Entro la densa lente dell’estate

      Entro la densa lente dell’estate,
       nel mattino disteso che già squarciano
       lunghi, assonnati e sviscerati i gridi
       degli ambulanti, - oh, i bei colori! Giallo
5        di peperoni, oscure melanzane,
       insalate svarianti dal più tenero
       verde all’azzurro, rosee carote,
       e vesti accese delle donne, e muri
       scabri e preziosi, gonfi ippocastani,
10        acque d’argento e di mercurio, e in alto
       il cielo caldo e puro e torreggiante
       di tondi cirri, o bel compatto mondo.
       Lieto ne testimonia, sul pianeta
       Terra, nella città Milano, mentre
15        vaga, di sé dimentico e di tutto,
       lungo le calme vie che si ridestano,
       - oggi, addì ventisette Luglio mille
       novecento cinquanta - un milanese.
       1950
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COMMENTO

Nel finale di questa composizione in impeccabili endecasillabi - dalla raccolta Dal balcone - la data precisa e l’indicazione un milanese (ma d’adozione, e per amore, come Stendhal) chiudono con nettezza una larga e piena sinfonia di suoni e di colori, nell’allegria di un mattino di luglio al mercato: come se la densa lente dell’estate stringesse sempre più lo sguardo, da un alto cielo di chiare nuvole al bel compatto mondo delle cose terrestri che rallegrano il cuore, cui il poeta lietamente si abbandona, senza tuttavia perdere, nella sua visione quasi lenticolare, alcuna componente di questa ‘natura viva’.

Scelta, parafrasi, commento e note bio-bibliografiche a cura di Gigi Cavalli


Sergio Solmi (Rieti 1899 - Milano 1981), dopo gli studi a Torino e la laurea in legge, è ufficiale di fanteria nella prima guerra mondiale. Nel 1922 è tra i fondatori della rivista Primo tempo. Lavora come bancario a Torino e poi a Milano. Amico di Piero Gobetti, collabora a La Rivoluzione liberale. Fa parte della Resistenza ed è incarcerato a San Vittore. Dopo la guerra dirige la Rassegna d'Italia. Tra le sue opere di critico e saggista, tra i maggiori del Novecento, sono Il pensiero di Alain, 1930; La salute di Montaigne e altri scritti di letteratura francese, 1942; Giacomo Leopardi, 1956; Scrittori negli anni, 1963, premio Viareggio; Scritti leopardiani, 1970; Meditazioni sullo scorpione, 1972; Saggio su Rimbaud, 1974; La luna di Laforgue, 1976, premio Viareggio; Studi leopardiani. Note su autori italiani e stranieri, 1987. Del 1959 è l’introduzione all’antologia di racconti di fantascienza Le meraviglie del possibile. Raffinato traduttore (Quaderno di traduzioni, 1969 e Quaderno di traduzioni, II, 1977), vanta una notevole produzione poetica, da Comete (1923) e Fine di stagione (1933) a Poesie (1950), Levania e altre poesie (1956) e Dal balcone (1968), raccolte nelle Poesie complete (1974).
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