione di continuità –,   dall’espansione dell’industria dei contenuti, dal cambiamento delle abitudini dei lettori, dall’insorgenza di nuove forme di scrittura e di “socializzazione”, dalla nascita di nuove forme testuali, tra cui spiccano i testi videoludici (i videogiochi), che consentono di simulare, e quindi fare, esperienze analoghe a quelle consentite per migliaia di anni solo dai testi letterari.

 

Leggere, scrivere e gestire contenuti

 

La letteratura, intesa come corpus di opere scritte della tradizione e come insieme di competenze e di conoscenze accumulate dagli studi letterari, ha molto da dire sui supporti materiali della scrittura e della lettura, sul rapporto tra narrazione della storia e costruzione di valori condivisi (basti pensare alla storia della letteratura utilizzata come strumento di politica culturale per “fare gli italiani”), sulla simulazione dell’esperienza, sulla costruzione di mondi possibili, sulla selezione e la conservazione delle informazioni, sulla gestione dei contenuti.

Si tratta, innanzitutto, di abbandonare una visione ristretta e accademica della letterarietà e di ripartire dal suo valore d’uso, dall’esperienza della lettura come simulazione, dalla scrittura come estroflessione di sé nel mondo, dalla trasmissione dei testi come necessità profonda di mettere in comune storie in grado di costruire comunità e di ridefinire continuamente la propria identità.

 

Insegnare letteratura con le tecnologie digitali

 

Le TIC possono contribuire, anche a partire dalle ricerche svolte nell’ambito dell’informatica umanistica, a migliorare la qualità dell’insegnamento della lingua e letteratura italiana. Potrebbero renderlo più coinvolgente e inclusivo. Sicuramente, se gli insegnanti di italiano usassero le TIC potrebbero assolvere il compito di educare all’uso consapevole dei media digitali, soprattutto se non si limitassero all’uso della proiezione di immagini e parole. Occorrerebbe, semmai, guidare gli alunni in esperienze di produzione e di gestione di contenuti digitali (con il podcasting, per esempio, e attraverso l’uso di aule virtuali), o nell’uso di un blog, di un social network o di un e-portfolio, utili a mobilitare quelle competenze narrative e di auto orientamento che rappresentano uno dei pochi antidoti al bombardamento di informazioni a cui siamo tutti sottoposti quotidianamente, proprio attraverso le TIC.

 

Per una didattica post-tecnologica

 

È ancora più importante, tuttavia, progettare l’uso della letteratura a scuola senza le tecnologie. Non perché si debba a tutti i costi evitare di usarle, ma perché – sia chiaro –   per aiutare gli alunni a mettere un freno all’abuso di TIC è fondamentale che gli insegnanti sappiano scegliere in modo intenzionale e consapevole quando e come usare e non usare le TIC. E perché le TIC, avendo cambiato le modalità di produzione e di fruizione della letteratura stessa, e   dei contenuti digitali (film, serie TV, canzoni, videogiochi ecc.), costringono a ripensare in generale la relazione educativa.

In questo senso è importante, d’ora in avanti, prendersi cura del libro in quanto tecnologia in grado di procurare esperienze di lettura particolari, non sempre e non completamente replicabili con le TIC. Ed è altrettanto importante dedicare tempo alla lettura ad alta voce e, in generale, al rapporto tra corpo e testo, anche alla luce delle scoperte della neurolinguistica. Inoltre, tenendo conto degli apporti di Bruner e della psicologia culturale, è doveroso favorire la produzione di storie al fine di usare al meglio il potenziale narrativo della letteratura, che consente – per utilizzare un’espressione di Camillo Sbarbaro – di vivere nell’arte molte vite.

 

Bibliografia

 

Jerome Bruner, La cultura dell’educazione. Nuovi orizzonti per la scuola, Milano, Feltrinelli 1997 (ed. or. The Culture of Education, Cambridge, Harvard University Press 1996).

Roberto Casati, Contro il colonialismo digitale. Istruzioni per continuare a leggere, Roma-Bari, Laterza 2013.

Simone Giusti, Insegnare con la letteratura, Bologna, Zanichelli 2011.

Simone Giusti, Per una didattica della letteratura, Lecce, Pensa 2014.

Simone Giusti, Didattica della letteratura 2.0, Roma, Carocci 2015.

Simone Giusti, Marco Gui, Marina Micheli, Andrea Parma, Gli effetti degli investimenti in tecnologie digitali nelle scuole del Mezzogiorno, Roma, Nucleo di valutazione e analisi per la programmazione (NUVAP-DPC) 2015.

George Lakoff, Pensiero politico e scienza della mente, Milano, Bruno Mondadori 2009 (ed. or. The Political Mind, New York Viking, Penguin 2008).

Arturo Mazzarella, La grande rete della scrittura. La letteratura dopo la rivoluzione digitale, Torino, Bollati Boringhieri 2008.

Cosimo Scaglioso, Mass media, Brescia, La Scuola 1984.

 

*Simone Giusti, formatore e saggista, si occupa di letteratura e dei suoi utilizzi nella ricerca sociale e nella didattica. Il suo blog è www.simonegiusti.eu


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