D’autunno è con noi

      D’autunno è con noi
       ogni foglia e ghianda
       ed è raggiunto il cielo.
       Fra le avellane svolazza
5        la palomba ferita,
       freme il sottobosco
       agli scoppi
       dei ricci di castagna.
       Dolcissima è l’ultima uva
10        celata fra i pampini rossi,
       sul fianco dei monti sale
       il fumo delle carbonaie.
       A sera
       io provo il caldo smemorato
15        delle castagne,
       del torbido vino,
       il più nudo corpo
       della mia donna.

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COMMENTO

In alcuni piccoli poemetti come questo, da L’antica moneta (titolo che indica la luna piena), il rapporto tra la realtà del paesaggio appenninico, nei suoi segni più manifesti e animati, e la condizione esistenziale dell’uomo sembra trovare una sorta di equilibrio placato, quasi a raggiungere il cielo, nella dolcezza e nel calore delle castagne, del vino, dell’amore: questo mondo che è fuori di noi ma, come dice l’inizio, è con noi.

Scelta, parafrasi, commento e note bio-bibliografiche a cura di Gigi Cavalli


Paolo Volponi (Urbino 1924 - Ancona 1994), laureato in legge, nel 1950 conosce Adriano Olivetti, ne apprezza la visione sociale e solidaristica dello sviluppo industriale e dal 1956 lavora alla Olivetti di Ivrea, di cui dal 1966 al 1971 dirige l’intero settore delle relazioni aziendali. A Torino dal 1972 è consulente della Fiat e nel 1975 è presidente della Fondazione Agnelli; ma la sua adesione al Partito Comunista Italiano è sgradita ai vertici della Fiat. Nel 1983 è senatore; nel 1991 aderisce a Rifondazione Comunista e nel 1992 è deputato. La sua produzione poetica inizia nel 1948 con una raccolta di stampo postermetico, Il ramarro, con prefazione di Carlo Bo (che a Milano gli fa conoscere, oltre a Olivetti, anche Montale, Vittorini, Sereni, Fortini). Seguono L’antica moneta (1955, premio Carducci, ex-aequo con La meglio gioventù di Pier Paolo Pasolini, poi suo grande amico), Le porte dell’Appennino (1960, premio Viareggio), Foglia mortale (1974), l’antologia Poesie e poemetti, 1946-1966 (1980), Con testo a fronte (1986, premio Mondello) e Nel silenzio campale (1990). Di maggior portata è la sua produzione narrativa, incentrata sul tema dell’alienazione dell’uomo nel mondo dell’industria capitalistica, con i romanzi Memoriale (1962, premio dei Librai milanesi e premio Marzotto), La macchina mondiale (1965, premio Strega), Corporale (1974), Il sipario ducale (1975, altro premio Viareggio), Il pianeta irritabile (1979), Il lanciatore di giavellotto ( 1981), Le mosche del capitale (1989), La strada per Roma (1991, altro premio Strega). Nel 1995, postumo, esce il dialogo Il leone e la volpe, scritto con Francesco Leonetti.
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