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Società

15 giugno 2012

Privazione e privatizzazione

Massimo Faggioli

Il referendum per il “recall” del governatore del Wisconsin (il “recall” è una procedura di verifica di un eletto prima della scadenza del suo mandato prevista nell’ordinamento di alcuni stati degli USA  - era solo la terza volta che accadeva nella storia degli Stati Uniti) è stato battuto:

il governatore repubblicano è stato confermato, e premiata è stata la sua battaglia, tra le altre, contro i sindacati e il pubblico impiego. Tipico esponente della nuova leva dei giovani leoni repubblicani, il governatore Walker è diventato l’eroe di giornata di quanti non vedono l’ora di smantellare tutto quanto tenta di moderare e temperare gli istinti animali del libero mercato. È una sconfitta storica per i sindacati e il pubblico impiego in America, e rappresenta un campanello d’allarme per il presidente Obama, che nelle elezioni del 2008 aveva vinto questo stato.
Ma sarebbe un errore ridurre il referendum in Wisconsin a politica locale o anche a politica nazionale con riflessi sulla campagna presidenziale. In corso è una guerra di classe lanciata dai repubblicani contro tutti coloro che la retorica del Tea Party vede come agenti infiltrati di una cultura politica ed economica socialista all’interno della terra della libertà. Senza dubbio c’è la necessità di riforme nel settore pubblico, ma come ha notato il commentatore economico del “New Yorker”, si tratta di ben più di questo: è una guerra di classe lanciata dai miliardari finanziatori del Partito repubblicano contro il potere, ormai residuale, delle “unions” e dei settori sociali storicamente vicini al Partito democratico.
Quello che sta accadendo è un’ideologizzazione del discorso sul governo, con il Partito repubblicano sempre più radicale nell’attaccare l’idea stessa di “governo” ad ogni livello (locale, statale, federale) in quanto essenzialmente antitetico ad un’idea di “libertà” ridotta a libertà economica – di comprare e vendere, di assumere e licenziare. Il fatto più grave, e nuovo, per la società americana è l’accompagnarsi di questa deriva ideologica ad una spaccatura sempre più evidente all’interno dell’America bianca e lavoratrice: da una parte una ristretta élite di americani con buoni titoli di studio e buoni stipendi, dall’altra una fascia sempre più ampia di popolazione a permanente rischio di povertà. È la deriva dell’America bianca descritta dal recente saggio Coming Apart, che vede nel cinquantennio 1960-2010 l’inizio della fine di un paese in cui le differenze sociali non erano decisive nel plasmare le diverse idee d’America.
La spaccatura in due classi sempre più distanti tra loro dell’America bianca presuppone il fatto che le classi dirigenti americane hanno dato per persa l’America non bianca: quella afroamericana, quella dei latinos, quella degli altri immigrati dall’Asia e dal Medio Oriente. Per farsi un’idea di cosa significhi, concretamente, la deriva dell’idea di paese basta seguire la serie di reportage della tv pubblica PBS sulle scuole pubbliche. Una volta vanto del paese, oggi le scuole pubbliche americane sono di rado luoghi di eccellenza, e molto spesso una specie di rifugi per bambini che durante il giorno non hanno nessuno a casa che possa seguirli o nutrirli (in alcuni stati, come il Minnesota, le scuole tendono a non chiudere mai durante l’inverno, neppure in caso di grandi nevicate, perché per molti bambini quello fornito dalla scuola è il solo pasto caldo nel corso della giornata) http://minnesota.publicradio.org/display/web/2011/06/07/hunger-free-minnesota/.
Ovviamente, i repubblicani hanno montato da qualche anno a questa parte una guerra contro gli insegnanti delle scuole pubbliche, accusati di non fare il proprio mestiere. Gli insegnanti ribattono che alle scuole americane viene chiesto di fare quello che solo un sistema sociale più giusto può fare – fare qualcosa per il 15% di americani che vivono al di sotto della soglia ufficiale di povertà (già bassissima, 22mila dollari all’anno per una famiglia di quattro persone). Le elezioni in Wisconsin del giugno 2012 sono un altro segnale della crisi di un’idea di America.

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