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Tecnologia

06 aprile 2012

I motori dell'Apollo 11

Il fondatore di Amazon, Jeff Bezos, ha annunciato sul suo blog di aver ritrovato i motori dell’Apollo 11, scomparsi nei fondali dell’oceano Atlantico. I propulsori del razzo Saturno V entrarono nella storia quando l’11 luglio 1969, per circa due minuti e mezzo, spinsero in orbita il modulo Apollo 11 per poi ricadere, una volta esaurito il loro compito, in un punto

imprecisato dell’oceano. Nel suo blog, il fondatore di Amazon racconta di non essere ancora a conoscenza delle condizioni reali dei motori, che potrebbero essere rimasti sensibilmente danneggiati sia per l’impatto ad alta velocità con la superficie del mare sia per gli effetti prolungati (più di quarant’anni) della pressione dei fondali oceanici e dell’esposizione all’acqua salata. I cinque motori, ognuno dei quali si aggira intorno ai sei metri di lunghezza, si troverebbero a 4.267 metri di profondità e sono stati individuati utilizzando immagini sonar ad alta tecnologia. Anche se la loro proprietà rimane formalmente della Nasa, Bezos intende recuperarli grazie a fondi privati allo scopo di esporne almeno uno al Museo del volo di Seattle, sua città natale. La scommessa di Bezos è soltanto l’ultima di alcune recenti imprese nel campo dell’esplorazione delle profondità oceaniche. Basti pensare che recentemente il regista James Cameron, grazie a un batiscafo di ultima generazione, è riuscito a catturare alcune immagini della fossa delle Marianne scendendo fino a 10.900 metri sotto il livello del mare e segnando così un primato assoluto nel campo delle immersioni in profondità. Un’impresa che il magnate della Virgin, Richard Benson, è intenzionato a emulare, questa volta però nella fossa di Portorico, la più profonda dell’Oceano Atlantico.

© Riproduzione riservata

La notizia riportata sul sito della BBC

http://www.bbc.co.uk/news/world-us-canada-17544565

L’atterraggio del modulo Apollo 11 sulla superficie della luna

http://www.youtube.com/watch?v=RMINSD7MmT4
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