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Geopolitica

01 febbraio 2012

Corea del Nord: non aspettatevi cambiamenti

Il 30 dicembre, due giorni dopo i solenni funerali di Kim Jong-Il, la Commissione per la Difesa Nazionale, uno degli organismi politici più importanti della Corea del Nord, in un comunicato diffuso dall’agenzia ufficiale Kcna, ha annichilito le ipotesi di un rapido cambiamento che erano state formulate dopo la scomparsa del leader: “Dichiariamo solennemente e con orgoglio agli stupidi responsabili politici nel mondo, compresi i fantocci della Corea

del Sud, che non devono attendersi alcun cambiamento da parte nostra”. Il tono sprezzante è rivolto soprattutto verso il governo di Seul, accusato, fra l’altro, di non aver favorito la partecipazione alla cerimonia funebre, poiché soltanto due delegazioni sudcoreane sono state autorizzate ad attraversare la frontiera tra i due paesi.
Nelle esequie del 28 dicembre e nelle successive manifestazioni istituzionali, è stato ribadito il ruolo di Kim Jong-Un, 28 anni, figlio terzogenito di Kim Jong-Il e nipote del padre della patria Kim Il Sung; secondo la terminologia ufficiale nordcoreana, Kim Jong-Un sarà a capo dello Stato, del Partito e dell’Esercito. Del resto anche il cerimoniale ha mandato segnali precisi: il ‘grande successore’ camminava sulla parte anteriore destra della limousine con la salma, avendo alle spalle suo zio Jang Song-Thaek, vice-presidente della Commissione nazionale di Difesa, mentre dall’altra parte della vettura marciavano i capi dell’esercito e del ministero delle Forze Armate. Sembrerebbe permanere saldamente al comando l’alleanza tra il partito e l’esercito e quindi protrarsi la continuità della rigida politica di isolamento internazionale e di repressione all’interno; a rischio ci sono forse addirittura le piccole aperture degli ultimi anni. Almeno nel breve periodo.

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