23 luglio 2012
Piante di Roma
La storia della cartografia dedicata alla città di Roma è affascinante e complessa, in parte inscritta nel suo reale sviluppo demografico e urbano che disegna una curva per certi versi paradossale e unica, dai fasti del mondo antico, al raccoglimento medioevale, ai disordinati sviluppi del Novecento. Ma è, per altri versi, una storia tutta culturale, dove il protagonista è l’
autore, il suo sguardo e i riferimenti della sua visione. Un contributo fondamentale a queste tracce che scorrono parallele arriva dalla vasta e affascinante «Piante di Roma, dal Rinascimento ai Catasti», opera curata da Mario Bevilacqua e Marcello Fagiolo per le edizioni Artemide, che raccoglie e illustra gli interventi dei due convegni internazionali, organizzati nel 2009 e 2010 dal Centro di studi sulla cultura e l'immagine di Roma. Naturalmente la parte iconografica ha un aspetto prevalente, con una ricchissima presenza di mappe e di antiche carte.
Dopo gli splendori della
Forma urbis severiana, durante il Medioevo l’immagine cartografica della città si sbiadisce, senza significativi tentativi; bisogna aspettare il Quattrocento perché, con il contributo di artisti e architetti, la ricerca sul volto della città riprenda, con episodi come la straordinaria pianta rialzata disegnata dai fratelli Limburg che, senza essere mai stati a Roma, esaltano nel 1416 il suo aspetto monumentale, storico e religioso. Ma la svolta è rappresentata dalla grande planimetria pubblicata nel 1551 dal misuratore e architetto militare Leonardo Bufalini: il primo tentativo di rilevare l’intera città con innovativi mezzi tecnici, in una ricerca di rappresentazione oggettiva, scientifica, che ha aperto la strada agli sviluppi successivi.
Per molti anni il Nord continuò però ad essere rappresentato in basso, per favorire l’orientamento dei pellegrini che arrivavano dalla via Flaminia; per avere l’opposta prospettiva, bisognerà attendere la rigorosa pianta settecentesca di Giovan Battista Nolli che rimarrà poi per decenni il più avanzato riferimento. La storia di queste carte ci racconta molto dell’evoluzione della città, dei suoi edifici, delle sue strade, ma anche delle sue abitudini e della sua cultura.
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