Treni

      A notte
       un lento giro d’ombre rosse
       alle pareti avviava i treni: tonfi
       cupi d’agganci
5        al sonno si frangevano.
       E lavava
       lieve la corsa della pioggia il fumo
       denso ai cristalli: sogni
       s’aprivano continui, balenanti
10        binari lungo un fiume.
       Ora ritorna
       a volte a mezzo il sonno quel tuonare
       assurdo
       e per le mute vie serali, ai lenti
15        legni dei carri e dentro il sangue
       chiama
       lunghi fragori - e quell’antico ardente
       spavento e sogno
       di convogli.

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COMMENTO

Composti sei mesi prima della fine precoce, questi versi maestosamente funebri rievocano le manovre lente, quasi percepite al rallentatore come nei sogni, e il passaggio di un treno notturno, con ripetizioni di suoni, assonanze e consonanze sorde e cupamente minacciose, e con versi prevalentemente settenari ed endecasillabi (tre dei quali sono franti, nei versi 1-2, 4-5, 15-16), di grande maestria compositiva. La terza strofa ne rievoca il ricordo tormentoso e pauroso per un’anima solitaria e irrimediabilmente infelice.

Scelta, parafrasi, commento e note bio-bibliografiche a cura di Gigi Cavalli


Antonia Pozzi (Milano 1912 - 1938), di famiglia alto-borghese, laureata con Antonio Banfi con una tesi su Flaubert, poi pubblicata, postuma (1940), nel volume Flaubert. La formazione letteraria (1830-1856), frequenta l’ambiente culturale milanese dei suoi amici Vittorio Sereni, Enzo Paci, Luciano Anceschi, Remo Cantoni. Parla tre lingue, è appassionata di fotografia e amante della montagna. A causa di un amore contrastato con un suo professore, entra in un profonda depressione - la “disperazione mortale” di cui parla nel suo biglietto d’addio - che contribuirà a condurla al suicidio a ventisei anni. Postumo, come tutta la sua produzione, è il suo diario poetico Parole (1939), poi più volte ristampato e arricchito; Eugenio Montale ne scriverà come di un libro di poesia da includere “in una collezione di opere veramente significative del nostro tempo”. Tra le altre pubblicazioni: La vita sognata e altre poesie inedite (1986); L’età delle parole è finita. Lettere 1927-38 (1989); Canto segreto (1992).
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