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Scienze

21 marzo 2012

Anche i moscerini bevono, per dimenticare

L’esperimento è nato qualche anno fa all’University of California, San Francisco (UCSF), da un’idea che all’epoca appariva poco più di un’ipotesi: un meccanismo molecolare operante nel cervello collegherebbe esperienze sociali ‘deprimenti’, come il subire un rifiuto sessuale, e condizioni psicologiche, quali la depressione. Per testarla, il

team dell’UCSF ha organizzato una sperimentazione con dei moscerini della frutta (Drosophila Melanogaster). Analizzando il comportamento dei maschi ‘frustrati’ da esperienze negative con l’altro sesso ha potuto quindi stabilire che sono maggiormente inclini a preferire cibo addizionato di alcol rispetto ai maschi che sono stati invece ‘gratificati’ da risposte positive. L’aspetto più interessante della ricerca – pubblicata ora dalla rivista Science – riguarda i meccanismi biochimici sottesi a questi comportamenti; si è scoperto infatti che un ruolo importante viene svolto da una molecola, il neuropeptide F, che nei maschi gratificati dall’accoppiamento risulta presente in misura maggiore; soprattutto si è osservato come, abbassando artificialmente il livello del neuropeptide F, anche i maschi più ‘fortunati’ siano indotti ad assumere l’atteggiamento di quelli ‘caduti in depressione’. La ricerca, secondo gli studiosi, potrebbe avere importanti ricadute in campo medico; nell’uomo esiste infatti una molecola, il neuropeptide Y, che sembra agire in maniera simile, presentandosi con livelli inferiori alla media nelle persone che soffrono di depressione o di disturbi post-traumatici. La manipolazione del neuropeptide Y può dunque aprire la strada a nuove forme di intervento farmacologico sulle dipendenze da alcol e droghe, che spesso traggono origine da situazioni di sofferenza psicologica.

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