12 giugno 2012
Premi letterari: la calda stagione delle polemiche
Il 13 giugno si seleziona la cinquina dei finalisti del premio Strega, che presenta quest’anno alcune significative novità. Favoriti per la vittoria finale sono scrittori affermati come Alessandro Piperno, Gianrico Carofiglio ed Emanuele Trevi; tra i dodici libri segnalati ci sono però opere pubblicate da editori che partecipano per la prima volta allo Strega come Giulio
Perrone, Nutrimenti, Transeuropa e Cavallo di Ferro. Si affaccia significativamente una generazione di narratori giovani, che potrebbero immettere nuovi impulsi. Anche la composizione della giuria si è modificata, ampliando il numero dei cosiddetti lettori forti (segnalati dalle librerie indipendenti) che partecipano alle votazioni. Nonostante questo sforzo di rinnovamento (anche la giuria del Campiello è profondamente mutata in occasione di questa edizione) quando si avvicina la stagione dei verdetti, ci si interroga sulla funzione e sul senso dei premi letterari. Il loro ruolo è mutato nel tempo e, per alcuni, è destituito di ormai culturale efficacia. In effetti, il valore aggiunto dei premi letterari è consistito negli anni passati soprattutto nel portare alla ribalta autori di qualità, che il mercato e la critica non avevano valorizzato nel corso dell’anno, nel segnalare sperimentazioni e anticipazioni. Ma la solida irruenza del mercato e la corrispondente, ossessiva, fame di visibilità, accerchiano i circoli letterari e non risparmiano gli splendidi Ninfei: il premio, nella strategia degli editori, serve più a moltiplicare l’abbondanza (di vendite) e a consolidare il conosciuto, più a confermare che a sorprendere. Con l’occhio puntato sulle ricadute in termini di vendite, si preferisce candidare lo scrittore noto, già ben avviato nel gradimento del pubblico. Naturalmente il dibattito è aperto; non tutti condividono queste preoccupazioni e ritengono positivo, all’opposto, la connessione con l’editoria reale e il mercato. Basti pensare alle critiche, di segno opposto, che hanno spesso investito le scelte anticonformiste e a volte sorprendenti della giuria dei Nobel.
© Riproduzione riservata