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Cultura

21 maggio 2012

Debiti formativi

Massimo Faggioli

Una delle emergenze sociali più tipiche dell’America di inizio secolo XXI è quella dei debiti di studio (student loans) che la gran parte dei giovani americani non provenienti da famiglie ricche si trascina dietro per anni, se non decenni, dopo il conseguimento della laurea, del master, o del dottorato. Non è un mistero che molti docenti

universitari scoraggiano – anche in America e specialmente tra le “scienze umane” - i propri migliori studenti dall’iscriversi ad un programma di dottorato, vista la sproporzione tra i costi e le opportunità di lavoro.
Come è noto, le tasse universitarie in America sono molto alte. In un sistema misto pubblico-privato con grandi differenze tra Stato e Stato (il sistema universitario pubblico della California, per esempio, è molto più esteso che altrove) le università statali costano molto meno di quelle private, ma costano sempre molto di più delle università statali nei paesi europei. Quanto a quelle private, le cifre oscillano: un buon college privato costa - tuition, board, fees and books - non meno di 30-40mila dollari all’anno; un anno alla “Kennedy School of Government” presso Harvard costa circa 90mila dollari all’anno; molte altre università di prestigio costano tra i 50 e i 70mila dollari all’anno http://cgi.money.cnn.com/tools/collegecost/collegecost.html Per certi percorsi di studio, come quello in medicina e in diritto, è facile arrivare al titolo con un accumulo di 150-200mila dollari di debito (gli studenti lavorano per l’università mentre studiano e riescono così a farsi ridurre il conto finale) http://www.nytimes.com/interactive/2012/05/12/business/student-debt-portraits.html#index
I tassi di interesse sono in genere bassi (attualmente al 3,40%) se i debiti sono stati contratti con i programmi di finanziamento allo studio del governo federale; ma non è raro vedere studenti attratti da prestatori spregiudicati in prestiti-capestro che sono però legali. In discussione al Congresso c’è in queste settimane una legge dei Democratici che vorrebbe fermare il raddoppio dei tassi di interesse per i debiti degli studenti a luglio 2012 – una legge a cui i repubblicani si oppongono. http://www.washingtonpost.com/blogs/ezra-klein/post/wonkbook-senate-gop-blocks-student-loan-plan/2012/05/09/gIQAYJciCU_blog.html
L’accumulo dei debiti dall’università non è un fenomeno nuovo: ma nuovo è il problema dell’impossibilità o difficoltà di pagare i debiti, causa la disoccupazione e la sottoccupazione, che spinge laureati ad accettare qualsiasi lavoro non per potere uscire di casa e farsi una famiglia propria, ma semplicemente per poter pagare i debiti contratti per poter studiare. È vero che vi sono molto meno disoccupati tra i laureati, ma il limite di convenienza, specialmente per certe professioni, è sempre più stretto. Per molti giovani laureati o addottorati quella dei debiti accumulati è una forma di schiavitù, causata dai costi crescenti del sistema educativo http://www.nytimes.com/2012/05/13/business/student-loans-weighing-down-a-generation-with-heavy-debt.html?_r=1
La situazione attuale è, a detta di molti, insostenibile e questa è la prossima bolla speculativa destinata a scoppiare. Non a caso, uno dei dibattiti culturali più accesi in America è su “come salvare i college” dalla crisi attuale: anche perché sempre più famiglie si chiedono se valga la pena indebitarsi per decenni a fronte di un mercato del lavoro che premia solo alcune categorie (tra cui l’informatica) http://www.salon.com/2012/04/01/can_college_be_saved/
Ma ancora prima dello scoppio della bolla, il sistema attuale ha già prodotto molte conseguenze. La prima è che un sistema educativo tanto costoso tende ad ampliare le disuguaglianze sociali: chi può paga, chi si può indebitare si indebita, e chi non si può neanche indebitare perde la speranza di un’educazione superiore. Una seconda conseguenza è una selezione, determinata dai livelli stipendiali, delle specializzazioni all’interno delle vocazioni professionali: fenomeno già noto tra i medici, in cui alcune specializzazioni oppure i medici di base, notoriamente malpagati, sono ormai rari. Una terza conseguenza è la distorsione delle vocazioni vere e proprie (non ultime le vocazioni religiose: sono ormai tanti i giovani cattolici americani che non possono entrare in un ordine religioso perché impossibilitati a lasciarsi alle spalle i debiti contratti per studiare http://ncronline.org/news/faith-parish/student-loan-debt-may-prevent-many-us-catholics-entering-religious-orders) a favore di impieghi con effetti sociali e politici chiari a lungo termine: è noto che due tra le professioni tipicamente appetibili per la capacità di ripagare o non dover pagare i debiti universitari sono quelle nella finanza creativa di Wall Street e nell’esercito degli Stati Uniti.

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