Le Parole Valgono

Scopri tutte le liste #leparolevalgono

Torna alle liste
L'archivio dei contenuti social pubblicati nel 2019 dedicati alle "parole nuove" e relativi alla sezione "Neologismi" del Portale Treccani. La classifica, ordinata secondo il successo ottenuto sui social da ogni parola, si chiuderà a fine anno.

«"Scrauso" significa propriamente "di scarso valore" ed è attestato per la prima volta nel 1527 nella confessione autografa di una strega del contado romano, Bellezze Ursini da Collevecchio. Solo da pochi anni questo termine è riemerso nell'uso dei "coatti" della periferia romana.»

Nel 1992 l'Accademia degli Scrausi, un gruppo di giovani linguisti della Sapienza Università di Roma, ricostruiva così la storia del termine "scrauso", antica voce d'area romanesca. Proprio in quegli anni la parola aveva ripreso a circolare nel linguaggio giovanile a Roma, e negli anni successivi il suo uso (in contesti colloquiali e familiari) si è esteso anche fuori della Capitale.
Definizione ed esempi d'uso di "scrauso" li trovate qui: bit.ly/ScrausoTreccani

"I grandi amori si annunziano in un modo solo": con la coniazione spontanea di un neologismo, che a un certo punto si diffonde tanto da attirare l'attenzione dei linguisti. Franca Leosini conduce Storie Maledette dal 1994, ma solo negli ultimi anni le possibilità di condivisione offerte dai social network hanno rivelato una comunità di veri e propri appassionati del programma, che qualcuno a un certo punto ha iniziato a definire "leosiner".

Per leggere alcuni esempi d'uso e i dettagli sulla formazione del sostantivo, potete cliccare qui: bit.ly/LeosinerTreccani

Non c'è un gesto che non riveli un sistema di valori, consapevole o inconsapevole. Trattare gli animali peggio di come tratteremmo gli esseri umani traduce in pratica una convinzione filosofica che si definisce "specismo". La convinzione opposta, secondo cui l'essere umano non può disporre della vita e della libertà di esseri appartenenti a un'altra specie, si chiama "antispecismo".

Ai due link qui di seguito trovate definizioni e esempi d'uso per entrambi i termini: specismo (bit.ly/SpecismoTreccani) e antispecismo (bit.ly/AntispecismoTreccani).

"Be that guy."

L'invito a essere "quello lì" in genere si accompagna a immagini in cui tutti compiono lo stesso gesto tranne uno, che mostra di non volersi conformare. L'immagine a cui più spesso è stata associata la didascalia, probabilmente, è quella risalente al 1936 in cui un folto gruppo di persone fa il saluto nazista, tranne una. Secondo le ricostruzioni, quella persona era August Landmesser, e purtroppo pagò cara la propria opposizione al regime.

Oggi, e non da oggi, la massa viene guardata con sospetto. Viene da chiedersi se siamo alla fine della cosiddetta "società di massa", o se siamo solo entrati in una nuova fase in cui è la personalizzazione stessa, a essere diventata di massa. Non dobbiamo rispondere noi né adesso a questa domanda, ma segnaliamo il neologismo "demassificazione" che si riferisce in qualche modo proprio alla mutazione ideologica (perché sempre di ideologie si parla) che ci porta a preferire l'individuale al collettivo: bit.ly/DemassificazioneTreccani

Proprio poche settimane fa, una lettrice ci chiedeva se "guacamole" fosse maschile o femminile. Molti penseranno d'impulso «maschile, ovvio!», altri si diranno «femminile, come la maionese, perché sottintende "salsa"». La nostra redazione le ha risposto così, cogliendo l'occasione per parlare anche di mango (o di manghi?) e più in generale di come funziona l'"importazione" di parole straniere in italiano:

«I nomi esotici talvolta creano problemi, se di recente introduzione in italiano, come nel caso di "guacamole". "Guacamole" è il nome di una salsa a base di avocado: la voce proviene dallo spagnolo del Messico, che, a sua volta, ha adattato una parola indigena, "ahuacamolli", indicante la salsa di avocado. Proprio "avocado" - ma anche "mango" - suscita discussioni: ha il plurale di tutti i nomi italiani maschili in -o (avocadi)? Oppure resta invariabile (avocado)? Non sempre si hanno risposte definitive, gli usi possono oscillare. Per esempio, "avocado" tende a rimanere invariato al plurale, mentre "mango" al plurale più spesso si flette in "manghi". Stabilito che "guacamole" resta invariato al plurale, notiamo che pochi dizionari della lingua italiana ammettono per il nome sia il genere maschile sia quello femminile (per esempio, Garzanti on line); per i più il nome è solo di genere maschile (Sabatini-Coletti on line, Gabrielli on line, GDLI on line – Supplemento 2004, GRADIT). L'oscillazione ha un riscontro empirico nella ricerca tramite Google: al 20 maggio 2019, "il guacamole" ha quasi 46.000 occorrenze, "la guacamole" 31.300. Quindi, in attesa che vi sia un assestamento definitivo, sarà consigliabile seguire la via prevalente (maschile), ma con la coscienza che attualmente "guacamole" femminile è accettabile, anche perché spesso nei ricettari l'esotismo si combina con il nome femminile "salsa": "la salsa guacamole".»

A questo link trovate definizione ed esempi d'uso di "guacamole": bit.ly/GuacamoleTreccani

Ti mando un vocale
di dieci minuti
soltanto per dirti
quanto sono felice

La lingua italiana conosce da molto tempo "vocale" come sostantivo femminile e come aggettivo, ma la diffusione del sostantivo maschile "vocale" nel senso di "messaggio vocale" è una novità relativamente recente: se Tommaso Paradiso dei Thegiornalisti avesse cantato "ti mando un vocale" qualche anno fa, non avremmo capito a cosa si riferiva.

Per i neologismi segnalati dalla redazione questa settimana, potete cliccare qui: bit.ly/TreccaniNeologismi

Le forze che occupano posizioni di grande visibilità possono sfruttare la cassa di risonanza mediatica per ingigantire problemi sociali, portarli in cima alla lista delle priorità politiche e presentarsi come gli unici in grado di risolverli; di fatto, traducendo la paura dell’elettorato in consenso. Il neologismo “fobocrazia”, formato dall’unione tra i termini greci ϕόβος (paura) e κράτος (potere), indica il “dominio della paura” o appunto il “potere che fa leva sulle paure più diffuse tra la popolazione”. A questo link trovate le definizioni del vocabolo e alcuni esempi d’uso tratti da testate d’informazione: bit.ly/FobocraziaTreccani

Qui si accelera: dieci anni fa, parlare dal vivo di cose successe su Facebook sembrava ridicolo; oggi sembrerebbe assurdo non farlo, tanto è diventato fitto l'intreccio tra le nostre vite online e quelle offline. Il concetto di "onlife" si riferisce proprio a questo, e potete trovarne una definizione qui: bit.ly/OnlifeTreccani

A questo link, invece, i neologismi segnalati questa settimana dalla redazione: bit.ly/TreccaniNeologismi

Neologismo della settimana 04/02/19 - 10/02/2019

Vi serve una parola sola per indicare l’azione di passare molto tempo davanti a un videogioco? Nel contesto giusto, si dice “nerdare”, traduzione dell’inglese “nerding”; traduzione apparentamente maccheronica, ma non deve stupire: “nerd” è per molti parte del lessico quotidiano.

0