Non chiedermi parole oggi non bastano

      Non chiedermi parole oggi non bastano.
       Stanno nei dizionari: sia pure imprevedibili
       nei loro incastri, sono consunte voci.
       È sempre un prevedibile dejà vu.
5        Vorrei parlare con te - è lo stesso con Dio -
       tramite segni umbratili di nervi,
       elettrici messaggi che la psiche
       trae dal cuore dell’universo.
       Un fremere d’antenne, un disegno di danza,
10        un infinitesimo battere di ciglia,
       la musica-ultrasuono che nemmeno
       immaginava Bach.

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NOTE

1 Non ... parole: l’inizio è montaliano (“Non chiederci la parola che squadri da ogni lato / l’animo nostro informe”, da Ossi di seppia).

COMMENTO

Dal clima postermetico, o più precisamente montaliano, delle prime raccolte, in cui risuonano echi lontani delle avanguardie europee, il discorso poetico di Maria Luisa Spaziani si è volto a poco a poco a un linguaggio più disteso e a volte quasi narrativo, senza mai perdere la sua aura di controllata armonia sentimentale. In questi versi, da La traversata dell’oasi. Poesie d’amore 1998-2001, il suo dialogo amoroso sembra voler fare a meno delle parole per affidarsi ad altri segni, leggeri e danzanti, come una musica-ultrasuono. Si vede, però, come in realtà tutto prenda sostanza proprio dalle parole, che sanno chiudere il testo con un settenario - anzi, per illuminata civetteria, un senario tronco - introdotto da un endecasillabo.

Scelta, parafrasi, commento e note bio-bibliografiche a cura di Gigi Cavalli


Maria Luisa Spaziani (Torino 1924-Roma 2014) ha insegnato letteratura francese all’università di Messina. Traduttrice di Audiberti, Bellow, Flaubert, Gobineau, Gombrich, Jammes, Marivaux, Racine, Ronsard, Yourcenar, autrice di saggi, fra cui Ronsard fra gli astri della Pléiade (1972), Il teatro francese del Settecento (1974), Il teatro francese dell'Ottocento (1977), ha fondato e presieduto, a Roma, il Centro internazionale Eugenio Montale, ora Universitas Montaliana, tra le cui attività annuali figura un premio internazionale di poesia, dedicato al poeta prediletto, al quale è stata per lunghi anni legata da una profonda e sincera amicizia. Il volume Tutte le poesie (2012) raccoglie fra l’altro Le acque del Sabato e Primavera a Parigi (1954), Il gong (1962), Utilità della memoria (1966), L’occhio del ciclone (1970), Transito con catene (1977), Geometria del disordine (1981, premio Viareggio), La stella del libero arbitrio (1986), il racconto in versi Giovanna d'Arco (1990), più volte portato sulle scene, Torri di vedetta (1992), I fasti dell’ortica (1996), La radice del mare (1999), La traversata dell’oasi (2002), Poesie dalla mano sinistra (2002), La luna è già alta (2006), l’antologia del 2011, Poesie (1954-2006), e L'opera poetica (2012).
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