13 luglio 2012
La riscossa del realismo filosofico: un dibattito anche politico
Il dibattito sul nuovo realismo oltrepassa lo spazio della ricerca filosofica e investe temi direttamente politici: la duplice occasione è rappresentata dall’uscita quasi simultanea del Manifesto del nuovo realismo di Maurizio Ferraris, che polemizza fortemente contro il pensiero postmoderno
e la sua idea di realtà socialmente costruita, e di
Democrazia! Libertà privata e libertà in rivolta di
Paolo Flores d’Arcais, il cui tema immediatamente politico si fonda sulle origini del termine democrazia e riporta alla sua fondante realtà
. Flores d’Arcais esalta il significato liberatorio e politicamente attivo della filologia e dell’uso realistico delle parole contro la demagogia eclettica dei tiranni: “Le parole sono pietre. Le parole sono armi. La filologia è una spina nel fianco di ogni governo (…) Rinunciare al significato originario della parola democrazia significherebbe rassegnarsi a perdere la ‘cosa stessa’ ”. Si può leggere in alcuni passaggi, una sintonia con l’urgenza di Ferraris e del nuovo realismo di rivendicare il ruolo dei fatti contro il primato delle interpretazioni e l’esigenza di riferirsi a un mondo reale, non costruito e inemendabile; del resto obiettivo polemico di Ferraris è proprio la deriva attuale del postmoderno che, dopo aver rappresentato alle origini un’istanza liberatoria di emancipazione radicale, apre attualmente, secondo il filosofo torinese, ad esiti populisti e a istanze di conservazione (vedi ad esempio, l’utilizzo di Feyerabend contro Galileo).
Naturalmente, a queste urgenze, un filosofo come Gianni Vattimo, di cui in passato Ferraris è stato allievo, replica, non debolmente, parlando dei rischi del realismo in termini di conformismo e di accettazione, di consolidamento dell’esistente.
Il dibattito è naturalmente aperto e rimanda a una tradizione antica, sul nesso tra verità e democrazia che ha visto protagonisti filosofi come Socrate e i sofisti. La speranza è che nel mesto dibattito politico attuale, tra scandali e personalismi, si insinui indisturbato ma disturbatore, un po’ di pensiero. Anche se debole, fa molto bene.
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