18 aprile 2012
I pinguini si contano dallo spazio
Una nuova ricerca basata sulla mappatura satellitare ha rivelato che il numero dei pinguini imperatore presenti in Antartide è il doppio di quanto gli scienziati avessero ipotizzato. Oltre a recare una buona notizia, la ricerca offre un importante punto di riferimento per monitorare più attentamente i
cambiamenti causati dall’impatto ambientale alla popolazione di questi celebri uccelli.
Tutto nasce da uno studio nato dalla collaborazione tra British Antarctic Survey della University of Minnesota/National Science Foundation, Scripps Institution of Oceanography e Australian Antarctic Division. Per effettuare il calcolo, un team internazionale di scienziati si è avvalso di immagini satellitari in VHR (Very High Resolution), e della tecnologia conosciuta come
pan-sharpening, che permette di ingrandire esponenzialmente la dimensione delle foto fino a rendere visibile anche i dettagli più piccoli, e nel caso specifico, riuscire a distinguere chiaramente i pinguini dalle ombre o dalle increspature del terreno.
L’accuratezza dei risultati è tanto più sorprendente, considerando le difficoltà geografiche che da sempre hanno ostacolato le ricerche sui pinguini imperatore, che vivono in un ambiente lontano e spesso inaccessibile, con temperature che scendono fino ai cinquanta gradi sotto lo zero. Il geografo e capo dei ricercatori Peter Fretwell commenta entusiasta: «Siamo riusciti a localizzare e contare un gran numero di pinguini imperatore, almeno 595.000 uccelli, che è quasi il doppio rispetto alle previsioni iniziali, che si collocavano tra le 270.000 e le 350.000 unità. Questo è il primo censimento esaustivo di una specie vivente condotto dallo spazio».
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