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Geopolitica

02 luglio 2012

Raja Pervez Ashraf è il nuovo primo ministro in Pakistan

Ma il conflitto tra i poteri non è ancora terminato

Raja Pervez Ashraf, ex ministro delle risorse idriche ed energetiche, è il nuovo capo del governo in Pakistan; le singolari circostanze che hanno portato alla sua elezione hanno radici profonde nella recente storia del Paese. La situazione in Pakistan è esplosiva

: crisi energetica, difficoltà economiche, corruzione dilagante, conflitto di poteri, forte presenza di organizzazioni estremiste di radice islamica, difficile rapporto con lo storico alleato americano. Da anni sono continui e sanguinosi gli attentati portati avanti dai talebani e dai loro alleati; ma la stessa guerra antiterrorismo sviluppata con i droni dagli Usa ha causato molte vittime tra i civili. Un quadro di guerra civile strisciante, in cui ricorrono spesso voci di un possibile intervento in prima persona dell’esercito. Molti osservatori ritengono che nel conflitto tra magistratura e parlamento esploso nelle ultime settimane giochino un ruolo decisivo proprio i militari, ansiosi di recuperare prestigio e potere.

Ashraf prende il posto di Yusuf Raza Gilani, rimosso il 19 giugno dal suo incarico dalla Corte Suprema perché si era rifiutato di riaprire le indagini internazionali sul presidente Asif Ali Zardari per un presunto caso di corruzione e di esportazione di fondi illeciti in Svizzera. Gilani è stato infatti condannato a una breve detenzione (pochi minuti, fino alla fine del processo) ma dichiarato inabile a ricoprire incarichi istituzionali. La nomina di Ashraf non muta il quadro politico perché appartiene allo stesso schieramento, il Partito del popolo del Pakistan (Ppp), di Gilani e a Zardari, a cui è da sempre molto legato. Anche lui peraltro potrebbe essere accusato di corruzione, sulla base di inchieste in corso sul suo operato come ministro. Ma in un futuro non lontano, sembra destinato a giocare un ruolo decisivo Imran Kahn, in passato popolare campione di cricket, e attuale leader del Movimento per la Giustizia, schierato per il rinnovamento, contro la corruzione e la subalternità agli Stati Uniti. La situazione appare in rapida evoluzione e il conflitto tra le istituzioni non sembra destinato a risolversi presto.

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Su Imran Kahn e il Movimento per la Giustizia

http://www.youtube.com/watch?v=WacS98ATtIM
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