Mentre tu canti...

      La voce tua m’arriva
       Di sopra la muraglia umida e nera,
       La tua voce pel caldo aere giuliva
       Sotto il nitido sol di primavera.
5        Nell’aria si diffonde
       Una gentil soavità d’amore,
       Sulla nera muraglia che t’asconde
       Spuntan le rame d’un mandorlo in fiore.
       Mai non t’ho vista in volto,
10        Non so s’abbi nel cor gioia o tristezza.
       Ma nelle note tue, mentre t’ascolto,
       mi sembra di sentir la tua bellezza.
       Quel mandorlo io vorrei
       Essere, un ora, per virtù d’incanti;
15        E sulla testa tutti i fiori miei
       Ti lascierei cader, mentre tu canti.

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COMMENTO

Le leggere e limpide quartine - composte da un settenario e tre endecasillabi a rime alternate - di questa “romanza” (musicata fra l’altro da Enrico De Leva e da Gennaro Napoli) paiono ben rappresentare l’indole misurata e classicheggiante di Enrico Panzacchi, aperto anche alle suggestioni della poesia francese dell’ultimo ventennio dell’Ottocento, e precursore delle esperienze poetiche di Giovanni Pascoli e di Gabriele D’Annunzio. L’armonica fusione tra poesia e musica contribuisce ad assicurare a questa piccola ma compiuta composizione un perfetto equilibro tra serenità classica e romantica malinconia.

Scelta, parafrasi, commento e note bio-bibliografiche a cura di Gigi Cavalli


Enrico Panzacchi (Ozzano dell’Emilia, Bologna, 1840 - Bologna 1904), laureato in filologia a Pisa, professore di storia e di filosofia nei licei, poi di storia dell’arte e di estetica all’università di Bologna, cofondatore della Rivista bolognese di Lettere e arti, critico musicale amante di Verdi e di Wagner, è con Olindo Guerrini e con l’amico Giosue Carducci una delle maggiori personalità culturali della città in uno dei suoi momenti migliori. Moderato in politica, bell’uomo e prestigioso oratore, deputato e sottosegretario all’istruzione, è autore di una vasta produzione in versi e in prosa, che comprende anche saggi sulla letteratura, la musica e l’arte (Teste quadre, 1881; Riccardo Wagner, 1883; Nel mondo della musica, 1893), poi raccolta postuma da Giovanni Pascoli nelle Poesie (1908) e da Giuseppe Lipparini nelle Prose (1913).
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