Raja Pervez Ashraf, ex ministro delle risorse idriche ed energetiche, è il nuovo capo del governo in Pakistan; le singolari circostanze che hanno portato alla sua elezione hanno radici profonde nella recente storia del Paese. La situazione in Pakistan è esplosiva
Ashraf prende il posto di Yusuf Raza Gilani, rimosso il 19 giugno dal suo incarico dalla Corte Suprema perché si era rifiutato di riaprire le indagini internazionali sul presidente Asif Ali Zardari per un presunto caso di corruzione e di esportazione di fondi illeciti in Svizzera. Gilani è stato infatti condannato a una breve detenzione (pochi minuti, fino alla fine del processo) ma dichiarato inabile a ricoprire incarichi istituzionali. La nomina di Ashraf non muta il quadro politico perché appartiene allo stesso schieramento, il Partito del popolo del Pakistan (Ppp), di Gilani e a Zardari, a cui è da sempre molto legato. Anche lui peraltro potrebbe essere accusato di corruzione, sulla base di inchieste in corso sul suo operato come ministro. Ma in un futuro non lontano, sembra destinato a giocare un ruolo decisivo Imran Kahn, in passato popolare campione di cricket, e attuale leader del Movimento per la Giustizia, schierato per il rinnovamento, contro la corruzione e la subalternità agli Stati Uniti. La situazione appare in rapida evoluzione e il conflitto tra le istituzioni non sembra destinato a risolversi presto.
© Riproduzione riservata
Il quotidiano, disponibile su iPad, iPhone e tablet Android, per offrire al grande pubblico i contenuti di approfondimento dell'Enciclopedia Treccani collegati ai temi dell'attualità.
Scarica da iTunes Scarica da Play