UNA POESIA AL GIORNO

19 mar

ANSALDO CEBÀ

Scioglie amor da l’amorose / vive rose / di duo labbra vermigliette / parolette, onde ’l mio core / tocca amore / di soavi favillette. / E ne l’alma amor le scrive / vive vive, / col soave e puro inchiostro / di quell’ostro, ond’a bei detti / vezzosetti, / apre amor di perle un chiostro. / Care note pellegrine, / porporine, / deh chi tanto il cor mi cela, / che non ...

18 mar

PATRIZIA CAVALLI

Adesso che il tempo sembra tutto mio / e nessuno mi chiama per il pranzo e per la cena, / adesso che posso rimanere a guardare / come si scioglie una nuvola e come si scolora, / come cammina un gatto per il tetto / nel lusso immenso di una esplorazione, adesso / che ogni giorno mi aspetta / la sconfinata lunghezza di una notte / dove non c'è richiamo e non c'è più ragione / di ...

13 mar

BALDASSARRE CASTIGLIONE

Superbi colli, e voi sacre ruine, / che ’l nome sol di Roma ancor tenete, / ahi che reliquie miserande avete / di tant’anime eccelse e pellegrine! / Colossi, archi, teatri, opre divine, / trïonfal pompe glorïose e liete, / in poco cener pur converse siete / e fatte al vulgo vil favola alfine. / Così, se ben un tempo al tempo guerra / fanno l’opre famose, a passo lento / e l’...

12 mar

PIETRO CASABURI URRIES

Al meriggio immortal perch’io m’appressi, / voi ricopra, o miei lumi, oscuro eclissi; / ch’avrò meglio, senz’occhi, a Dio gli accessi, / poi ch’abita di luce immensi abissi. / In me vedransi i bei sembianti espressi / della cieca mia fé, ch’altrui descrissi; / orba così raddoppierò gli amplessi / onde congiunta al mio gran Sposo io vissi. / In guardia eterna alla sua man ...

01 mar

RANIERI DE’ CALZABIGI

   Che farò senza Euridice? / Dove andrò senza il mio ben? / Euridice!... Oh Dio! Rispondi! / lo son pure il tuo fedel! / Euridice... Ah! non m’avanza / Più soccorso, più speranza, / Né dal mondo, né dal ciel! / Che farò senza Euridice? / Dove andrò senza il mio ben? / Ma finisca, e per sempre, / Colla vita il dolor! Del nero Averno / Sono ancor sulla via: ...

28 feb

DOMENICO DI GIOVANNI detto IL BURCHIELLO

Nominativi fritti e mappamondi / e l’arca di Noè fra duo colonne / cantavan tutti ‘Kyrieleisonne’ / per la ’nfluenza de’ taglier mal tondi. / La luna mi dicea “Ché non rispondi?”. / E io risposi “I’ temo di Giansonne, / però ch’i’ odo che ’l dïaquilonne / è buona cosa a fare i cape’ biondi”. / Et però le testuggine e’ tartufi / m’hanno posto l’assedio alle calcagne, / dicendo:”Noi ...

27 feb

MICHELANGELO BUONARROTI Il Giovane

Cec. Ascoltami Ciapino, a dirti ’l vero / tu fresti ’l meglio a non te ne ’mpacciare. / Fà a mo’ d’un pazzo, levane ’l pensiero, / e attendi ’l podere a lagorare. / Tu hai già speso un’anno intero intero / per voler questa rapa confettare, / E ti becchi ’l cervello; e dico, e sollo, / che costei ti farà rompere ’l collo. / Non vedi tu, com’ell’è stiticuzza, / fantastica, ...

26 feb

MICHELANGELO BUONARROTI

Non ha l’ottimo artista alcun concetto / c’un marmo solo in sé non circonscriva / col suo superchio, e solo a quello arriva / la man che ubbidisce all’intelletto. / Il mal ch’io fuggo, e ’l ben ch’io mi prometto, / in te, donna leggiadra, altera e diva, / tal si nasconde; e perch’io più non viva, / contraria ho l’arte al disïato effetto. / Amor dunque non ha, né tua beltate / o durezza o...

25 feb

ANTON GIULIO BRIGNOLE SALE

La man che ne le dita ha le quadrella / con duro laccio al molle tergo è avvolta. / L’onta a celar ch’è ne le guance accolta, / spande il confuso crin ricca procella. / Sul dorso, ove la sferza empia flagella, / grandine di rubini appar disciolta; / già dal livor la candidezza è tolta, / ma men candida ancor, non è men bella. / Su quel tergo il mio cor spiega le piume, / e per ...

24 feb

FRATE STOPPA DE' BOSTICHI

Se la Fortuna o ’l mondo / mi vuol pur contastare, / non me ne vo’ turbare, / anzi ringrazio il mio Signor giocondo. / Rallegromi pensando / che creato non fui brutto animale, / e non vo mareggiando, / né detto mi è “te’, te’ ”, né batto l’ale: / questa m’è grazia tale, / che tuttor chiamo osanna, / sì mi par dolce manna / ciò che mi dona e in allegrezza abondo. / L’uom ...

23 feb

XIV

ALDO BORLENGHI

Superficialissimamente un sasso / segnare è il significato, / sotto la polvere incerta traccia, / della parola: tra sfarsi / o confondersi, velata o ambigua, tra me / e la natura, sostanza. Marini / su boschi a picco limpidi / specchi remoti / nuvole d’orli accesi / che all’occhio risalgono da un alito basso / di fumo da radici di pini, / da domestico crepitìo: e si sfa / ...

22 feb

BONVESIN DA LA RIVA

Un pover om de fora       un so fïol aveva, / lo qual el mis a scola       fazand zo ch’el poëva; / el l’ha fag geregar,       cantar el imprendeva, / e imprendand adesso       lo faitinet cresceva. / Lo faitinet so caro       sí steva a la cità. / Deven un grand giavaldo    &...

21 feb

BINDO BONICHI

El calzolai’ fa ’l suo figliuol barbiere, / così ’l barbier fa ’l figliuol calzolaio; / el mercatante fa ’l figliuol notaio, / così ’l notaio fa ’l figliuol drappiere. / Mal è contento ognun del suo mestiere, / ch’a ciascun guadagnar par col cucchiaio, / l’altro li par che facci con lo staio: / non ha l’uom sempre tutto quel che chiere. / Null’uom nel mondo si può contentare: / ...

20 feb

BONDIE DIETAIUTI

Quando l’aira rischiara e rinserena, / e ‘l mondo torna in grande diletanza / e l’agua surge chiara de la vena / e l’erba vien fiorita per sembianza / e gli augilletti riprendon lor lena / e fanno dolzi versi i[n] loro usanza, / ciascun amante gran gioia ne mena / per lo soave tempo che s’avanza; / ed io languisco ed ò vita dogliosa; / com’altr’amante non posso gioire, / che ...

19 feb

MATTEO MARIA BOIARDO

Rime inaudite e disusati versi / ritrova il mio disegno, / ma nel novo rimar non toca il segno, / sì che al par del dolor possa dolersi. / La voce perse indarno, i passi persi, / il perso tempo in la fiorita etade, / e tutto quel che per costei sofersi, / fan di me stesso a me tanta pietade / che un nimbo lacrimoso il cor me invoglia, / e poi da li ochi cade / né lascia fuor ...

18 feb

GIOVANNI BOCCACCIO

Intorn’ad una fonte, in un pratello / di verdi erbette pieno e di bei fiori, / sedean tre angiolette, i loro amori / forse narrando, ed a ciascuna ’l bello / viso adombrava un verde ramicello / ch’i capei d’or cingea, al qual di fuori / e dentro insieme i dua vaghi colori / avvolgeva un suave venticello. / E dopo alquanto l’una alle dua disse / (com’io udi’): “Deh, se per avventura / di...

17 feb

PIERO BIGONGIARI

D’uno in altro finito nelle azzurre / caverne l’infinito schiuma al vento / che involve nel suo fulgido tormento / il colore dei prati, l’ali eterne / di primavera dei sommessi alati: / mare che non ha requie sulle tombe / umane, dove i petti ansano invano, / mare che spinge il suo sorriso a fiore / strano tra scogli e addii. Ad ali tese / precedono gli uccelli la tempesta, / celesti ne...

16 feb

BIANCO DA SIENA

Sempre ti sia in diletto / che ’l mondo, o alma mia, t’abbi ’n dispetto. / Se ’l mondo ti dispregia, anima mia, / di ciò abbi letizia: / Cristo e’ santi tennon questa via / fuggendo su’ amicizia; / e tu sanza pigrizia / disprezza ’l mondo e ogni suo diletto. / Se tu per Cristo pati, se’ beato; / godi se pena senti; / se se’ afflitto avvilito iscacciato / d’amici e da parenti...

15 feb

VITTORIO BETTELONI

Ho compiuti settant’anni, / e son qui pien di malanni / che mi tocca sopportar / con la gran filosofia / di chi altro non può far. / Con la gran filosofia / di chi aspetta d’andar via / per più indietro non tornar. / Disperarsi è tempo perso, / di restare non c’è verso: / devo andare all’ora mia: / dunque andiamo, e così sia.

14 feb

CARLO BETOCCHI

Il tuo orologio suona ogni quarto, / ogni quarto ricorda: - il tempo passa; / ogni quarto con tocchi argentini / e l’ore con cupi tocchi. E sembra / che siamo soli noi due, io e il tempo. / E sembra non ci sia carità; che il mondo / sia un’arida clessidra, e noi come sabbia / che, dentro, vi scivoliamo. E sembra, / il mondo, non altro che suono. Se non avessi / l’anima, e non ...

13 feb

dal BESTIARIO MORALIZZATO

Signore, porrai me dare dotrina, / k’a l’unicorno desti volentate / d’umilïare la sua gram ruina / ver’, si è, beleççe cun verginitate: / la quale tanto lo core li affina, / ke ve se adorme e la morte ne pate; / ma [la] sua carne puoi per medicina / se dà, ke vale ad onni infirmitate. / E cusì de lo tuo fillio facesti: / mamdastilo a la Vergine Maria, / e umilimente ein essa ...

12 feb

ATTILIO BERTOLUCCI

Volevamo risalire alle sorgenti del Cinghio / il giorno era d’aprile ventoso e celeste / folate ci portavano via sbiancando i salici bassi / già dietro di noi perduti perduta la casa / dove s’erano dimenticati di noi fuggitivi / esploratori muniti di cibo e coltellini multipli / per una lunga assenza forse per un distacco / non per me che partecipavo all’impresa / da inviato senza...

11 feb

FRANCESCO BERNI

Chiome d’argento fine, irte e attorte / senz’arte, intorno a un bel viso d’oro; / fronte crespa, u’ mirando io mi scoloro, / dove spunta i suoi strali amore e morte; / occhi di perle vaghi, luci torte / da ogni obbietto disuguale a loro; / ciglia di neve, e quelle, ond’io m’accoro, / dita e man dolcemente grosse e corte; / labbra di latte, bocca ampia celeste, / denti d’ebano, ...

10 feb

GIOVANNI BERCHET

Va per la selva bruna / solingo il trovator, / domato dal rigor / della fortuna. / La faccia sua sì bella / la disfiorò il dolor; / la voce del cantor / non è più quella. / Ardea nel suo segreto; / e i voti, i lai, l’ardor / alla canzon d’amor / fidò indiscreto. / Dal talamo inaccesso / udillo il suo signor: / l’improvido cantor / tradì se stesso. / Pei dì del giovinetto / ...

09 feb

PIETRO BEMBO

Poi ch’ogni ardir mi circonscrisse Amore / quel dì, ch’io posi nel suo regno il piede, / tanto ch’altrui, non pur chieder mercede, / ma scoprir sol non oso il mio dolore, / avess’io almen d’un bel cristallo il core, / che, quel ch’i’ taccio e Madonna non vede / de l’interno mio mal, senza altra fede / a’ suoi begli occhi tralucesse fore; / ch’io spererei de la pietate ancora / veder tinta ...

08 feb

UMBERTO BELLINTANI

E tu sei Spartaco, l’astuto bricconcello, / capobandito, “canaglia fra i maggiori / che mai si fosser veduti alla borgata” / nel tempo ch’era di gloria e d’avventura / entrar negli orti, squartare un pollastrello / e andare a zonzo per boschi e per le siepi / a franger nidi, alla cerca di qual mai / altro diletto di nequizia e malafama. / Pronto alla rissa, tiratore di balestra / se c’...

07 feb

BERNARDO BELLINCIONI

Una casa frappata uso abitare, / che a farvi pure uno starnuto drento / diresti allora: un gran tremoto i’ sento, / sì forte per un’ora usa tremare. / Ogni volta che v’ entro, m’ ho a segnare, / e porto sempre a lato de l’unguento; / la trema come foglia ad ogni vento, / ché dove nacque Cristo è meglio stare. / D’ape e di ragni casa usa parere, / alla spagnola ancora un bel giuppone; ...

06 feb

GIUSEPPE GIOACHINO BELLI

Cuattro angioloni co le tromme in bocca / se metteranno uno pe ccantone / a ssonà: poi co ttanto de voscione / cominceranno a ddì: fora a chi ttocca. / Allora vierà ssù una filastrocca / de schertri da la terra a ppecorone, / pe rripijjà ffigura de perzone, / come purcini attorno de la bbiocca. / E sta bbiocca sarà ddio bbenedetto, / che ne farà du’ parte, bbianca, e nnera: / una pe ...

05 feb

DARIO BELLEZZA

Il mare di soggettività sto perlustrando / immemore di ogni altra dimensione. / Quello che il critico vuole non so dare. Solo / oralità invettiva infedeltà / codarda petulanza. Eppure oltre il mio io / sbudellato alquanto c’è già la resa incostante / alla quotidianità. Soffrire umanamente / la retorica di tutti i normali giorni delle / normali persone. Partire per un viaggio / consacrato a ...

04 feb

GIUSEPPE BATTISTA

Se la madre d’Amor dall’acque uscìo / e vanta in mezzo all’acque il suo natale, / alla madre d’Amore io fatta eguale / dall’acque vanto il nascimento mio. / Se di Venere il figlio, il cieco dio, / ha sugli omeri vanni e porta strale, / anch’io su le mie spalle innalzo l’ale, / e sono di saetta armata anch’io. / Labro che in due coralli appar diviso / piacemi di baciar; e mio ...

03 feb

GIAMBATTISTA BASILE

La man che neve agguaglia / di colei che di neve ha sempre il core / di neve m’avventò colpo d’amore, / cara nevosa falda, / anzi d’amor cara fiammella calda / ch’a cangiar fu possente / il mio cor freddo in vivo foco ardente.

02 feb

ANGELO BARILE

Padre, finita la giornata uscivi / le belle sere / a prendere l’aria di mare. Sedevi / fuori dell’osteria che non c’è più; / che aveva un nome così fresco, pinto / in azzurro di lettere leggere / sulla bianca maiolica. Hanno stinto / il tempo ed il salino / tante in me cose e non quel nome: spira / dal tuo celeste ancora / la bella brezza. / Discendevi su l’ora / che il ...

01 feb

DOMENICO BALESTRIERI

Vieni coi versi tuoi, mesta Elegia / coi panni neri indosso e il volto basso, / piangendo e sospirando per la via. / Vieni a fare al mio duolo il contrabbasso, / mentr’anch’io più di te mesto e dolente, / piangendo e sospirando me la passo. / Per serenar la tempestosa mente, / andiamo onde le doglie ne trasporta, / lontani dal commerzio de la gente. / È morto il mio bel gatto, e...

31 gen

FRANCESCO BALDUCCI

O cari a l’Alba mia candidi fiori, / cura de la sua man, fregio del crine; / de le cui luci angeliche e divine / venturosi godete i primi albori. / Quante rose apre mai Favonio o Clori / in cipria piaggia od in sabeo confine, / quante ne bagnan mai rugiade o brine, / cedano a voi le porpore e gli odori. / Voi di puro candor fregiate il manto. / Per un sol due begli ...

30 gen

RAFFAELLO BALDINI

Ch’un avnéss mai Nadèl, / i lòmm, la bòba, al machini, la zénta, / ch’un s pasda invéll, / ’na préssia tòtt, bèvar alzèd, pachétt, / la nèbia, al fazi lòstri di mazlèr, / auguri, auguri, chèrti culurèdi, / al melarènzi sérbi, / agli anéusi, i féigh sécch, ch’i t s mètt tra i dint, / spatàsi, ucèl panèd, tòsa, sgadèzz, / butàighi tott zàisi fina agli òt, / e la ...

29 gen

BERNARDINO BALDI

Or alzi il mio nocchier da l’acque umili / il pensier più purgato, e meco saglia / sovra le fosche nubi, ove ne chiama / con le veraci sue bellezze eterne / il ciel, che sol per noi si gira e splende. / Pietosa notte, che le gravi cure / de gli afflitti mortai nel sonno immergi, / e con mille occhi e più de’ cauti amanti / scopri e tacita osservi i dolci furti, / tranquilla il ...

28 gen

GIORGIO BAFFO

Come va incontra un piccolo puttello / alla so mamma, che sia stà lontan, / con quel gusto che salta attorno un can / al so paron, co l’ha trovà l’osello, / come va allegro, e baldo el villanello, / a farse cogionar dal zarattan, / con quel gusto che una putta tien per man / el so novizzo, co ’l ghe dà l’anello, / cussì nel ritornar, anema mia, / a vegnerte a basar la bella ...

27 gen

RICCARDO BACCHELLI

Un’estate, che d’estate son i tramonti lenti, / pesante quant’è il sonno e la stanchezza medesima, / non avrei voluto altro che riposare, se fosse stato / possibile. Non reggeva più neppure la voglia / amara d’inasprire in me stesso il mio male. / Non avrei voluto cedere in nulla, ma invece / mi toccava assopirmi al sole in materia / stanca. E dalla stanchezza un filo di melodia. /...

26 gen

AULIVER

En rima greuf a far, dir e stravolger, / tut che de li savii eu sia il men savio, / volgr’ il mio sen un poch metr’ e desvolger, / ché de ço far ai trop long temp stad gravio: / che’el me conven sul lad dei plangent volger, / a cui Amor se mostra fello e sdravio, / che sempremai li soi destrusse e pugna; / und’eo tegn mat quel ch’in tal ovra frugna: / ché, quand el def bon ...

25 gen

GIUSEPPE ARTALE

Molti uccido, un m’uccide, e quindi io bramo, / desïata da molti, un solo amante; / fuggo e seguo, odio e prego, arsa e gelante; / e sprezzata ed amata, abborro ed amo. / Usa a negar pietà, pietade esclamo, / riverita e schernita in un istante, / e costante in un punto ed incostante / nel medesimo tempo amo e disamo. / Tal vinco avvinta; e la Fortuna in dono / mi diè palme e ...

24 gen

LUDOVICO ARIOSTO

Chiuso era il sol da un tenebroso velo, / che si stendea fin all’estreme sponde / de l’orizonte, e murmurar le fronde / e tuoni andar s’udian scorrendo il cielo; / di pioggia in dubbio o tempestoso gelo / stav’io per ire oltra le torbid’onde / del fiume altier che il gran sepolcro asconde / del figlio audace del signor di Delo, / quando apparir su l’altra ripa il lume / de bei ...

23 gen

PIETRO ARETINO

Ira, invidia, lussuria e sodomia, / accidia, gola, superbia e furore, / avarizia, discordia, odio e rancore, / vanagloria, sciocchezza e simonia, / malignità, rapina, ipocresia, / tirannia, tradimento con timore, / bugia, assassinamento, arte e favore, / falsità, boria, errore e bareria, / la voluntà e la disperazione, / la malinconia fredda più d’un sasso, / adulazione, ...

22 gen

RINALDO D'AQUINO

Già mai non mi [ri]conforto / né mi voglio ralegrare. / Le navi son giunte a porto / e [or] vogliono colare. / Vassene lo più gente / in terra d’oltramare / ed io, lassa dolente, / como deggio fare? / Vassene in altra contrata / e no lo mi manda a dire / ed io rimagno ingannata: / tanti sono li sospire / che mi fanno gran guerra / la notte co la dia, / né ’n celo ned ...

21 gen

ANTONIO DA FERRARA

Fratel mio car, tu m’hai tanto suspinto / con li to’ dolzi preghi che far sai, / che scoprirotte cosa ch’ognor mai / me la credia celar col viso infinto. / Tu sai ch’i’ porto el cor de doglia pinto, / e so che te ne pesa e dole assai, / ma l’è sì grande el colmo d’i me’ guai / che tu non senti e non conosci ’l quinto. / A’ preghi miei la Morte è fatta sorda, / Fortuna ...

20 gen

ANONIMO VENETO

Eo ho la più fina druderia / de null’om vivent, land el cor / me n’ resana. / Amola plui de cosa che sea, / la çemma Malgareta, flor / d’ogna cristiana, / land li mal parleri me viria: / che Cristo criatore, / gli dea mor subitana. / Voluntera m’enoia / quela çente croia; / mai la clera luce / speso me conduce / en soa çambra aulente çença rancura. / Cristo criatore, ...

19 gen

ANONIMO GENOVESE

Dona alcuna no me piaxe / chi so viso disfigura / per mete[r] faza inpostura, / chi a De monto despiaxe. / E se zo consente e taxe / quelo chi ne dè aver cura, / consego mala ventura / n’averà, per Sam Portaxe! / Ma quela soza marvaxe / pegazà de tar brutura / certannamenti procura / che lo demonio la baxe, / chi conseigo habita e iaxe, / tirandola in preixon scura / ...

18 gen

ANONIMO DEL NICCHIO

Questo mio nicchio, s’io nol picchio, / l’animo mio non mi lassa stare. / Questo mio nicchio vorrebb’uno; / molto si guarda dal digiuno; / per lo istar diventa bruno: / io lo intendo adoperare. / Questo mio nicchio ecc. / Questo mio nicchio gli è sì fatto: / e’ non è si folle o matto / che chi v’entra e’ vuol far patto / che ’l pegno vi dea lassare. / Questo mio ...

12 gen

DANTE ALIGHIERI

Al poco giorno e al gran cerchio d’ombra / son giunto, lasso, ed al bianchir de’ colli, / quando si perde lo color ne l’erba: / e ’l mio disio però non cangia il verde, / sì è barbato ne la dura petra / che parla e sente come fosse donna. / Similemente questa nova donna / si sta gelata come neve a l’ombra; / ché non la move, se non come petra, / il dolce tempo che riscalda i colli, / e ...

20 ago

GIORGIO ORELLI

Una luce funerea, spenta, / raggela le conifere / dalla scorza che dura oltre la morte, / e tutto è fermo in questa conca / scavata con dolcezza dal tempo: / nel cerchio familiare / da cui non ha senso scampare. / Entro un silenzio così conosciuto / i morti son più vivi dei vivi: / da linde camere odorose di canfora / scendono per le botole in stufe / rivestite di legno, aggiustano i ...

06 lug

VALERIO MAGRELLI

Le poesie vanno sempre rilette, / lette, rilette, lette, messe in carica; / ogni lettura compie la ricarica, / sono apparecchi per caricare senso; / e il senso vi si accumula, ronzio / di particelle in attesa, / sospiri trattenuti, ticchettii, / da dentro il cavallo di Troia.

31 dic

GIAMBATTISTA FELICE ZAPPI

In quell’età ch’io misurar solea / me col mio capro, e ’l capro era maggiore, / io amava Clori, che insin da quell’ore / meraviglia e non donna a me parea. / Un dì le dissi: “Io t’amo”, e ’l disse il core / poiché tanto la lingua non sapea. / Ed ella un bacio diemmi, e mi dicea: / “Pargoletto, ah, non sai che cosa è amore”. / Ella d’altri s’accese, altri di lei, / io poi giunsi ...

30 dic

ANDREA ZANZOTTO

Se la fede, la calma d’uno sguardo / come un nimbo, se spazi di serene / ore domando, mentre qui m’attardo / sul crinale che i passi miei sostiene, / se deprecando vado le catene / e il sortilegio annoso e il filtro e il dardo / onde per entro le più occulte vene / in opposti tormenti agghiaccio et ardo, / i vostri intimi fuochi e l’acque folli / di fervori e di geli avviso, o ...

29 dic

GIACOMO ZANELLA

Il suo stridor sospeso ha la cicala: / la rondinella con obbliquo volo / terra terra sen va: sul fumaiuolo / bianca colomba si pulisce l’ala. / Grossa, sonante qualche goccia cala, / che di pinte anitrelle allegro stuolo / evita con clamor: lieve dal suolo / di spenta polve una fragranza esala. / Scroscia la pioggia e contro il sol riluce, / come fili d’argento: il ruscel suona...

28 dic

PAOLO VOLPONI

D’autunno è con noi / ogni foglia e ghianda / ed è raggiunto il cielo. / Fra le avellane svolazza / la palomba ferita, / freme il sottobosco / agli scoppi / dei ricci di castagna. / Dolcissima è l’ultima uva / celata fra i pampini rossi, / sul fianco dei monti sale / il fumo delle carbonaie. / A sera / io provo il caldo smemorato / delle castagne, / del torbido vino,...

27 dic

CESARE VIVIANI

Non volano gli anni, è l’uomo / che si affanna a misurare con il tempo / i cambiamenti della carne, del cuore. / Infinito dolore lo lega / al paradiso perduto senza rimedio. / Attimi di gioia, idea dell’eterno, / invenzioni, appelli continui / per contrastar la discesa. O abbandonarsi / e rendere dolce la resa.

26 dic

CESARE VIVALDI

A nun me sun scurdàu de ti, che ti me / disgevi, o màe, che “u ventu u nasceva / da e muntagne e u caàva in t’e maìne, / cu u ventu ti sei nascìüu ti”. Fasgeva / freidu, un utubre frèidu: u gh’èa in finestrun / darè au letu, e u ventu u ghe batteva / e sensa fin nìvue gianche. Dimme / se au ventu ti sei morta ti! Cureva / troppu u me cö cu u ventu. In t’e maìne / trövu a to ...

25 dic

IACOPO VITTORELLI

Guarda che bianca luna! / Guarda che notte azzurra! / Un’aura non sussurra, / non tremola uno stel. / L’usignoletto solo / va dalla siepe all’orno, / e sospirando intorno / chiama la sua fedel. / Ella, che il sente appena, / già vien di fronda in fronda, / e par che gli risponda: / “Non piangere, son qui”. / Che dolci affetti, oh Irene, / che gemiti son questi! / Ah! ...

24 dic

GASPARE VISCONTI

Qui se descriveno certi atti fatti tra gente inamorata ad una festa, et gesti che in specialità se fanno in alcuni balli, ma ben che tutti siano per poter excitare ogni sopito core a letitia, non di meno non si può lo amante senza la cosa amata inducere ad alcuno lieto pensere.                   Io vidi belle, adorne et zentil dame / al suon de ...

23 dic

BRUZIO VISCONTI

Senza la guerra di Fortuna ria, / la qual vincer si puote per valore, / non può mai gentil core / esser felice in stato alcun che sia. / Non ha diletto Iddio più grazioso / se volger degna li occhi suoi in terra, / com’è di riguardar un vertuoso / a cui l’aspra Fortuna faccia guerra; / e quanto più di male ella diserra / verso l’animo ch’è di valor pieno, / cotanto ’l cura ...

22 dic

GIORGIO VIGOLO

Sono belle le sere / quando la luce scende di colore / e dall'oro e dal viola / s’immerge nel turchino. / Ma questa grigia fine / di giorno sotto il cenere d’agosto / ha il pallore che scava il viso umano / un istante dopo la morte. / Dentro il cielo spettrale / i cipressi s’infiggono più neri / e più livido sotto le loro ale / si rizza il travertino / della chiesa che ...

21 dic

DOMENICO VENIER

Non punse, arse o legò stral, fiamma o laccio / d’Amor giammai sì duro e freddo e sciolto / cor, quanto ’l mio ferito, acceso e ’nvolto, / misero pur nell’amoroso impaccio. / Saldo e gelido più che marmo e ghiaccio, / libero in tutto io non temeva stolto / piaga, incendio o ritegno, e pur m’ha colto / l’arco, l’esca e la rete in ch’io mi giaccio. / E trafitto e distrutto e preso ...

20 dic

BENEDETTO VARCHI

Oggi, Signor, che dal mondo empio, errante, / coronato dell’arbor ch’io tanto amo, / tornasti al cielo, umil ti prego, e chiamo, / scarco de le mie colpe tali e tante. / Ben vedi, alto Signor, ch’esser costante / nel ben, come ora son, mai sempre bramo; / ma tanto è meco poi di quel d’Adamo, / ch’a resister per me non son bastante. / Porgi dunque, Signor, la santa mano / a me, ...

19 dic

ALFONSO VARANO

La fronte il cavo abete avea diritta / là dove il passeggier al lido ibero / su le salse di Gallia acque tragitta; / e i tesi lini a un aquilon leggiero / spiegando, qual se avesse ai fianchi penne, / radea col volo il liquido sentiero; / quando a gonfiar l’onde improvviso venne / turbin, e il mare fra i contrari venti / per dirotta fortuna alto divenne; / sì che i nocchieri al ...

18 dic

VANN’ANTÒ

“M’ama la bella mia, sempri m’arriri: / quannu vuògghiu, rispunni a la ciamata.” / “A la mia bella ci manca la firi, / nun ci po’ crirri, no, ri quantu è amata.” / “La mia bella è ’nu specciu, ca t’ammiri / e la to’ fiura c'è sempri stampata...” / “La mia gioia si viri e nun si viri: / e primavera ’n mienzu a l’'invirnata.” / “Iu vincii ni la ddutta ri l’amuri / ccu ’n attu ri ...

17 dic

CARLO VALLINI

O Settembre, nel bel parco silente / ove assorto al mio sogno un dì vagai, / fa’ ch’io rivegga ancora dai rosai / fiorir le rose, prodigiosamente. / Ch’io rioda tra i boschi dolcemente / gemer le mie fontane dolci lai / e le gelide statue che mai / mutano gesto, interrogarmi intente. / Irrompa tra i cipressi, per le aperte / finestre, nel castello, la sovrana / fiamma sanguigna del gran...

16 dic

DIEGO VALERI

Tutto il cielo cammina come un fiume, / grandi blocchi traendo di fiamma e d’ombra. / Tutto il mare rompe, onda dietro onda, / splendido, alle fuggenti dune. / L’albero, chiuso nel puro contorno, / oscuro come uno che sta su la soglia, / muto guarda, senza battere foglia, / gli spazi agitati dal trapasso del giorno.

15 dic

PATRIZIA VALDUGA

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami ... / comprimimi discioglimi tormentami ... / infiammami programmami rinnovami. / Accelera ... rallenta ... disorientami. / Cuocimi bollimi addentami ... covami. / Poi fondimi e confondimi ... spaventami ... / nuocimi, perdimi e trovami, giovami. / Scovami ... ardimi bruciami arroventami. / Stringimi e allentami, calami e aumentami. / Domami, ...

14 dic

ZACCARIA VALARESSO

C. Santi Numi del Ciel, io vi ringrazio; / ché se perdo il mio figlio, almen lo vedo / morir con una morte da tragedia. / M. Madre, voi lo sapete, e m’insegnaste, / che Meneceo, figlio a Creonte, scelse / per la felicità del ciel tebano / di propria man la volontaria morte; / onde d’applauso al nome / dell’invitto garzon il mondo è pieno. / Io per la libertà del mio paese / la vita posi...

13 dic

GIUSEPPE UNGARETTI

In agguato / in queste budella / di macerie / ore e ore / ho strascicato / la mia carcassa / usata dal fango / come una suola / o come un seme / di spinalba /             / Ungaretti / uomo di pena / ti basta un’illusione / per farti coraggio /             / Un ...

12 dic

UGUCCIONE DA LODI

Avaricia en ’sto segolo abunda e desmesura, / tradhiment et engano, avolteri e soçura: / çamai no fo la çente sì falsa ni sperçura, / qe de l’ovra de Deu unca no mete cura, / del magno Re de gloria qe sta sopra l’altura, / Quel per cui se mantien ognunca creatura. / Ben savì que ve dise la divina scritura: / tuti semo formadhi a la Soa figura. / Mai quel tegn eu per fole qe tropo s’...

11 dic

FAZIO DEGLI UBERTI

Io so’ la magra lupa d’Avarizia; / di cui mai l’appetito non è sazio, / ma quanto più di vita ho lungo spazio / più moltiplica in me questa tristizia. / Io vivo con sospetto e con malizia, / né lemosina fo, né Dio ringrazio. / Deh odi s’io mi vendo e s’io mi strazio, / che mor’ di fame e dell’oro ho dovizia. / Non ho parenti, né cerco memoria, / né credo sia diletto né più vivere / che ...

10 dic

DAVID MARIA TUROLDO

Ti sento, Verbo, risuonare dalle punte dei rami / dagli aghi dei pini dall’assordante / silenzio della grande pineta / - cattedrale che più ami - appena / velata di nebbia come / da diffusa nube d’incenso il tempio. / Subito muore il rumore dei passi / come sordi rintocchi: / segni di vita o di morte? / Non è tutto un vivere e insieme / un morire? Ciò che più conta / non è questo, non ...

09 dic

GIAN GIORGIO TRISSINO

La bella fronte colorita e bianca / de la mia donna impallidir vidd’io / il giorno che da lei mi dipartio, / come a chi cosa dilettevol manca; / dapoi con voce pargoletta e stanca / le dolce labbra sì soave aprio, / che solo in quelle ripensando, oblio / quant’è la vita in me gravosa e manca. / Il suon che nacque fuor di quelle rose / dicea: “Ti priego, almen, che vogli amarmi, / poiché...

08 dic

TRILUSSA

Cor venticello che scartoccia l’arberi / entra una foja in cammera da letto. / È l’inverno che ariva e, come ar solito, / quanno passa de qua, lascia un bijetto. / Jole, infatti, me dice: “Stammatina / me vojo mette quarche cosa addosso; / nun hai sentito ch’aria frizzantina?” / E cava fôri lo scialletto rosso, / che sta riposto fra la naftalina. / “M’hai conosciuto proprio co’ ’sto ...

07 dic

POMPONIO TORELLI

MEROPE: Figlio mio, amato figlio, ohimè infelice, / quasi t’ho offerto a dispietata morte. / Ahi, che mentr’io di te giusta vendetta / cercava, e del mio duolo e del mio pianto, / di raddoppiar cercava il pianto e ’l duolo. / Ohimè, s’io t’uccidea, / qual Acheloo con le sue lucid’onde / potea giamai lavare / così nefanda abbominevol colpa? / qual pena è così atroce, / dove fiammeggia la...

06 dic

NICCOLÒ TOMMASEO

Foglia, che lieve a la brezza cadesti / sotto i miei piedi, con mite richiamo / forse ti lagni perch’io ti calpesti. / Mentr’eri viva sul verde tuo ramo, / passai sovente, e di te non pensai; / morta ti penso, e mi sento che t’amo. / Tu pur coll’aure, coll’ombre, co’ rai / venivi amica nell’anima mia; / con lor d’amore indistinto t’amai. / Conversa in loto ed in polvere, o pia, / per ...

05 dic

MEO DE’ TOLOMEI

I’ son sì magro, che quasi traluco, / de la persona, ma più de l’avere; / amico né parente ho, che vedere / mi voglia, sol per ch’or non vesto il luco; / e già del mi’ poco i’ me ne conduco, / ch’è ’n viver di speranza ch’ho d’avere: / e di quel tempo avess’io de le pere, / ch’i mei non mi terranno così bruco. / Esser ho ricco, e ’l modo saper parmi: / mia madre, Ciampolino e ’l Zeppa ...

04 dic

Fulvio Testi

Carlo, quel generoso invitto core, / da cui spera soccorso Italia oppressa, / a che bada? a che tarda? a che più cessa? / Nostre perdite son le tue dimore. / Spiega l’insegne omai, le schiere aduna, / fa’ che le tue vittorie il mondo veggia; / per te milita il Ciel, per te guerreggia, / fatta del tuo valor serva, Fortuna. / La Reina del mar riposi il fianco, / si lisci il volto e s’...

03 dic

ARRIGO TESTA

Vostra orgogliosa ciera, / e la fera sembianza / mi trae di fina amanza, / e mettemi in errore. / Fammi tener manera / d’uomo, ch’è in disperanza, / che non ha in se membranza / d’ avere alcun valore. / E in ciò biasimo Amore, / che non mi dà misura, / vedendo voi sì dura / ver naturale usanza. / Ben passa costumanza; / ed è quasi for d’uso / l’affar vostro noioso / per levezza di ...

02 dic

DELIO TESSA

De quell nagott che foo, de quell’eterno / nagotta che mi foo, no me rebelli, / Olga, no me rebelli! o vita andada, / vita strascia de mi... viva l’inferno / alegher della toa gent desculada! / Dent in quell gran somenament de piattol / e de scimes, buttaa là come on roj, / ponzi sul lett di troj! o Capa-vacca, / o ti Olga dà a trà! A grann e a raccol / tirom a carettà ch’el se impocciacca / el ...

01 dic

PIERACCIO TEDALDI

La gaia donna che, del mio paese, / vidi fra l’altre donne ch’eran molte, / con velo in capo e colle treccie avvolte, / acconcia adornamente a la lucchese, / mirando in lei, subito il cor mi prese / colle bellezze c’ha nel viso accolte, / e tutte noie m’ha levate e tolte / e le virtù doblate e forte accese. / E ciò m’è divenuto, per che sembra / alquanto quella ch’era romagnola, / di cui a ...

30 nov

ANTONIO TEBALDEO

Non seranno i capei sempre d’or fino, / non seran sempre perle i bianchi denti, / non sempre aràn splendor gli occhi toi ardenti, / né sempre rose il bel volto divino. / Belleza è come i fior, che nel matino / son freschi e vaghi e poi la sera spenti, / né noi se renoviàn come i serpenti, / che nati son sotto miglior destino. / Deh, muta hormai questi costumi altieri, / ché i giorni ...

29 nov

ALESSANDRO TASSONI

Questa mummia col fiato, in cui natura / l’arte imitò d’un uom di carta pesta, / che par muover le mani e i piedi a sesta / per forza d’ingegnosa architettura, / di Filippo di Narni è la figura, / che non portò giamai scarpe né vesta / che fosser nuove o cappel nuovo in testa, / e centomila scudi ha su l’usura. / Vedilo col mantel spelato e rotto, / ch’ei stesso di fil bianco ha...

28 nov

TORQUATO TASSO

Ecco mormorar l’onde / e tremolar le fronde / e l’aura mattutina e gli arboscelli, / e sopra i verdi rami i vaghi augelli / cantar soavemente / e rider l’orïente: / ecco già l’alba appare / e si specchia nel mare, / e rasserena il cielo, / e le campagne imperla il dolce gelo, / e gli alti monti indora. / O bella e vaga aurora, / l’aura è tua messaggera, e tu de l’aura / ...

27 nov

BERNARDO TASSO

Deh sgombra co’ tuoi rai chiari e gelati / la nebbia che ricopre il bel terreno, / mentre col manto suo di stelle pieno / torna la notte a’ suoi soggiorni usati: / già le fiorite piaggie e i verdi prati / chiamano il raggio tuo almo e sereno, / bramosi de l’umor bagnarsi il seno, / che cade da’ tuoi crini inargentati. / Mostra l’alte bellezze e vesti il mondo / di luce, onde ne ...

26 nov

GALEAZZO DI TARSIA

Non così lieve piuma aere sereno, / spalmato legno queta onda marina, / rapido fiume che giù d’alpe inchina, / o piè veloce nudo aperto seno / solca, come il pensier che senza freno / nel verde fondo del suo error dechina, / né per aspro sentier, né per rovina / od interposto monte unqua vien meno. / Ma se va dietro al ver ch’a destra sorge, / quasi augel senza piume o pigro ...

25 nov

IGINIO UGO TARCHETTI

Ell’era così fragile e piccina / che, più che amor, di lei pietà sentìa; / d’angioletto parea la sua testina / così diafana ell’era e così pia. / Le orazioni dicea sera e mattina. / Di notte avea paura e non dormìa, / piacevanle le bacche di uva spina, / le chicche, e mi dicea “dolcezza mia”. / Ella era piena di delicatezze, / piangea di tutto e sorridea di tutto, / vivea di ...

24 nov

LUIGI TANSILLO

Strane rupi, aspri monti, alte tremanti / ruine, e sassi al ciel nudi e scoperti, / ove a gran pena pòn salir tant’erti / nuvoli in questo fosco aere fumanti; / superbo orror, tacite selve, e tanti / negri antri erbosi in rotte pietre aperti: / abbandonati, sterili deserti, / ov’han paura andar le belve erranti; / a guisa d'uom, che per soverchia pena / il cor triste ange, fuor ...

23 nov

GIOVAN FRANCESCO SUARDI

Quando i begli occhi di madonna scocca / quelle crudel saecte nel mio core, / apertamente si scerne di fore / ad uno ad uno ogni colpo che tocca; / né lacrime per gli occhi allor trabocca, / ma tremo e giaccio in sì focoso ardore / che, avendo perso il natural vigore, / rimango tramortito in forma sciocca. / Ché, s’io potessi trar qualche sospiro, / o qualche lacrimetta uscisse ...

22 nov

GIOVAN BATTISTA STROZZI

Candide nubi il sol tutte di rose / sparse nel suo sparire; / così già mi dipinse il mio desire / bianche guance amorose, / entro nel core; ond’io / le mie lagrime accolsi e più non dissi: / solo ben piansi e scrissi / (né sì forte, aspro e rio) / in questa scorza e ’n quella il dolor mio.

21 nov

TOMMASO STIGLIANI

Splendea d’alta finestra il viso adorno, / in cui natura ogni sua grazia pose; / qual, coronata di celesti rose, / appar l’aurora dal balcon del giorno. / Io, che sempr’erro al car’albergo intorno, / qual fanno intorno ad urna ombre dogliose, / fermo era, quando, avvista, ella s’ascose, / tutta vermiglia d’amoroso scorno. / E gettommi in ritrarsi un fior dal seno, / in atto che ...

20 nov

STEFANO PROTONOTARO

Pir meu cori alligrari, / chi multu longiamenti / senza alligranza e joi d’amuri è statu, / mi ritornu in cantari, / ca forsi longiamenti / ca forsi levimenti / da dimuranza turniria in usatu / di lu troppu taciri; / e quandu l’omu ha rasuni di diri, / ben di’ cantari e mustrari alligranza, / ca senza dimustranza / joi siria sempri di pocu valuri: / dunca ben di’ cantar ...

19 nov

GASPARA STAMPA

Io son da l’aspettar omai sì stanca, / sì vinta dal dolor e dal disio, / per la sì poca fede e molto oblio / di chi del suo tornar, lassa, mi manca, / che lei, che ’l mondo impallidisce e ’mbianca / con la sua falce e dà l’ultimo fio, / chiamo talor per refrigerio mio, / sì ’l dolor nel mio petto si rinfranca. / Ed ella si fa sorda al mio chiamare, / schernendo i miei pensier fallaci e ...

18 nov

MARIA LUISA SPAZIANI

Non chiedermi parole oggi non bastano. / Stanno nei dizionari: sia pure imprevedibili / nei loro incastri, sono consunte voci. / È sempre un prevedibile dejà vu. / Vorrei parlare con te - è lo stesso con Dio - / tramite segni umbratili di nervi, / elettrici messaggi che la psiche / trae dal cuore dell’universo. / Un fremere d’antenne, un disegno di danza, / un infinitesimo battere di ...

17 nov

SERGIO SOLMI

Entro la densa lente dell’estate, / nel mattino disteso che già squarciano / lunghi, assonnati e sviscerati i gridi / degli ambulanti, - oh, i bei colori! Giallo / di peperoni, oscure melanzane, / insalate svarianti dal più tenero / verde all’azzurro, rosee carote, / e vesti accese delle donne, e muri / scabri e preziosi, gonfi ippocastani, / acque d’argento e di mercurio, e in alto / ...

16 nov

NICCOLò SOLDANIERI

Come da lupo pecorella presa / spande il be be in voce di dolore / perch’allo scampo suo tragga il pastore, / simil piatà d’una ch’i’ presa avea, / la qual “ohmè” dicea con alti guai, / mi fé lasciarla: ond’io non poso mai. / E quel che di tal fatto più mi scorna / è ch’io raspetto il caso e que’ non torna. /

15 nov

ARDENGO SOFFICI

Dissolversi nella cipria dell’ordinotte / Con l’improvviso clamore dell’elettricità del gas dell’acetilene                                                                                   &...

14 nov

LEONARDO SINISGALLI

Pascal venne col solleone / a casa nostra / in sembianza di lattaio. / Non c’era la bottiglia. / E fece scivolare / sotto la porta di servizio / un breve saluto / scritto con un mozzicone di matita: / “Non ò trovato il vuoto”.

13 nov

SANDRO SINIGAGLIA

Era un plèd scozzese / più provato d’una bandiera / garibaldina. L’aprivi tu / (riquadrandolo poi) ed alcunché / a tratti nella mente mi vampiva / di due prische già visse vite / due giovani evedim / tra il Sur e il Sin / erranti oltre l’Horeb. /                             L’aprivi / tu sulle glebe insollite / sul ...

12 nov

VITTORIO SERENI

Non sa più nulla, è alto sulle ali / il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna. / Per questo qualcuno stanotte / mi toccava la spalla mormorando / di pregar per l’Europa / mentre la Nuova Armada / si presentava alle coste di Francia. / Ho risposto nel sonno: “È il vento, / il vento che fa musiche bizzarre. / Ma se tu fossi davvero / il primo caduto bocconi sulla spiaggia normanna ...

11 nov

SIMONE SERDINI

I non servati voti e i molti errori / ch’io ho commessi, fatti e perpetrati / contra di te, Maria, che m’hai già dati / mille scampi da morte e da dolori, / me fan sì ch’i’ vergogno a’ tuoi aiutori / ricorrer più. Ahimè! che tra i dannati / esser me par, se me seran negati / mo al maggior bisogno i tuoi favori. / Ma pur qualche speranza a me s’avviva / per la qual sol l’anima se conforta...

10 nov

SERAFINO AQUILANO

Non mi negar, signora, / di sporgermi la man, / ch’io vo da te lontan; / non mi negar, signora. / Una pietosa vista / può far ch’al duol resista / quest’alma afflicta e trista / [e] che per te non mora. / Non mi negar, signora... / Et se il vago volto / veder mi sarà tolto, / non creder sia disciolto, / benché lontan dimora. / Non mi negar, signora... / S’i’ vado in altra parte, / ...

09 nov

SENNUCCIO DEL BENE

L’alta bellezza tua è tanto nova, / chi subito ti vede isprende tutto: / ciascun altro piacer si fa distrutto / ch’allato al tuo di sé vogli far pruova. / Tu se’ colei ch’a ogni cosa giova; / in te ogni vertù fa suo ridutto, / radice ramo fronda fiore frutto / d’ogni dolcezza ch’al mondo si truova. / In compagnia di tua somma biltade / è gentilezza puritade e fede / e adornezza e ...

08 nov

GIOVAN LEONE SEMPRONIO

Tutta amor, tutta scherzo e tutta gioco, / il suo vermiglio crin Lidia sciogliea, / e un diluvio di fiamme a poco a poco / sovra l’anima mia piover parea. / E con ragion, s’io dal mio cor traea / mille caldi sospir languido e fioco, / succeder finalmente un dì devea / a vento di sospir pioggia di foco. / Certo costei nel tuo bel regno, Amore, / scioglie, quasi cometa, il crine ardente, /...

07 nov

GIUSEPPE GIROLAMO SEMENZI

Questo, che ’l Mondo omai piglia, e misura / da due Istanti, che son l’Innanzi, e ’l Poi, / annoda, e tragge a’ precipizi suoi / la vicenda passata, e la futura. / Ma l’una e l’altra ei pur arreca, e fura, / e mentre scorre Avanti, e vien Dappoi, / mostra il presente, e nol lassando a noi, / sì ratto va che dir non posso: ei dura. / Ecco il Tempo, e nel Tempo al Tempo cria / l’Eterno ...

06 nov

CAMILLO SCROFFA

Le tumidule genule, i nigerrimi / occhi, il viso peramplo et candidissimo, / l’exigua bocca, il naso decentissimo, / il mento che mi dà dolori acerrimi, / il lacteo collo, i crinuli, i dexterrimi / membri, il bel corpo symmetriatissimo / del mio Camillo, il lepor venustissimo, / i costumi modesti et integerrimi, / d’hora in hora mi fan sì Camilliphilo / ch’io non ho altro ben, altre ...

05 nov

TOTI SCIALOJA

   Nessun maggior dolore / che ricordare il tempo / felice - scarse rose / alla luce di un lampo. /    Uno specchio incoraggia / le rose a lume spento / - or le bagna la pioggia / in sogno e move il vento.

04 nov

SCHIAVO DI BARI

Femmina lusingarda è traditricie, / ch’ella non t’ama sì chom’ella dicie: / ghiottona non amar né bevitricie, /                                        né beffarda. / Femmina vana d’onni huom s’imbarda: / non ci méttere amor, ma te ne guarda: / lassala andare, che ’l mal fuoco l’arda. /  ...

03 nov

CAMILLO SBARBARO

Taci, anima stanca di godere / e di soffrire (all’uno e all’altro vai / rassegnata). / Nessuna voce tua odo se ascolto: / non di rimpianto per la miserabile / giovinezza, non d’ira o di speranza, / e neppure di tedio. Giaci come / il corpo, ammutolita, tutta piena / d’una rassegnazione disperata. / Non ci stupiremmo, / non è vero, mia anima, se il cuore / si fermasse,...

02 nov

GIROLAMO SAVONAROLA

Iesù, splendor del cielo e vivo lume, / Amor felice e santo, / d’ogni suave pianto / e d’ogni grazia fonte e largo fiume, / infiamma il mio cuor tanto, / ch’io pianga ai santi piedi cum Maria, / e sempre in te sospeso e fisso stia. / La tua clemente, dolce e bella mano, / candida e pura luce, / la qual Maria conduce / a lacrimar il tempo speso in vano, / con gran fulgor ...

01 nov

LUDOVICO SAVIOLI

O figlia alma d’Egioco, / leggiadro onor dell’acque, / per cui le Grazie apparvero / e ’l riso al mondo nacque; / o molle dea, di ruvido / fabbro gelosa cura, / o del figliuol di Cinira / beata un dì ventura; / teco il garzon, cui temono / per la gran face eterna, / ubbidïenza e imperio / soavemente alterna. / Accese a te le tenere / fanciulle alzan la mano: / sole ritrosa invocano ...

31 ott

SEBASTIANO SATTA

Incappucciati, foschi a passo lento / tre banditi ascendevano la strada / deserta e grigia, tra la selva rada / dei sughereti, sotto il ciel d’argento. / Non rumori di mandre o voci il vento / agitava per l’algida contrada. / Vasto silenzio. In fondo, Monte Spada / ridea bianco nel vespro sonnolento. / O vespro di Natale! Dentro il core / ai banditi piangea la nostalgia / di te, pur ...

30 ott

JACOPO SANNAZZARO

O gelosia, d’amanti orribil freno, / che in un punto mi volgi e tien sì forte, / o sorella de l’empia amara morte, / che con tua vista turbi il ciel sereno; / o serpente nascosto in dolce seno / di lieti fior, che mie speranze hai morte, / tra prosperi successi avversa sorte, / tra soavi vivande aspro veneno; / da qual valle infernal nel mondo uscisti, / o crudel mostro, o peste de’ ...

29 ott

9.

EDOARDO SANGUINETI

tutto sommato (scrisse), l’esistente, in generale (siamo nel ’26: / siamo nel mese di aprile), è una modesta imperfezione: (modesta, / certo, a paragone dell’immenso non esistente, del puro e semplice / niente): è un’irregolarità, una mostruosità: /                         &...

28 ott

LODOVICO SAN MARTINO D’AGLIE'

Sopia placido sonno, oblio de’ mali, / le cure e i sensi lusingando a Clori; / quando l’anima sua, nido d’Amori, / spiegò verso l’amante ambedue l’ali. / E suggendo da quei labri vitali, / ape amorosa, dolci, almi liquori, / parea stemprarsi ’n rugiadosi umori, / e pender tutta dai desir fatali. / E già colma di gioia, raddoppiava / vezzi a’ susurri, et a’ susurri i baci, / bramosa al ...

27 ott

GIUSEPPE SALOMONI

L’uomo è nel mondo un corridore umano, / e ’l cavalier che l’ammaestra è Dio, / che, se talvolta gli si fa restio, / col piè lo spinge in corso e con la mano. / E se talor precipitoso, insano, / s’aventa ove ’l trasporta il suo desio, / con duro fren, che di sua mano ordio, / dal mortal precipizio il tien lontano. / E se superbo calcitra e sdegnoso, / stancandolo per strade alpestri e ...

26 ott

GIANNOZZO SACCHETTI

Mettete dentro gli spezzati remi, / calate vele, o stanchi marinai: / fortuna cresce e ’l giorno passa omai, / lungo è il viaggio e non mi par che scemi. / Non ci lasciàn conducer ne gli stremi, / abandonati corpi pien di guai, / ove veder si può che sempre mai / convien che la sua vita fredda tremi. / E se volete seguire il cammino, / cercate di trovare altro padrone / che più di me ...

25 ott

FRANCO SACCHETTI

“O vaghe montanine pasturelle, / d’onde venite sì leg[g]iadre e belle? / Qual è ’l paese dove nate sète, / che sì bel frutto più che gli altri aduce? / Creature d’Amor vo’ mi parete, / tanto la vostra vista addorna luce! / Né oro né argento in voi riluce, / e, mal vestite, parete angiolelle.” / “No’ stiamo in alpe, presso ad un boschetto; / povera capannetta è ’l nostro sito; / col ...

24 ott

UMBERTO SABA

Ho parlato a una capra. / Era sola sul prato, era legata. / Sazia d’erba, bagnata / dalla pioggia, belava. / Quell’uguale belato era fraterno / al mio dolore. Ed io risposi, prima / per celia, poi perché il dolore è eterno, / ha una voce e non varia. / Questa voce sentiva / gemere in una capra solitaria. / In una capra dal viso semita / sentiva querelarsi ogni altro male, / ogni altra...

23 ott

RUSTICO FILIPPI

Oi dolce mio marito Aldobrandino, / rimanda ormai il farso suo a Pilletto, / ch’egli è tanto cortese fante e fino / che creder non déi ciò che te n’è detto. / E no star tra la gente a capo chino, / ché non se’ bozza, e fòtine disdetto; / ma sì come amorevole vicino / conoi venne a dormir nel nostro letto. / Rimanda il farso ormai, più no il tenere, / ch’e’ mai non ci verrà oltre tua ...

22 ott

RUGGIERI APUGLIESE

Genti, intendete questo sermone: / Rug[g]ieri à fatto la sua Passione. / Non trovai dritto né ragione / in quelle false persone, / cioè in Siena, là ’v’ io sono istato, / fue cresciuto e allevato: / da’ mei nemici fui akusato / al vescovo ed al kericato. / L’akusamento fue creduto, / iscritto e letto e ritenuto: / mandò per me el forte arguto; / non mi valse kascione né scuto. / Io ...

21 ott

GIOVANNI  RUCELLAI

I vasi ove lor fabbriche fan l’api, / o sien ne’ tronchi d’alberi scavati, / o ’n corteccie di sugheri, e di quercie, / ovver con lenti vimini contesti, / fa ch’abbian tutti le portelle strette / quanto più puoi: perché l’acuto freddo / il mel congela e ’l caldo lo risolve; / è l’un soverchio e l’altro nuoce all’api, / ch’amano il mezzo tra il calore e ’l gelo. / Né senza cagion ...

20 ott

BERARDINO  ROTA

Orribil verno in sen di primavera, / avoltoi al pensier, chiodi al cor fissi, / aspidi sotto fior, porpore e bissi / che riescon poi tela e vile e nera, / Cerbero, arpie, sirene, idra e chimera, / diluvi, terremoti, incendi, ecclissi, / ima profonda altezza, eccelsi abissi, / son della vita mia l’immagin vera. / Né però, perché al passo ultimo giunga / l’alma, uscir vuol della prigione ...

19 ott

NICCOLO' DE' ROSSI

Denari fano l’omo comparere, / denari el fingono scïencïato, / denari copreno zascun peccato, / denari mostran spender e tenere, / denari danno donne per godere, / denari [ten]gon l’anemo beato, / denari lo vile meten en stato, / dena[ri] gli enemici fan cadere. / E senza loro on’omo par asiso; / ch’ig rezzen tuto ’l mondo e la fortuna / e, se tu vòi, te manda en paradiso. / Unde sazzo...

18 ott

AMELIA  ROSSELLI

La passione mi divorò giustamente / la passione mi divise fortemente / la passione mi ricondusse saggiamente / io saggiamente mi ricondussi / alla passione saggistica, principiante / nell’oscuro bosco d’un noioso / dovere, e la passione che bruciava / nel sedere a tavola con i grandi / senza passione o volendola dimenticare / io che bruciavo di passione / estinta la passione nel ...

17 ott

SALVATOR  ROSA

Balordi senza senno che voi sète! / Mentre andate morendo de la fame / d’immortalare altrui vi persuadete, / e sète così grossi di legname / che non udite ognun moversi a riso / in sentirvi lodar le vostre dame: / stelle gl(i) occhi, arco il ciglio e cielo il viso, / tuoni e fulmini i detti e lampi i guardi, / bocca mista d’inferno e paradiso; / dir che i sospiri son bombe e petardi, / ...

16 ott

PAOLO  ROLLI

Solitario bosco ombroso, / a te viene afflitto cor / per trovar qualche riposo / fra i silenzi in quest’orror. / Ogni oggetto ch’altrui piace, / per me lieto più non è: / ho perduta la mia pace, / son io stesso in odio a me. / La mia Fille, il mio bel foco, / dite, o piante, è forse qui? / Ahi! La cerco in ogni loco; / e pur so ch’ella partì. / Quante volte, o fronde grate, / la vost...

15 ott

CECCARDO  ROCCATAGLIATA  CECCARDI

Argento grigio, cinerico argento, / pallor di solitaria onda di olivi / che si raccoglie a valle, ove i declivi / posano in un sopor d’ombra e di vento. / E odor di menta, odor umido e lento / di fieno, chioccolio roco di rivi / o di polla che ognor li riavvivi, / tra suon di augelli ne’ silenzi spenti. / O pace, o rivi, o ciottoli lucenti / d’acqua, quanto stupor! e che desio / di ...

14 ott

ANONIMO

Salva lo vescovo senato, lo mellior c’unque sia nato, / ce [dall’]ora fue sagrato tutt’allumina-l cericato. / Né Fisolaco né Cato non fue sì ringratïato, / e-l pap’ à llui [dal destro l]ato per suo drudo plu privato. / Suo gentile vescovato ben’è cresciuto e melliorato. / L’apostolico romano lo [sagroe in] Laterano. / San Benedetto e san Germano -l destinoe d’esser sovrano / de tutto regno...

13 ott

RITMO CASSINESE

Eo, sinjuri, s’eo fabello, / lo bostru audire compello: / de questa bita interpello / e•ddell’altra bene spello. / Poi ke’ nn altu m’encastello, / ad altri bia renubello / e•mmebe cendo [e] flagello. / Et arde la candela, sebe libera, / et altri mustra bïa dellibera. / Et eo, se ’nce abbengo culpa, jactio: / por vebe luminaria factio; / tuttabia me’nde abbibatio / e•ddico’nde quello ...

12 ott

NELO RISI

Saprò annodarmi la cravatta a farfalla? / bilanciare d’un sol colpo le bretelle / dietro le spalle? questo non altro / diceva il me stesso turbato quando / il mattino saltavo piedi nudi sul loro letto / e assistevo al rito / accucciato nello stampo ancora caldo / ignorando la mamma cui stavo accanto / per il papà riflesso nello specchio / col rasoio a mano libera su una guancia ...

11 ott

OTTAVIO  RINUCCINI

Arianna    Lasciatemi morire, / lasciatemi morire, / e che volete voi, che mi conforte / in così dura sorte, / in così gran martire? / Lasciatemi morire. / Coro    In van lingua mortale / in van porge conforto, / dove infinito è il male. / Ar.    O Teseo, o Teseo mio, / sì che mio ti vo dir, che mio pur sei, / benché t’involi, ahi ...

10 ott

CINO  RINUCCINI

In coppa d’or zaffir, balasci e perle, / cantar donna amorosa in verde prato, / e con vittoria cavaliere armato, / e fiammeggiare in ciel lucide stelle, / e fiera in selva con gaetta pelle; / leggiadro drudo da sua donna amato, / cantare in versi il suo benigno fato; / amanti donnear vaghe donzelle. / Tutto è nïente a veder questa dea, / che fa invidia al cielo onde è discesa / e di ...

09 ott

RICCIARDO DA BATTIFOLLE

Lieta finestra, avventuroso loco, / che mostrar mi solea l’alto lavoro / del bel viso celeste e ’l capo d’oro, / esca suave al mio ultimo foco; / ov’è ’l nostro signor ch’io sempre invoco, / mia speranza mia luce e mio tesoro? / Tu se’ priva di gloria e io m’accoro / E di doglia mi struggo a poco a poco; / Perch’io veggo cangiar modi e costume / nello stato suo novo a chi mi guida, / ...

08 ott

FRANCESCO REDI

Su voghiamo, / navighiamo, / navighiamo infino a Brindisi: / Arianna, brindis, brindisi. / Oh bell’andare / per barca in mare / verso la sera / di primavera! / Venticelli e fresche aurette, / dispiegando ali d’argento, / sull’azzurro pavimento / tesson danze amorosette, / e al mormorio de’ tremuli cristalli / sfidano ognora i naviganti a i balli. / Su voghiamo, / navighiamo, / ...

07 ott

CLEMENTE  REBORA

Dall’immagine tesa / vigilo l’istante / con imminenza di attesa – / e non aspetto nessuno: / nell’ombra accesa / spio il campanello / che impercettibile spande / un polline di suono – / e non aspetto nessuno: / fra quattro mura / stupefatte di spazio / più che un deserto / non aspetto nessuno. / Ma deve venire, / verrà, se resisto / a sbocciare non visto, / verrà d’improvviso, / ...

06 ott

MARIO  RAPISARDI

La falange noi siam de’ mietitori / e falciamo le messi a lor signori. / Ben venga il sol cocente, il sol di giugno, / che ci arde il sangue, ci annerisce il grugno, / e ci arroventa la falce nel pugno, / quando falciam le messi a lor signori. / Noi siam venuti di molto lontano / scalzi, cenciosi, con la canna in mano, / ammalati da l’aria del pantano / per falciare le messi a lor ...

05 ott

SILVIO  RAMAT

Sarete stanco, signor passeggero. / La notte è andata, e voi qui sul mio carro / tutta una tirata sotto le stelle. / Fa freddo? Queste che il rosa addolcisce / sono le mura di Recanati. / E queste le chiavi della città. / Entrate da solo, sarà affar vostro / orientarvi – il dedalo non è / nelle vie dove non si sente un grido / ma semmai nel cuore di chi sapete. / Il poco sole forse ...

04 ott

GIOVANNI  RABONI

1966

Siano con selvaggia compunzione accese / le tre candele. / Saltino sui coperchi con fragore i due / compari di spada compiuti uno / sei anni e mezzo, l’altro cinque / e io trentaquattro e la mamma trentadue / e la nonna, se non sbaglio, sessantotto. / Questa scena non verrà ripetuta. / La scena non viene diversamente effigiata. E chi / si sentisse esule o in qualche / ...

03 ott

LEONARDO  QUIRINI

Cadeva a poco a poco / giù dagli aerei campi / gelata pioggia e ne copriva i tetti, / quando l’idolo mio / ch'era in sublime loco, / vago pur di ferirmi, / non ritrovando altr’armi / a piagar più possenti, / s'accinse ad aventarmi / di quell’argenteo umor folgori algenti. / Aventava egli, ed io / benché cauto schermirmi / fui colto, oimè. Meravigliosi effetti: / sentii il gel ...

02 ott

GIOVANNI  QUIRINI

Se per alcun puro omo avenne mai / ch’el se obscurasse il sole over la luna / o aparesse istella, che fortuna / significhi mutar cun altrui guai; / dovean mostrarse magior segni assai / e novità men usa e men comuna / quando la morte sceva amara e bruna / estinse i chiari e luminosi rai / che uscian del petto adorno di vertute / del nostro padre e poeta latino / ch’avea in sé quasi ...

01 ott

SALVATORE  QUASIMODO

Forse è un segno vero della vita: / intorno a me fanciulli con leggeri / moti del capo danzano in un gioco / di cadenze e di voci lungo il prato / della chiesa. Pietà della sera, ombre / riaccese sopra l’erba così verde, / bellissime nel fuoco della luna! / Memoria vi concede breve sonno: / ora, destatevi. Ecco, scroscia il pozzo / per la prima marea. Questa è l’ora: / non più mia, arsi...

30 set

LUIGI  PULCI

Costor, che fan sì gran disputazione / dell’anima ond’ell’entri o ond’ell’esca, / o come il nocciuol si stia nella pesca, / hanno studiato in su ’n gran mellone. / Aristotile allegano e Platone / e voglion ch’ella in pace requiesca / fra suoni e canti, e fannoti una tresca / che t’empie il capo di confusïone. / L’anima è sol, come si vede espresso, / in un pan bianco caldo un pinocchiato...

29 set

ANTONIO  PUCCI

“Deh fammi una canzon, fammi un sonetto” / mi dice alcun ch’ha la memoria scema, / e parli pur che, datomi la tema, / i’ ne debba cavare un gran diletto. / Ma e’ non sa ben bene il mio difetto / né quanto il mio dormir per lui si strema, / ché prima ch’una rima del cor prema, / do cento e cento volte per lo letto. / Poi lo scrivo tre volte a le mie spese, / però che prima corregger lo ...

28 set

ANONIMO

La onça è una bestia mala e perigolosa: / cercare pòi lo segolo, no trovi peçor cosa; / d’ognunca crïatura este contrarïosa, / no’n faria una mestega quanti en terra posa. / La femena è contraria d’ogno castigamento, / pessima et orgoiosa e de forte talento: / anci poris tu volçere rea ploça o forte vento / ke femena traçési de lo so plaquimento. / Lo basalisco en li ogli sì porta lo ...

27 set

GIROLAMO  PRETI

Ei da la verde sponda / con un salto leggero alfin spiccossi / e guizzando ne l’onda / inargentò di bianca spuma il lago. / Quivi si pone audacemente a nuoto, / le belle braccia inarca, / e mentre or le ristrigne, or le distende, / con quell’arco d’avorio / de la ninfa, che ’l mira, il cor saetta. / Disfà poscia quell’arco, / e cangia forma al nuoto, / e con uffizio alterno / or ...

26 set

GIOVANNI  PRATI

Fumano i campi; la rugiada stilla / sull’erba nova; il cheto aere si desta / al sol che spunta, e con l’aletta in resta / il cardellino in cima al gelso trilla. / Al giocondo lavor sparsa è la villa / sui bruni solchi; pei declivi a festa / saltan le capre; e in seno a la foresta / le allegrie della caccia il corno squilla. / Questa è vita davver; questo è divino / elemento di forza all’...

25 set

EMILIO  PRAGA

Un lenzuolo di nebbia avvolge il cielo, / e la pioggia minuta e lenta cade; / le colline lontane han messo il velo, / e di fango si coprono le strade. / Piangono come vedove le biade, / e l’elegia, battendo stelo a stelo, / addormenta le selve e i nidi invade, / i nidi pieni di piume e di gelo. / Che narrano le gocce ai bruchi erranti? / Alle bucce che dice il vento fioco? / Oh nelle ...

24 set

ANTONIA  POZZI

A notte / un lento giro d’ombre rosse / alle pareti avviava i treni: tonfi / cupi d’agganci / al sonno si frangevano. / E lavava / lieve la corsa della pioggia il fumo / denso ai cristalli: sogni / s’aprivano continui, balenanti / binari lungo un fiume. / Ora ritorna / a volte a mezzo il sonno quel tuonare / assurdo / e per le mute vie serali, ai lenti / legni dei carri e dentro il ...

23 set

CARLO  PORTA

A proposet, Lustrissem, de vaccina, / ch’el senta s’el voeur rid questa che chì, / ch’el sarà on mes che la m’è occorsa a mì / in del fà vaccinà la Barborina. / Gh’eva in cà del dottor ona mammina / che l’eva in d’on fastidi de no dì / per sciarnì foeura el sit de fà insedì / i varoeul a ona sova piscinina. / Minga chì, perchè chì el dà tropp in l’oeucc, / minga là, perchè là se vedarà, ...

22 set

ANTONIO  PORTA

Quel cervo la vigile fronte penetrata nei dintorni / nel vasto prato rotondamente galoppando / s’avviò; a volo le lunghe erbe / da ogni parte afferrava finché l’erba / cicuta lo pietrificò. L’albero l’ossatura allargava / cercando spazio tra gli alberi; con il ciuffo in breve / di un palmo l’altezza superò della foresta: / due guardie forestali quello segnarono col marchio. / Che alla ...

21 set

ANGELO  POLIZIANO

I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattino / di mezzo maggio in un verde giardino. / Erano intorno vïolette e gigli / fra l’erba verde, e vaghi fior novelli, / azzurri, gialli, candidi e vermigli: / ond’io porsi la mano a côr di quelli / per adornare e mie biondi capelli, / e cinger di grillanda el vago crino. / Ma poi ch’i’ ebbi pien di fiori un lembo, / vidi le rose, e non pur d’un colore...

20 set

IPPOLITO  PINDEMONTE

Fonti e colline / chiesi agli dei: / m’udiro al fine, / pago io vivrò. / Né mai quel fonte / co’ desir miei, / né mai quel monte / trapasserò. / Gli onor che sono? / che val ricchezza? / Di miglior dono / vommene altier: / d’un’alma pura, / che la bellezza / della natura / gusta, e del ver. / Né può di tempre / cangiar mio fato: / dipinto sempre / il ciel sarà. / Ritorneranno ...

19 set

LORENZO  PIGNOTTI

Un miserabil uom carico d’anni, / e non pochi malanni, / portava ansante per sassoso calle / un gran fascio di legne sulle spalle. / Ecco ad un tratto il debol piè gli manca, / sdrucciola, e dentro un fosso / precipita, e il fastel gli cade addosso. / Con voce e lena affaticata e stanca / appella disperato allor la Morte, / che ponga fine alla sua trista sorte. / “Vieni, Morte”, dicea,...

18 set

ASCANIO  PIGNATELLI

Questi che son d’Amor chiare e lucenti / facelle, ond’arde e le saette affina, / occhi stelle del ciel, da cui destina / fato amoroso in noi glorie e tormenti, / tu celi, e rendi altrui languidi e lenti / gli effetti di tua luce alma e divina, / e tinto in rosso il sol notte vicina / dai rai minaccia intepiditi e spenti, / e ben notte è d’Amor questa, che sparse / le tue bellezze ...

17 set

PIETRO  DA  BARSEGAPE'

Po dix lo Segnor a dona Eva / una menaça molto fera: / “Multiplicarò li toi erore, / parturiré con gran dolore; / tu avrà sempre de to omo pagura, / el serà to segnore sança rancura”. / Or se volçe inverso l’omo; / brega ge dà in questo modo. / Dix: “Per ço che mi non obedisti, / a toa moier ancoi credisti, / maledhegia la terra sia / in la toa lavoraria! / Zermo nascerà garçon e ...

16 set

ALBINO  PIERRO

Mi fazze ’a cruce e zumpe e mi ni scorde / c'aqquè mi ci scrafàgne nda stì mure. / e a nu rilogge po’ ni deve ’a corde / e aspette ca ci sònete nd’u scure. / Uéra turnè di notte - com’u grille / ca pirdìvite ’a strète - a lu paìse, / e allè uéra pittè - cchi tanta scille / culurète, e chiangènne, - u paravise. / Ci uéra stè cch’i morte, com’ ’a nive / supre ll’ìrmice. u verne, cchi mmi ...

15 set

PIER  DELLA  VIGNA

Amore, in cui disio ed ho speranza, / di voi, bella, m’ha dato guiderdone, / e guardomi infinché vegna allegranza, / pur aspettando bon tempo e stagione. / Com’om ch’è in mare ed ha spene di gire, / e quando vede il tempo, ed ello spanna, / e già mai la speranza no lo ’nganna, / così facc’io, madonna, in voi venire. / Or potess’eo venire a voi, amorosa, / com’ lo larone ascoso, e non ...

14 set

FRANCESCO  MARIA  PIAVE

Questa o quella per me pari sono / a quant’altre d’intorno mi vedo; / del mio core l’impero non cedo / meglio ad una che ad altra beltà. / La costoro avvenenza è qual dono / di che il fato ne infiora la vita; / s’oggi questa mi torna gradita, / forse un’altra doman lo sarà. / La costanza, tiranna del core, / detestiamo qual morbo crudele; / sol chi vuole si serbi fedele; / non v’ha ...

13 set

PIER  MATTEO  PETRUCCI

Ti vagheggiano in Ciel l’alme beate / o somma Veritate. / Or se qui tra le tenebre non crede, / ma lumi e rai desia, / quando o dove avrà fé l’anima mia? / Che dunque è questa fede! / È luce oscura, è cecità che vede. /

12 set

FRANCESCO  PETRARCA

Erano i capei d’oro a l’aura sparsi / che ’n mille dolci nodi gli avolgea, / e ’l vago lume oltra misura ardea / di quei begli occhi, ch’or ne son sì scarsi; / e ’l viso di pietosi color farsi, / non so se vero o falso, mi parea: / i’ che l’ésca amorosa al petto avea, / qual meraviglia se di sùbito arsi? / Non era l’andar suo cosa mortale / ma d’angelica forma; e le parole / sonavan ...

11 set

CIRO  DI  PERS

Mobile ordigno di dentate rote / lacera il giorno e lo divide in ore, / ed ha scritto di fuor con fosche note / a chi legger le sa: Sempre si more. / Mentre il metallo concavo percuote, / voce funesta mi risuona al core; / né del fato spiegar meglio si puote / che con voce di bronzo il rio tenore. / Perch’io non speri mai riposo o pace, / questo, che sembra in un timpano e tromba, / mi ...

10 set

ANONIMO

Deh, avrestù veduto messer Piero, / poi che fu ’ nostro campo sbaraltato? / Tuo viso mostra pur che vi sie stato. / Deh non celare il vero all’angosciosa / e desolata sua madre che fie / fin al suo stremo die / nuda d’ogni allegrezza e di conforto; / ch'io ’l veggio alla tua faccia paurosa; / ma temi di recar novelle rie / e d’apportar bugie, / cioè che vogli dir vivo del morto. / Se...

09 set

SANDRO  PENNA

La mia poesia non sarà / un giuoco leggero / fatto con parole delicate / e malate / (sole chiazze di marzo / su foglie rabbrividenti / di platani di un verde troppo chiaro). / La mia poesia lancerà la sua forza / a perdersi nell’infinito / (giuochi di un atleta bello / nel vespero lungo d’estate). /

08 set

SILVIO  PELLICO

FRANCESCA. Eterno Iddio! / Che è questo mai? / PAOLO. T’amo, Francesca, t’amo, / e disperato è l’amor mio! / F. Che intendo? / Deliro io forse? che dicesti? / P. Io t’amo! / F. Che ardisci? Ah taci! Udir potrian... Tu m’ami! / Sì repentina è la tua fiamma? Ignori / che tua cognata io son? Porre in obblio / sì tosto puoi la tua perduta amante?... / Misera me! questa mia man, deh, lascia...

07 set

CESARE PAVESE

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi / questa morte che ci accompagna / dal mattino alla sera, insonne, / sorda, come un vecchio rimorso / o un vizio assurdo. I tuoi occhi / saranno una vana parola, / un grido taciuto, un silenzio. / Così li vedi ogni mattina / quando su te sola ti pieghi / nello specchio. O cara speranza, / quel giorno sapremo anche noi / che sei la vita e sei il nulla...

06 set

LUDOVICO  PATERNO

Dolci nidi d’amore, occhi lucenti, / occhi, che forza fate a tanti cori, / occhi, onde i vaghi e pargoletti amori / oprano duri ghiacci e strali ardenti; / occhi, al cui lume il dì veggionsi spenti / del padre de la luce i bei colori; / occhi, di leggiadria colmi e d’errori, / per voi quanti or son lieti, or son dolenti; / voi nel vostro apparire, occhi beati, / occhi sovra ’l mortal ...

05 set

GIRARDO  PATECCHIO

Noioso son, e canto de noio / qe me fai la rëa çent noiosa. / Eu veço l’omo, com’ l’è plui croio, / tant eleçe vita plui grecosa / en vestir e ’n parlar de regoio / e ’n far ogna causa desdegnosa. / Sì m’è noia, no sai que me faça, / q’ eu no trovo compagno qe•m plaça: / tanta noia me destrenz e abraça, / o’ qe•m sia, enoia me menaça. / Ben me noia e sta contra core / cativo omo ...

04 set

GIAN CARLO PASSERONI

Quasi ogni donna oggi vuole il suo cane, / e lo vuol di Parigi o di Bologna / o di Malta o d’altre isole lontane, / e molte n’han tre o quattro, se bisogna; / e taluna di lor che non ha pane, / non ha pan da mangiar, non si vergogna / di far patir la fame a’ figliuolini / per mantenere il cane a biscottini. / Quelle poi che non hanno carestia / de’ beni di fortuna, un poverello / ...

03 set

PIER  PAOLO PASOLINI

Ma che colpo al cuore quando, su un liso / cartellone... Mi avvicino, guardo il colore / già d’un altro tempo, che ha il caldo viso / ovale dell’eroina, lo squallore / eroico del povero, opaco manifesto. / Subito entro: scosso da un interno clamore, / deciso a tremare nel ricordo, / a consumare la gloria del mio gesto. / Entro nell’arena, all’ultimo spettacolo, / senza vita, con grigie ...

02 set

GIOVANNI PASCOLI

Il giorno fu pieno di lampi; / ma ora verranno le stelle, / le tacite stelle. Nei campi / c’è un breve gre gre di ranelle. / Le tremule foglie dei pioppi / trascorre una gioia leggiera. / Nel giorno, che lampi! che scoppi! / Che pace, la sera! / Si devono aprire le stelle / nel cielo sì tenero e vivo. / Là, presso le allegre ranelle, / singhiozza monotono un rivo. / Di tutto quel cupo...

01 set

SERGIO CORAZZINI

Perché tu mi dici: poeta? / Io non sono un poeta. / Io non sono che un piccolo fanciullo che piange. / Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio. / Perché tu mi dici: poeta? / Le mie tristezze sono povere tristezze comuni. / Le mie gioie furono semplici, / semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei. / Oggi io penso a morire. / Io voglio morire, ...

31 ago

Giusto de' Conti

Or che ogni piaggia prende il bel colore, / ride la terra, e il frutto a noi dispensa, / e col dì notte egualmente compensa / quel che di tanti effetti è solo autore. / Secche èn le mie speranze, e duolsi il core, / che frutto più di lor coglier non pensa, / ond’ io tal dentro sento doglia intensa, / che già varca il dover l’aspro dolore: / et pasco l’alma sol di meraviglia, / ...

30 ago

COMPIUTA DONZELLA

A la stagion che ’l mondo foglia e fiora / acresce gioia a tut’ i fin’ amanti: / vanno insieme a li giardini alora / che gli auscelletti fanno dolzi canti; / la franca gente tutta s’inamora, / e di servir ciascun trages’ inanti, / ed ogni damigella in gioia dimora; / e me, n’abondan marimenti e pianti. / Ca lo mio padre m’ha messa ’n erore, / e tenemi sovente in forte doglia: / donar ...

29 ago

CESARE PASCARELLA

E quello, allora, je fece er piacere / De portalli dar re, chìera un surtano, / Vestito tutto d'oro, co’ ’n cimiere / De penne che pareva un musurmano. / E quelli allora, co’ bone maniere, / Dice: “Sa? Noi venimo da lontano, / Per cui”, dice, “vorressimo sapere / Si lei siete o nun siete americano”. / “Che dite?” fece lui, “de dove semo? / Semo de qui, ma come so’ chiamati / ’Sti posti”...

28 ago

ALESSANDRO PARRONCHI

Fiochi albori rasentano la strada, / rigido è il biancospino alle ringhiere / delle ville deserte, un’eco solo / della lor vita rompono i latrati / la pace della notte: ecco, una lampada / che nessuno ha sospeso arde, scintilla / a un ignoto balcone. / E dai palazzi strascica nel lume / di luna una lontana / brigata, un soffio di scirocco porta / rumore di fontane / da una valle ...

27 ago

GIUSEPPE PARINI

Vero forse non è; ma un giorno è fama / che fur gli uomini eguali: e ignoti nomi / fur nobili e plebei. Al cibo al bere / all’accoppiarse d’ambo i sessi al sonno / uno istinto medesmo un’egual forza / sospingeva gli umani: e niun consiglio / nulla scelta d’obbietti o lochi o tempi / era lor conceduto. A un rivo stesso / a un medesimo frutto a una stess’ombra / convenivano insieme i primi...

26 ago

PIER FRANCESCO PAOLI

A me sen vien, per sua vaghezza eletto, / i primi ad imparar puri elementi, / costei che sa, bench’io li chiuda in petto, / legger ne la mia fronte i miei tormenti. / Ridice ella inesperta ogni mio detto, / ma tace, scaltra, a’ miei sospiri ardenti; / onde ascolto con pena e con diletto / d’eco muta e loquace i vivi accenti. / Talor taccio le note, e ’n dolce errore: / “Amo” le dico, ed ...

25 ago

ENRICO PANZACCHI

La voce tua m’arriva / Di sopra la muraglia umida e nera, / La tua voce pel caldo aere giuliva / Sotto il nitido sol di primavera. / Nell’aria si diffonde / Una gentil soavità d’amore, / Sulla nera muraglia che t’asconde / Spuntan le rame d’un mandorlo in fiore. / Mai non t’ho vista in volto, / Non so s’abbi nel cor gioia o tristezza. / Ma nelle note tue, mentre t’ascolto, / mi sembra ...

24 ago

PANUCCIO DEL BAGNO

Lasso di far più verso / son, poi veggi’ ogn’om manco / d’amor[e] far tuttor del dritto inverso: / ché, qual ten om più franco / di lealtate, perso / tosto fa, se veder se pò, del bianco. / Ché donna né converso / non so ’l cor aggia stanco / di ciò pensare e fare, und’è ben perso: / sicché “Vertù non branco” / pò dire, “ansi l’avverso”, / leal om, sì l’ha preso per lo fianco / ...

23 ago

ALDO PALAZZESCHI

Nazarene bianche, Nazarene nere. / Del fiume a le rive / si guardan da tanto i conventi, / si guardan con occhio di vecchia amicizia / le piccole torri, una bianca e una nera, / le suore s’incontran la sera, / la sera al crepuscolo. / Due volte s’incontran, le bianche e le nere, / sul ponte, sul ponte che unisce i conventi, / gli unisce da tanto per vecchia amicizia, / le piccole torri ...

22 ago

NERI PAGLIARESI

Su, al cielo, è ritornata / la sposa al verace sposo / e l’amore all’amoroso / e all’amante l’amata! / All’agnello immaculato / ita n’è l’umile agnella, / e ciò c’ha tanto bramato / con gran pace possiede ella. / E più luce questa stella / che dell’altre mill’e mille, / perché ’n più d’amor faville / per l’amante fu trovata. / Non faville, ma gran fiamma / fu l’amor di tal fornace, /...

21 ago

ELIO PAGLIARANI

Di là dal ponte della ferrovia / una traversa di viale Ripamonti / c’è la casa di Carla, di sua madre, e di Angelo e Nerina. / Il ponte sta lì buono e sotto passano / treni carri vagoni frenatori e mandrie dei macelli / e sopra passa il tram, la filovia di fianco, la gente che cammina / i camion della frutta di Romagna. / Chi c’è nato vicino a questi posti / non gli passa neppure per la ...

19 ago

BONAGIUNTA ORBICCIANI

Voi ch’avete mutata la mainera / de li piagenti ditti de l’amore / de la forma dell’esser là dov’era, / per avansare ogn’altro trovatore, / avete fatto como la lumera, / ch’a le scure partite dà sprendore, / ma non quine ove luce l’alta spera, / la quale avansa e passa di chiarore. / Così passate voi di sottigliansa, / e non si può trovar chi ben ispogna, / cotant’è iscura vostra ...

18 ago

ARTURO ONOFRI

Ecco il ritmo frenetico del sangue, / quando gli azzurri tuonano a distesa, / e qualsiasi colore si fa fiamma / nell’urlo delle tempie. / Ecco il cuor mio nella selvaggia ebbrezza / di svincolare in esseri le forme / disincantate a vortice di danza. / Ecco i visi risolti in fiabe d’oro / e in lievi organi d’ali. / Ecco gli alberi in forsennate lingue / contorcersi, balzar fra ...

17 ago

CECCO NUCCOLI

Io veggio ben la mia disavventura, / che per temenza perdo il mio desire, / e veggio ben che uom ch'è senza ardire, / suo pregio non acquista per paura. / Uom, ch’ ha coraggio, puote aver ventura, / e bene è matto chi perde per dire, / come chi crede di poter fuggire, / umiliando sempre la natura. / La gran temenza mi toglie ardimento / di dire a voi quello ch’io porto in core, / tal ho...

16 ago

GIACOMO NOVENTA

Nei momenti che i basi fermemo / No’ par gusto ma par riflession, / La me amante vol scriver i versi, / Che mi digo e me basta de dir. / Tuta nùa la se méte al lavoro, / Po’ la méte una blusa lisièra, / Po’ la ziga “Che fredi xé i versi”, / La stranùa, mi la baso, e bondì. / “Ah che curti che xé ’sti poemi!” / Dirà queli che ne lezerà, / “Ah che boni che gèra quei basi!” / Dirà ela... ...

15 ago

MARIO NOVARO

Pentecoste / campane del pomeriggio / lucido verde al sole / turchino di mare con sparse vele / nuvole chiare / delle selve d’ulivi respiro mite / e le campane / con tocchi chiari blandi / oh come tutto sarebbe felice / se potesse vanire / nel blando suono / delle campane.

14 ago

ANGIOLO SILVIO NOVARO

Si dice, Eugenio, che non hai saputo / guardare oltre la muraglia / che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia. / Per me quell’oltre tu l’hai percepito / l’hai collocato nel luogo sconosciuto / dove vapora la vita quale essenza. / Ora che vivi tra bionde trasparenze / il tuo messaggio sul futuro si è chiarito. / Non mostreremo più / agli azzurri specchianti del cielo / l’ansietà del volto...

13 ago

NICCOLO' DA CORREGGIO

L’aer, l’acqua, la terra e gli animali / se alegran tutti a la nova stagione. / Cantan le Nymfe, e qual serti compone, / altre per boschi van provando strali. / Solo per nui non son tempi vernali, / ma le Pliade stelle et Orione / regiano in celo, e qui in ceca prigione / pur mo demmo principio a’ nostri mali. / Vui, ucellin, che la stagion decora / fati co i versi e con suavi canti, / ...

12 ago

GIOVANNI BATTISTA NICCOLINI

La plebe è veltro / che feroce si fa nelle catene. / A libertà fai guerra; e allor ti è forza / temer lo schiavo che i suoi ceppi infrange: / poi le sue colpe gli rampogni, ed osi / chieder virtù, dove non son diritti. / Sacerdoti crudeli, a voi diletta / soffrir le colpe per crear rimorsi, / che padri sono di crudel ricchezza, / onde gemono i figli, e voi godete, / a donar poco e a ...

11 ago

ENRICO NENCIONI

Per tutta la campagna avea sfogato / i suoi furori il turbo - e campi e boschi / avea sì devastato, / che non parevan più quelli d’jeri. / Pei fangosi sentieri / sassi, e rami troncati, e svelte frondi / givan confusamente; / e il gonfiato torrente, / vinto ogni schermo, avea tutto allagato. / Al suolo infranti e pesti, / sotto il flagello della grandin fitta, / piangeano i rossi ...

10 ago

ADA NEGRI

Una foglia cadde dal platano, un fruscìo scosse / [il cuore del cipresso, / sei tu che mi chiami. / Occhi invisibili succhiellano l’ombra, s’infiggono / [in me come chiodi in un muro, / sei tu che mi guardi. / Mani invisibili le spalle mi toccano, verso / [l’acque dormenti del pozzo mi attirano, / sei tu che mi vuoi. / Su su dalle vertebre diacce con pallidi taciti / [brividi la follìa ...

09 ago

GIOVANNI GIROLAMO NADAL

Cantus primus, in quo auctor discribit tempus / quando opus istud agressus est et prohemizatur / ad totam leandrheridem istam / / Era già il tempo nel qual Phetone arse / per mal guidar la quadriga paterna, / onde nigra Ethïopia vide starse, / alor che la magior fiamma superna, / poscia che rosea surta era l’aurora / et ultimo nel cielo che si cerna / stavasi ancor Lucifero, ne l’hora ...

08 ago

ANTONIO MUSCETTOLA

Già come la sua fé, le vele a’ venti / scioglie fuggendo il mio Troiano infido / e ben dovea bramar ne l’acque il nido / chi d’amor disprezzò le fiamme ardenti; / ma vada pur tra’ liquefatti argenti, / li sarà dietro essanimata Dido, / il petto spargerà su questo lido / per seguirlo nel mar fiumi cocenti; / ma Ciel, se contr’ a’ rei t’armi di sdegno, / abbia da’ porti desïati esiglio / ...

07 ago

JACOPO MOSTACCI

Solicitando un poco meo savere / e con lui mi vogliendo diletare, / un dubio che mi misi ad avere, / a voi lo mando per determinare. / On’omo dice c’amor à potere / e gli coraggi distringe ad amare, / ma eo no [li] lo voglio consentire, / però c’amore no parse ni pare. / Ben trova l’om una amorositate / la quale par che nasca di piacere, / e zo vol dire om che sia amore. / Eo no li ...

06 ago

NERI MOSCOLI

Liggiadra donna, tanto ardente foco / non s’accese già mai en alcun core / quant’io per vostro onore / ve tegno ascoso, semblandome poco. / Tant’è ’l desio amoroso d’amare, / donna, voi senza pare, / che non porréa montare / tanto l’opera mai che fosse pare. / Né mi fuoron de ciò mai pene amare, / ma dolcissime e care, / perché son volontare, / e delletto me dà per voi penare; / onde ...

05 ago

LORENZO MOSCHI

Benedetta sia l’ora e la stagione / e l’anno e ’l mese e ’l dì ch’i’ fu’ legato, / da sì dolze catena incatenato / i’ fui d’Amore in eterna prigione. / Benedetta la pena e l’affrizione / che nel cor porto e quant’i’ ho sospirato / e tutte quelle cose che m’han dato / a farmi innamorar vera cagione. / Benedetta colei che co’ begli occhi / mi passò il cor e fé ch’i’ non potei / riparo ...

04 ago

ISABELLA DI MORRA

Ecco ch’un’altra volta, o valle inferna, / o fiume alpestre, o ruinati sassi, / o ignudi spirti di virtude e cassi, / udrete il pianto e la mia doglia eterna. / Ogni monte udirammi, ogni caverna, / ovunque io arresti, ovunque io mova i passi; / ché Fortuna, che mai salda non stassi, / cresce ognor il mio mal, ognor l’eterna. / Deh, mentre ch’io mi lagno e giorno e notte, / o fere, o ...

03 ago

MARINO MORETTI

Voglio cantare tutte l’ore grigie / in questa solitudine pensosa / mentre raduno ogni mia vecchia cosa / a riempir le mie vecchie valigie. / Oh le valigie, le compagne buone / dei poveri vïaggi in terza classe / vecchie, sfiancate, fatte con qualche asse / sottile e con la tela e col cartone. / Le camicie van qui da questa parte, / quaggiù ai colletti cerco di far posto, / lì le ...

02 ago

BERNARDO MORANDO

Vergine bella, / non vedi tu / che stanco il sonno appella / il tuo Giesù? / Deh dunque il Sonno intanto / s’inviti qui col canto. / O dolce Sonno / qui volgi il piè; / ché posa aver non ponno / senza di te / i dolci rai sereni; / vieni, deh Sonno, vieni. / O Sonnicello, / deh vola qui, / deh serra i lumi a quello, / ch’alluma il dì. / Vieni chiudi i bei rai, / vieni, deh vieni, ...

01 ago

VINCENZO MONTI

Donna, dell’alma mia parte più cara, / perché muta in pensoso atto mi guati, / e di segrete stille / rugiadose si fan le tue pupille? / Di quel silenzio, di quel pianto intendo, / o mia diletta, la cagion. L’eccesso / de’ miei mali ti toglie / la favella, e discioglie / in lagrime furtive il tuo dolore. / Ma datti pace, e il core / ad un pensier solleva / di me più degno, e della forte...

31 lug

MONTE ANDREA

Sì come i marinar’ guida la stella, / che per lei ciascun prende suo vïag[g]io, / e chi per sua follia si parte d’ella / radoppia tostamente suo danag[g]io: / la mia dritta lumera qual è, quella / che guida in terra me e ’l mi’ corag[g]io? / Voi, gentile ed amorosa pulzella, / di cui m’ha mess’ Amore in segnorag[g]io, / ché troppo è scura la mia via e fella / a gir, se vostra lumera non ...

30 lug

XII

EUGENIO MONTALE

Ti libero la fronte dai ghiaccioli / che raccogliesti traversando l’alte / nebulose; hai le penne lacerate / dai cicloni, ti desti a soprassalti. / Mezzodì: allunga nel riquadro il nespolo / l’ombra nera, s’ostina in cielo un sole / freddoloso; e l’altre ombre che scantonano / nel vicolo non sanno che sei qui. /

29 lug

FRANCESCO MARIA MOLZA

Tesseva un cerchio leggiadretto e lento / che legge prescrivesse al vago crine, / quand’ei fra l’onde d’or ferendo il vento, / ondeggia ed erra su le fresche brine, / la vaga Ninfa; ed ecco, in un momento / le compagne gridar a lei vicine: / “Fuggi, fiamma gentil degna d’Orfeo, / fuggi dal pastor fiero, ecco Aristeo”. / Ella, fuggendo, l’odorata pioggia / (di che il grembo s’ avea tanto ...

28 lug

PIETRO METASTASIO

Ecco quel fiero istante; / Nice, mia Nice, addio. / Come vivrò, ben mio, / così lontan da te? / Io vivrò sempre in pene, / io non avrò più bene; / e tu, chi sa se mai / ti sovverrai di me! / Soffri che in traccia almeno / di mia perduta pace / venga il pensier seguace / su l’orme del tuo piè. / Sempre nel tuo cammino, / sempre m’avrai vicino; / e tu, chi sa se mai / ti sovverrai di...

27 lug

ALDA MERINI

Amico dei nostri giorni migliori, addio / Giovane come noi / Malato di tormenti imprecisi / Hai portato l’America in Italia / Nelle nostre povere case / Quando non c’era niente / Quelle sere passate davanti alla televisione / Quelle noiosissime serate passate in casa / Erano rallegrate allora / da questa vivacissima marionetta / Che parlava l’inglese / Che parlava tutti i linguaggi ...

26 lug

LUIGI MERCANTINI

Eran trecento, eran giovani e forti, / e sono morti. / Me ne andava al mattino a spigolare / quando ho visto una barca in mezzo al mare: / era una barca che andava a vapore, / e alzava una bandiera tricolore. / All’isola di Ponza si è fermata, / è stata un poco e poi si è ritornata; / s’è ritornata ed è venuta a terra; / sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra. / Eran trecento … / ...

25 lug

BENEDETTO MENZINI

Aure lievi odorate, / figlie dell’alba amate, / che al ventilar dell’ali / lusingate i mortali; / il volo aure volgete / colà dove vedete / quella barchetta, quella / spalmata navicella, / che come il vello d’oro / sen porta il mio tesoro. / Voi, d’intorno alla prora, / qual d’intorno all’aurora, / aure lievi odorate / a suo favor spirate. / E in mar, che lieto ondeggia, / a suo ...

24 lug

dai MEMORIALI BOLOGNESI

Mamma, lo temp’è venuto / ch’eo me voria maritare / d’un fante che m’è sì plazuto / nol te podrïa contare. / Tanto me plaze ’l so fatto, / li soi portament’e i scemblanti / che, ben te lo dico entrasatto, / sempre ’l vorïa aver davanti; / e ’l drudo meo ad onne patto / del meo amor vòi’ che se vanti. / Matre, lo cor se te sclanti / s’tu me lo vòi contrariare. / Eo te ’l contrario en ...

23 lug

GIOVANNI MELI

Un Granciu si picava / di educari li figghi / e l’insosizzunava / di massimi e cunsigghi, / ’nsistennu: “V’àju dittu / di caminari drittu”. / Chiddi, ch’intenti avìanu / l’occhi in iddu e li miri, / cumprendiri ’un putìanu / “drittu” chi vulia diri; / sta idìa tra la sua cera / d’unni pigghiarla ’un c’era. / Iddu amminazza, sbruffa, / l’arriva a castïari, / ma sempri fici buffa: / ...

22 lug

LORENZO de' MEDICI

Quant’è bella giovinezza / che si fugge tuttavia! / Chi vuole esser lieto, sia, / di doman non c’è certezza. / Quest’è Bacco e Arïanna, / belli, e l’un dell’altro ardenti; / perché ’l tempo fugge e inganna, / sempre insieme stan contenti. / Queste ninfe e altre genti / sono allegri tuttavia. / Chi vuole esser lieto, sia, / di doman non c’è certezza. / Questi lieti satiretti, / delle ...

21 lug

MAZZEO DI RICCO

Sei anni ho travagliato / in voi, madonna, amare, / e fede v’ho portato / più assai che divisare / né dire vi poria. / Ben ho caro acat[t]ato / lo vostro inamorare, / che m’ha così inganato / con suo dolze parlare / ch’i’ già no ’l mi credia. / Ben mi menò follia / di fantin veramente, / che crede fermamente / pigliar lo sol ne l’agua splendïente / e stringere si crede lo splendore ...

20 lug

CHIARA MATRAINI

O luci del mio cor fidate e care, / come da gli occhi miei vi dipartiste / tacite, e nell’occaso vi copriste / eternamente, senza mai tornare! / Già non ponno veder più fosche, amare / notti quest’occhi, o sconsolate e triste, / di queste, ahi lassa, ch’al mio core apriste, / turbando l’ore mie serene e chiare. / Ben conobbi il mio duolo e ’l vostro caso / (o speranze qui prese ...

19 lug

PIETRO MASTRI

A fin di Marzo. Un cielo grigio; un vento / gelido; uno squallore sonnolento. / Ma vedo gli olmi, i grandi olmi coperti / come di scaglie tremole e minute, / che non son foglie ancora. E pei deserti / viali è un crepitìo come di secca / grandine: qualche uccello avido becca... / Son le sàmare lievi, che d’un volo / vago, ondulante, discendono al suolo, / chiuse nei fini lor ...

18 lug

LORENZO MASCHERONI

Quanto ne l’alpe e ne le aerie rupi / natura metallifera nasconde; / quanto respira in aria e quanto in terra, / e quanto guizza ne gli acquosi regni / ti fia schierato a l’occhio: in ricchi scrigni / con avveduta man l’ordin dispose / di tre regni le spoglie. Imita il ferro / crisoliti e rubin; sprizza dal sasso / il liquido mercurio; arde funesto / l’arsenico; traluce ai sguardi avari ...

17 lug

FAUSTO MARIA MARTINI

Annie dorme: un chiaror discreto / avvolge come in un segreto / la bruna testa, china giù / sullo scrittoio d’acajù. / Nell’ombra, un suo braccio scoperto / ancora tocca un libro aperto: / intorno a quella nudità / rosea, trema l’oscurità... / Annie, per quale lontananza / la dolce anima tua s’avanza, / mentre riposi, china giù / sullo scrittoio d’acajù?

16 lug

GIAMBATTISTA MARINO

Nera sì, ma se’ bella, o di Natura / fra le belle d’Amor leggiadro mostro. / Fosca è l’alba appo te, perde e s’oscura / presso l’ebeno tuo l’avorio e l’ostro. / Or quando, or dove il mondo antico o il nostro / vide sì viva mai, sentì sì pura, / o luce uscir di tenebroso inchiostro, / o di spento carbon nascere arsura? / Servo di chi m’è serva, ecco ch’avolto / porto di bruno laccio il ...

15 lug

FILIPPO TOMMASO MARINETTI

Veemente dio d’una razza d’acciaio, / Automobile ebbrrra di spazio, / che scalpiti e frrremi d’angoscia / rodendo il morso con striduli denti... / Formidabile mostro giapponese, / dagli occhi di fucina, / nutrito di fiamma / e d’olî minerali, / avido d’orizzonti e di prede siderali... / io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente, / scateno i tuoi giganteschi pneumatici, / per la ...

14 lug

BIAGIO MARIN

El m’ha batúo a la spala; / “son qua” l’ha dito con un fiào de vose; / pareva solo un alito de ruose, / el palpito d’un’ala. / Nissun no’ gera / e l’aria steva ferma e trasparente, / duta indoragia da la sera / che la caleva a refolade lente. / “Ma che tu vol, mio Dio, / adesso che fa sera, / e dorme za ogni nìo / e stanca xe la tera?” / Nissun m’ha più risposto / e me scoltevo el ...

13 lug

dal MARE AMOROSO

Adunque com’ farag[g]io, amor mio bello, / se voi non m’aleg[g]iate anzi ch’i’ cag[g]ia? / Consiglio prenderag[g]io di follia, / poi ch’ag[g]io messo il senno in ubrianza, / sì com’ lo struzzolo che lascia l’uovo, / poi che l’ha fatto, istare entro l’arena; / ch’io voglio far la dritta somiglianza / de l’albero che per troppo incarcare / scavezza e perde foglie e fiori e frutto, / e poi ...

12 lug

ALESSANDRO MANZONI

Ei fu. Siccome immobile, / dato il mortal sospiro, / stette la spoglia immemore / orba di tanto spiro, / così percossa, attonita / la terra al nunzio sta, / muta pensando all’ultima / ora dell’uom fatale; / né sa quando una simile / orma di piè mortale / la sua cruenta polvere / a calpestar verrà. / Lui folgorante in solio / vide il mio genio e tacque; / quando, con vece assidua, /...

11 lug

EUSTACHIO MANFREDI

Vergini che pensose a lenti passi / da grande ufficio e pio tornar mostrate, / dipinta avendo in volto la pietate, / e più negli occhi lagrimosi e bassi, / dov’è colei, che fra tutt’altre stassi / quasi Sol di bellezza e d’onestate? / al cui chiaro splendor l’alme ben nate / tutte scopron le vie d’onde al Ciel vassi? / Rispondon quelle: “Ah non sperar più mai / tra noi vederla: oggi il ...

10 lug

GOFFREDO MAMELI

Fratelli d’Italia, / l’Italia s’è desta; / dell’elmo di Scipio / s’è cinta la testa. / Dov’è la Vittoria? / Le porga la chioma; / ché schiava di Roma / Iddio la creò. / Stringiamci a coorte! / Siam pronti alla morte; / Italia chiamò. / Noi siamo da secoli / calpesti, derisi, / perché non siam popolo, / perché siam divisi. / Raccolgaci un’unica / bandiera, una speme: / di fonderci...

09 lug

GIROLAMO MALIPIERO

Era ’l giorno ch’al sol si scoloraro / per la pietà del suo fattore i rai, / quando in croce Iesù fisso guardai / sì che suoi dolci lacci mi legaro. / Tempo non mi parea da far riparo / contra colpi del ciel, però m’andai / pregion del sommo Amor, onde i miei guai / allor per vecchi errori incominciaro. / Trovommi Dio del senso disarmato, / e sol la via per gli occhi aperta al core, / ...

08 lug

GIANCARLO MAJORINO

è perché ora puoi passare la mano / su due volti / quello attuale, screpolato e liso, / e quello, dietro e dentro l’acqua del ricordo / tremolante smangiato, dell’antica / età, sembiante liscio quasi incontaminato, / che parli anche da solo / e spesso ti accovacci / nell’ombra del gran letto? / pure, certi momenti, coordinato tiri / entrambi e molti volti, molte voci, / e il...

07 lug

GIANFRANCESCO MAIA MATERDONA

Vedi, non che cader, precipitare / piogge d’immensi umor quasi d’un cielo, / che ne pungono il cor di dolce telo, / a gli orecchi sonore, a gli occhi chiare. / Liquida è l’onda e pur gelata appare, / né di lassù trabocca altro che gelo; / poi se ne forma un curvo e crespo velo, / che si frange in sui marmi e cangia in mare. / Vedi quel mar di quante spume abonda; / par che bolla anco il ...

05 lug

CELIO MAGNO

Ecco di rose a questa tomba intorno / aprir, quasi in su’ onor, pomposa schiera; / che ’l seno aprendo sembra dir: “Tal era / di colei che qui giace il volto adorno; / e tal ne sentian l’altre invidia e scorno / qual di noi gli altri fiori a primavera. / Cresceale il vanto odor d’onestà vera, / ch’in lei fea con Amor dolce soggiorno. / S’oltra ogni stil fiorisce in noi beltate / è perché...

04 lug

CARLO MARIA MAGGI

Par favv on pó de coeur, se n’hì besogn / contra i pagur che van attorna adess, / cont i solet spegasc del barba Togn, / ve scrivij de sta nogg on bell suzzess. / Innanz al matutin, l’ora che ’l sogn / ne strensc pù fort e ogni rumó rincress, / sti Monegh hin dà sù tugg in d’on colp, / come on pollé quand ghe va dent la Volp. / I lader, i ladron; corrì Fattor, / stanghé la porta ben, ...

03 lug

LORENZO MAGALOTTI

Burro freschissimo / quattr’once, Niside, / tante di mandorle / pelate e candide, / e tanto zucchero / pesa a rigor. / Tutto in mortaio / poi metti, e macina, / finché s’incorpori / la pasta, e leghisi, / e alquanto irrorala / d’acqua di fior. / Poi sopra spargivi, / in quel che girila, / vainiglia in polvere, / sol quanto sembrati / che servir possane / a darle odor. / Ciò ...

02 lug

MARCELLO MACEDONIO

La vista nel candor si sparge e scioglie, / ma forza acquista quando è fisa al nero; / però dal brun che cinge un fianco altero / la mia cotanto di conforto accoglie. / Pittor che ’l vanto a la natura toglie / finge ombre e lumi e quindi aguaglia il vero: / questa è pittura; io scorgo il magistero: / le membra i lumi son, l’ombre le spoglie. / Come talor suoi raggi spande intorno / il ...

01 lug

GIAMBATTISTA MACCARI

È un picciol orto fresco d’acqua viva / e d’un’erba verdissima che trema / al vento della sera. Un pergolato / tutto lo cinge, vi son frutta; il fico / molle di latte, pendono conserte / alle pere, le mele variopinte, / e sotto il verde di sue foglie il pesco / mostra le vaghe poma. In mezzo è un chiuso / d’arboretti che curvansi ne’ rami, / e dentro al fresco stan garzoni e donne / ...

30 giu

MARIO LUZI

Già colgono i neri fiori dell’Ade / i fiori ghiacciati viscidi di brina / le tue mani lente che l’ombra persuade / e il silenzio trascina. / Decade sui fiochi prati d’eliso / sui prati appannati torpidi di bruma / il colchico struggente più che il tuo sorriso / che la febbre consuma. / Nel vento il tuo corpo raggia infingardo / tra vetri squillanti stella solitaria / e il tuo ...

29 giu

GIAN PIETRO LUCINI

Bocca ermetica, parla! M’impaura / il silenzio. Occhi verdi e tenebrosi, / specchi lucenti e mobili all’oscura / anima tua; volete mai ch’io osi / a scuotervi col bacio? Fronte pura, / troppo pura e marmorea, l’orgogliosi / bianchi destini non segnàr la dura / tua costanza? Ah!... Un fremito?... T’imposi / sulla rossa cesarie ambo le mani. / Non m’hai guardato. Stan, come dei ceri, / ...

28 giu

GIACOMO LUBRANO

Con qual magia di cristallina lente, / picciolo ordigno, iperbole de gli occhi, / fa che in punti d’arene un Perù fiocchi, / e pompeggi da grande un schizzo d’ente? / Tanto piacevol più, quanto più mente: / minaccia in poche gocce un mar che sbocchi; / da un fil, striscia di fulmine che scocchi; / e giuri mezzo tutto un mezzo niente. / Così se stesso adula il fasto umano, / e per diletto...

27 giu

FRANCO LOI

Se mì nel camenà senti la mort, / lenta la lüna vègn nel sò savè, / che scüra dent a l’òm l’è la sua sort / e amur porta la lüna sensa véd... / Se mì nel resveliàm senti la mort, / l’è cum’ i ratt che van raspà la tèra / e lé l’è surda e ratt je lassa e orb. / Uh tì che tègn el piang nel vègn la sera, / alba luntana che sù pü se dorm, / l’indifferensa tua o la belessa / m’je porti ...

26 giu

PRIMO LEVI

Voi che vivete sicuri / Nelle vostre tiepide case / Voi che trovate tornando a sera / Il cibo caldo e visi amici: / Considerate se questo è un uomo / Che lavora nel fango / Che non conosce pace / Che lotta per mezzo pane / Che muore per un sì o per un no. / Considerate se questa è una donna, / Senza capelli e senza nome / Senza più forza di ricordare / Vuoti gli occhi e freddo il ...

25 giu

LODOVICO LEPOREO

Come aringa fiamminga over saracca / Amor mi sfuma e mi consuma e secca, / e col dardo d’un guardo il cor mi stecca, / e con la freccia sua mi sbreccia e spacca. / Lilla ria mi spupilla e mi spatacca / di quanti avea contanti nella zecca, / onde spesso interesso alla Giudecca / il mantello, il guarnello e la casacca. / Sovente di repente me la ficca, / mi rapina, e squattrina e mi ...

24 giu

GIACOMO LEOPARDI

Sempre caro mi fu quest’ermo colle, / e questa siepe, che da tanta parte / dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. / Ma sedendo e mirando, interminati / spazi di là da quella, e sovrumani / silenzi, e profondissima quiete / io nel pensier mi fingo; ove per poco / il cor non si spaura. E come il vento / odo stormir tra queste piante, io quello / infinito silenzio a questa voce / vo ...

23 giu

FRANCESCO DE LEMENE

Io parto, ma voi, / speranze, che fate? / partite o restate? / Se negate di partire / resterete col cor mio, / ma so ben ch’ho da morire, / se partendo ha da dir: “Speranze addio”. / Darmi pena maggiore Amor non puoi. / Io parto, ma voi, / speranze, che fate? / partite o restate? / Solo voi consolerete / lontananze tanto amare, / se con me vi partirete / e starete con me, speranze ...

22 giu

LAUDARIO DI CORTONA

Laude novella sia cantata / a l’alta donna encoronata! / Fresca vergene donzella, / primo fior, rosa novella, / tutto ’l mondo a te s’apella; / nella bon’or fosti nata. / Fonte se’ d’aqqua surgente, / madre de Dio vivente: / tu se’ luce de la gente, / sovra li angeli exaltata. / Tu se’ verga, tu se’ fiore, / tu se’ luna de splendore: / voluntà avemo e core / de venir a te, ornata! /...

21 giu

LAUDA DEI SERVI DELLA VERGINE DI BOLOGNA

Rayna possentissima,                 sovr’el cel si’ asaltaa. / Sovra la vita ançelica                 vu sij sanctificaa. / Scala de sapïencia,                 mare de reverencia, /                          ...

20 giu

BRUNETTO LATINI

S’eo son distretto inamoratamente / e messo jn grave affanno / assai più ch’io non posso soferire, / non mi dispero né smago neiente, / membrando che mi dànno / una buona speranza li martire, / com’eo degia guerire: / ché lo bon soferente / riceve usatamente / buon compimento delo suo disire. / Dunqua, s’io pene pato lungiamente, / non lo mi tegno a danno, / anzi mi sforzo ognora di ...

19 giu

LAPO GIANNI

“Eo sono Amor, che per mia libertate / venuto sono a voi, donna piagente, / ch’al meo leal servente / sue greve pene deggiate lenare. / Madonna, e’ no mi manda, e questo è certo; / ma io, vedendo ’l su’ forte penare / e l’angosciar che ’l tene in malenanza, / mi mossi con pietanza a voi vegnendo: / ché sempr’e’ tene lo viso coverto, / e gli occhi suoi non finan di plorare / e lamentar ...

18 giu

PAOLO LANFRANCHI

Un nobil e gentil imaginare / sì mi dis[c]ese ne la mente mia: / in verità (ch’eo alora dormia) / el me paria con la mia don[n]a stare / in un giardin, baciar e abracciare, / remos[s]a ciascuna altra vil[l]ania. / Ella dicea: «Tu m’hai in tua bailia; / fa’ di me, o amor, ciò che ti pare». / In quel giardin sì avea, da l’un canto, / un rosignol che dicea in s[u]o latino: / “Securamente ...

17 giu

LUIGI LAMBERTI

Pèra chi osò primiero, / fidato a briglie e a mal securo ingegno, / de l’indocil destriero / aggiogar la cervice a debil legno; / ond’alto assisi su volubil soglio, / ebbri d’insano orgoglio, / avvisaron quaggiù gli egri mortali / di farsi a Giove uguali. / O del fatal costume / artefice, cagion d’ ampie ruine, / te sul tartareo fiume / prema il flagel de le feroci Erine; / dunque, ...

16 giu

ANTON MARIA LAMBERTI

La biondina in gondoleta / l’altra sera g’ho menà; / dal piacer la povereta / la s’à in bota indormenzà. / La dormiva su sto brazzo, / mi ogni tanto la svegiava, / ma la barca che ninava / la tornava a indormenzar. / Fra le nuvole la luna / gera in cielo meza sconta, / gera in calma la laguna, / gera el vento bonazzà. / Una sola bavesela / sventolava i so caveli / e faceva che dai ...

15 giu

VIVIAN LAMARQUE

A vacanza conclusa dal treno vedere / chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna / la loro vacanza non è ancora finita: / sarà così sarà così lasciare la vita? / PS.: Siamo poeti / vogliateci bene da vivi di più / da morti di meno / che tanto non lo sapremo.

14 giu

PIERO JAHIER

Se i pavimenti odorano di ragia / se splende in ordine la sua povera casa / se respira nei fiori / se gli salta in collo il più chiaro bambino / se riposa / la gota fresca di bagno contro la sua mascella dura / forse m’incoronerà di uno sguardo / forse scioglierà in un sorriso la sua cura. / Ma chi conosce il suo pensiero / forse il suo desiderio si è già allontanato. / Voltati e ricevi...

13 giu

JACOPONE DA TODI

O iubelo del core, / che fai cantar d’amore! / Quanno iubel se scalda, / sì fa l’omo cantare, / e la lengua barbaglia / e non sa che parlare: / dentro non pò celare, / tant’è granne ’l dolzore. / Quanno iubel è acceso, / sì fa l’omo clamare; / lo cor d’amor è appreso, / che nol pò comportare: / stridenno el fa gridare, / e non virgogna allore. / Quanno iubelo ha preso / lo core ...

12 giu

JACOPO DEL PECORA

Veduti aresti ilustri fiorentini, / ch’eran con questa, e chiari gli conduce / la vita dove fûr già peregrini. / Più presso a llei nel carro era quel duce / e gloria de’ poeti, eccelso Dante, / che di tre lumi il mondo e ’1 ciel ne luce. / Dopo el qual seguitava le sue piante / quell’alma di costumi e virtù carca, / dottrina certa di ciascuno errante: / Francesco coronato, il gram ...

11 giu

JACOPO DA BIENTINA

Fortuna: A udirti parlar, Bartolin, godo; / ma i’ vo’ che tu sappi, io son Fortuna, / e sì ti vo’ far ricco in ogni modo. / Villano: Oh, i’ non ho più mai veduto ignuna / delle fortune! Vo’ sète pur bella, / da comparir dove fosse ciascuna. / I’ ve sento chiamar malvagia e fella, / i’ mi credeva che vo’ fussi el vento, / quando la casa e ’l tetto mi tempella. / Voletemi far ricco? I’ nol...

10 giu

Al novel tempo e gaio del pascore, / che fa le verdi foglie e’ fior venire; / quando li augelli fan versi d’amore, / e l’aria fresca comincia a schiarire; / le pratora son piene di verdore, / e li verzier cominciano ad aulire; / quando son dilettose le fiumane, / e son chiare sorgenti le fontane, / e la gente comincia a risbaldire; / che per lo gran dolzor del tempo gaio / sotto le ...

09 giu

GUITTONE D'AREZZO

Tuttor ch’eo dirò “gioi’”, gioiva cosa, / intenderete che di voi favello, / che gioia sete di beltà gioiosa / e gioia di piacer gioioso e bello, / e gioia in cui gioioso avenir posa, / gioi’ d’adornezze e gioi’ di cor asnello, / gioia in cui viso e gioi’ tant’amorosa, / ched è gioiosa gioi’ mirare in ello. / Gioi’ di volere e gioi’ di pensamento / e gioi’ di dire e gioi’ di far gioioso /...

08 giu

GUIDO GUINIZZELLI

Al cor gentil rempaira sempre amore / com’ a la selva ausgello i•lla verdura; / né fe’ amor anti che gentil core, / né gentil core anti ch’amor, Natura: / ch’adesso con’ fu ’l sole, / sì tosto lo splendore fu lucente, / né fu davanti ’l sole; / e prende amore in gentilezza loco / così propïamente / come calore in clarità di foco. / Foco d’amore in gentil cor s’aprende / come vertute in...

07 giu

GUIDO DELLE COLONNE

Amor, che lungiamente m’hai menato / a freno stretto senza riposanza, / alarga le toi retene in pietanza, / ché soperchianza - m’a vinto e stancato; / c’ho più durato - ch’eo non ò possanza, / per voi, madonna, a cui porto lianza / più che non fa assessino asorcotato, / che si lassa morir per sua credanza. / Ben este afanno dilittoso amare, / e dolze pena ben si pò chiamare: / ma voi, ...

06 giu

GIOVANNI GUIDICCIONI

Dal pigro e grave sonno, ove sepolta / sei già tanti anni, omai sorgi e respira; / e disdegnosa le tue piaghe mira, / Italia mia, non men serva che stolta. / La bella libertà, ch’altri t’ha tolta / per tuo non sano oprar, cerca e sospira; / e i passi erranti al cammin dritto gira / da quel torto sentier, dove sei volta. / Che se risguardi le memorie antiche, / vedrai che quei che i tuoi ...

05 giu

ALESSANDRO GUIDI

Non è costei dalla più bella idea, / che là su splenda, a noi discesa in terra; / ma tutto ’l bel che nel suo volto serra / sol dal mio forte immaginar si crea. / Io la cinsi di gloria, e fatta ho dea, / e in guidardon le mie speranze atterra; / lei posi in regno, e me rivolge in guerra, / e del mio pianto e di mia morte è rea. / Tal forza acquista un amoroso inganno; / ché amar ...

04 giu

OLINDO GUERRINI

Muoio. Cantan le allodole / ferme sull’ali nel profondo ciel. / e il sol d’ottobre tepido / albeggia e rompe della nebbia il vel. / Caldo di vita un alito / sale fumando dall’arato pian. / Muoio. Cantan le allodole / e le giovenche muggon di lontan. / La vostra lieta porpora, / roselline d’inverno, io non vedrò, / le carni mie si sfasciano... / Domani al mio balcon non tornerò.

03 giu

TONINO GUERRA

Pirìn dagli Évi l’à e’ nóm de su por bà / che a la su volta l’éva quèl de nòn, / insòma i Pirin dagli Évi in finés mai / e i féva un mél / ch’l’éva l’udòur dla ménta. / La chèsa a mèza còsta, / la è dalòngh da e’ paàis e da la vala. / Vuìlt a n savói che in Amèrica, in primavéra, / u i è i tréni ch’i pasa tal pianéuri quérti ’d móil e pésgh / e i pórta i bózz sagli évi / ch’al fa al ...

02 giu

BATTISTA GUARINI

Oh bella età de l’oro, / quand’era cibo il latte / del pargoletto mondo e culla il bosco; / e i cari parti loro / godean le greggi intatte, / né temea il mondo ancor ferro né tosco! / Pensier torbido e fosco / allor non facea velo / al sol di luce eterna. / Or la ragion, che verna / tra le nubi del senso, ha chiuso il cielo, / ond’è che il peregrino / va l’altrui terra, e ’l mar ...

01 giu

LUIGI GROTO

Or m’allegro, or m’attristo, or rido, or gemo, / di mia pena or m’affliggo, or mi compiaccio, / or m’adiro, or mi placo, or grido, or taccio, / or fuggo, or torno, or mi confido, or temo. / Ora moro, or rinasco, or’oso, or tremo, / or tento sciôrre, or lego io stesso il laccio, / or gelo, or ardo, or mi rilevo, or giaccio, / or mi glorio, or mi pento, or cresco, or scemo. / Or me stesso ...

31 mag

TOMMASO GROSSI

Rondinella pellegrina / che ti posi in sul verone, / ricantando ogni mattina / quella flebile canzone, / che vuoi dirmi in tua favella, / pellegrina rondinella? / Solitaria nell’oblio, / dal tuo sposo abbandonata, / piangi forse al pianto mio / vedovetta sconsolata? / Piangi, piangi in tua favella, / pellegrina rondinella. / Pur di me manco infelice / tu alle penne almen t’affidi, /...

30 mag

ANGELO GRILLO

Questi, c’hor rozzo agricoltor sossopra / volge con ferro vil giardini, ed horti; / fur già Circhi, e Theatri, a’ tuoi diporti / eletti, Roma, e tua mirabil’opra. / Così vien che trasformi il tempo, e copra / l’eccelse moli, e le città trasporti; / e son pompa de’ vivi anchor de’ morti / l’urne, e i sepolchri in cui beltà si scopra. / Tronchi Obelischi, e ruinate Terme, / guasti Colossi,...

29 mag

ANTON FRANCESCO GRAZZINI detto il LASCA

Io t’ho più volte detto, ser Tarsia, / che non giova esser dotto e letterato; / perocché chi non è dal ciel chiamato, / non ha mai, nel compor, verso né via. / Se tu non lasci andar la poesia, / dove tu sei dalla gente uccellato, / sappi ch’un dì sarai preso e legato, / e portato di peso in pazzeria. / Il peccar veramente è cosa umana / e l’ammendarsi angelica e divina; / l’ostinazion, ...

28 mag

ADRIANO GRANDE

Autunno la tua musica! / Un’uguale dolcezza in me discende / a quella che t’avvolge, o età dell’anno / che scendi a morte con mesta allegrezza. / Concedi ch’io mi accordi sui tuoi flauti. / Prestami una tua forma. / Dammi i tuoi frutti accesi: / una vite arrossata; od una pergola / dove io mi stenda e dorma. / Mi cullassero i rami d’una quercia, / nei tuoi profumi passeggeri e blandi /...

27 mag

ARTURO GRAF

Di nubi tra molle sfacelo / io vidi nel cielo una falce: / la falce era lucida, il cielo / d’un crudo biancore di calce. / Negli orti né frasca né tralce; / Sui campi né fiore né stelo... / Che tronca, che miete la falce, / La falce ch’io vidi nel cielo? / Non trema nell’ombra di gelo / La trista canzone del salce?... / È notte. Fa freddo. Nel cielo / Io vedo rotare una falce.

26 mag

GUIDO GOZZANO

Un bacio. Ed è lungi. Dispare / giù in fondo, là dove si perde / la strada boschiva, che pare / un gran corridoio nel verde. / Risalgo qui dove dianzi / vestiva il bell’abito grigio: / rivedo l’uncino, i romanzi / ed ogni sottile vestigio... / Mi piego al balcone. Abbandono / la gota sopra la ringhiera. / E non sono triste. Non sono / più triste. Ritorna stasera. / E intorno declina l...

25 mag

CORRADO GOVONI

Ecco che cosa resta / di tutta la magia della fiera: / quella trombettina, / di latta azzurra e verde, / che suona una bambina / camminando, scalza, per i campi. / Ma, in quella nota sforzata, / ci son dentro i pagliacci bianchi e rossi; / c’è la banda d’oro rumoroso, / la giostra coi cavalli, l’organo, i lumini. / Come, nel sgocciolare della gronda, / c’è tutto lo spavento della ...

24 mag

DOMENICO GNOLI

Giace anemica la Musa / sul giaciglio de’ vecchi metri. / A noi, giovani, apriamo i vetri, / rinnoviamo l’aria chiusa! / L’antico spirito? È morto. / Entro al sudario della storia / sta nel mausoleo della gloria: / e Lazzaro solo è risorto. / Pace alle cose sepolte! / E tu pure sei morto: il vento / dell’arte non gonfia due volte / la tua vela, o Rinascimento; / il vento ch’or le ...

23 mag

LEONARDO GIUSTINIAN

O anzoleta bella, / cantando e’ vegno a dire / el mio martire / e l’aspro mio dolore. / Più tempo son passato / per sta contrata sol per lo tuo amore; / ahi, lasso sventurato, / zelar convegno sto mio grande ardore! / Sol per lo tuo onore / convieme star secreto, / ma pur quïeto / languisco, o zentil fiore. / Dona, quando te vedo, / guardar non olso el tuo zentil aspeto; / laso, ch’...

22 mag

GIUSEPPE GIUSTI

Quasi obliando la corporea salma, / Rapita in Quei che volentier perdona, / Sulle ginocchia il bel corpo abbandona / Soavemente, e l’una e l’altra palma. / Un dolor stanco, una celeste calma / Le appar diffusa in tutta la persona; / Ma nella fronte che con Dio ragiona / Balena l’immortal raggio dell’alma; / E par che dica: se ogni dolce cosa / M’inganna, e al tempo che sperai sereno / ...

21 mag

8.

ALFREDO GIULIANI

Nei tardi pomeriggi di quegli anni, inforcato / il cappello nero di paglia sulle trecce a torciglio / sopra le orecchie, la nonna trascinava il bimbo / alle novene o al maggio mariano. Renitente / all’assurda costrizione dei ginocchi, stranito di noia, / trattenevo gli scalpiti del cuore nell’odore stordente / di cera e d’incenso tra i mormorii paurosi delle litanie / echeggiati sotto le ...

20 mag

GIOVANNI GIUDICI

Metti in versi la vita, trascrivi / fedelmente, senza tacere / particolare alcuno, l’evidenza dei vivi. / Ma non dimenticare che vedere non è / sapere, né potere, bensì ridicolo / un altro voler essere che te. / Nel sotto e nel soprammondo s’allacciano / complicità di visceri, saettano occhiate / d’accordi. E gli astanti s’affacciano / al limbo delle intermedie balaustre: / applaudono, ...

19 mag

MARCELLO GIOVANETTI

Chiome, qualor disciolte in foschi errori / da la fronte vi miro in giù cadenti, / e velate al mio sol gli aurei splendori, / siete nubi importune, ombre nocenti. / Ma s’in groppo accogliete i vostri orrori, / nera cote sembrate, ove pungenti / rende Amor le saette; e l’ambre e gli ori / vincete d’ogni crin, chiome lucenti. / Escon da’ vostri torbidi volumi, / come lampo talor da nube ...

18 mag

VIRGILIO GIOTTI

Davanti una vetrina, / che se spècia i colori / ciari de la matina, / ’na garzona ghe xe, col scatolon / sul brazzo, co la fronte sul lastron. / Sun una gamba sola / la sta; e el pie de l’altra, / lassada cascar mola, / la lo nina. Le scarpe che la ga / xe quele che la mistra ghe ga dà. / Dal viso solo un poco / se ghe vedi, un rosseto; / ’na rècia, el colo, un fioco. / Sora el ...

17 mag

Or quisti so’ li exerciti ke sempre se combacte / nu lor peregrinaiu. / L’unu è de Babillonia: per lu engannu e per l’arte / fay spissu gran dampnaiu, / ché homo né demonia né vitia de ria parte / ly pò stare in visaiu. / L’altru è de Yerosolima, ke porta arme sì facte / et aste de vantaiu. / Oramay ve diraio / le mortale ferute, / ke so’ quete et acute / perché fer spirtualmente. / ...

16 mag

GIACOMO DA LEONA

“Madonna, di voi piango e mi lamento, / ché m’ingannate, ond’io doglio sovente”. / “Messere, ed io doglio che da voi cento / fiate sono ingannata malamente”. / “Madonna, per voi ho pena e tormento / e dolor ne lo core e ne la mente”. / “Messere, gioco è ’l vostro ver ch’eo sento; / per voi m’encende el foco tropp’ardente”. / “Madonna, tutto avvèn per gelosia / per fin amare, ché ciascun ...

15 mag

GIACOMO DA LENTINI

Meravigliosa-mente / un amor mi distringe, / e mi tene ad ogn’ora. / Com’om, che pone mente / in altro exemplo pinge / la simile pintura, / così, bella, facc’eo, / che ’nfra lo core meo / porto la tua figura. / In cor par ch’eo vi porti, / pinta come parete, / e non pare difore. / O Deo, co’ mi par forte / non so se lo sapete, / con’ v’amo di bon core; / ch’eo son sì vergognoso / ...

14 mag

GIACOMINO PUGLIESE

Isp[l]endïente / stella d’albore / e pïagente / donna d’amore, / ben lo mio cor, c’ài in tua balìa, / da voi non si diparte, in fidanza; / or ti rimembri, bella, la dia / che noi fermammo la dolze amanza. / Bella, or ti sia / [a] rimembranza / la dolze dia / e l’alegranza / quando in diporto istava con vui, / basciando dicìa: “Anima mia, / lo dolze amore, ch’è ’ntra noi dui, / non ...

13 mag

GIACOMINO DA VERONA

Lo re de questa terra              sì è quel angel re’ / de Lucifèr ke diso:               “En cel metrò el me’ se’, / e serò someiento               a l’alto segnor De’”, / dond el caçì da cel               cun quanti ge çé dre’. / La cità è granda &...

12 mag

ALFONSO GATTO

Al freddo stretto i limoni movevano la luna d’alba / prossima ad esalare scialba nel cielo dei portoni. / Sulla finestra a grate, tra i rami d’arancio / portava il vento uno slancio di polle rosate: / i gerani smorti dal gelo trepidavano d’aria / sotto l’arcata solitaria illuminata dal cielo. / Ai monti pallidi d’ali sorgevano voci remote, / per strada le ruote dei primi carri, i fanali /...

11 mag

GARZO

Leone per franchezza / regn’a prodezza. / Lupo non cura / far preda in pastura. / Ladro che ’mbola / impes’è per la gola. / Lingua mendace / con Dio non ha pace. / Lancia a cavaliere / ed arco ad arciere. / Lievre con cane / poco permane. / Larghezza è grazïosa / sopr’ogni altra cosa. / Leggere e non intendere, / poco puo’ imprendere. / Lëaltade, in cui si truova, / di fin pregio...

10 mag

VERONICA GAMBARA

Poi che per mia ventura a veder torno / voi dolci colli, e voi, chiare e fresch’acque, / e tu, che tanto alla natura piacque / farti, sito gentil, vago ed adorno, / ben posso dire avventuroso il giorno, / e lodar sempre quel desio che nacque / in me di rivedervi, che pria giacque / morto nel cor di dolor cinto intorno. / Vi veggi’ or dunque, e tal dolcezza sento, / che quante mai dalla ...

09 mag

DINO FRESCOBALDI

Deh, giovanetta! de’ begli occhi tuoi, / che mostran pace ovunque tu li giri, / come può far Amor criar martiri / sì dispietati ch’uccidan altrui? / Come che v’entri prima, e’ n’esce poi / coperto, ch’uom non è che fiso ’l miri; / di saette fasciato e di sospiri, / il cuor mi taglia co’ riei colpi suoi. / L’anima fugge, però che non crede / che nel gravoso mal ched i’ sostegno / aggi’ ...

08 mag

VERONICA FRANCO

Come talor dal ciel sotto umil tetto / Giove tra noi qua giú benigno scende, / e perché occhio terren dall’alt’oggetto / non resti vinto, umana forma prende; / cosí venne al mio povero ricetto, / senza pompa real ch’abbaglia e splende, / dal fato Enrico a tal dominio eletto, / ch’un sol mondo nol cape e nol comprende. / Benché sí sconosciuto, anch’al mio core / tal raggio impresse del ...

07 mag

FRANCESCO DI VANNOZZO

O solitario, vago, ignoto cuco, / tuba d’amor, che per li verde prati / gli amanti svegli e fai tutti avisati / quando incomincia il dolce badaluco, / bench’io non sia caduto nel trabuco / di quei che sono a morte confinati, / quand’io rimembro e compagni passati, / odendo el canto tuo tutto me struco: / perché, guardando al ciel, bicorna luna / m’apparve tal, che quanto dura il giorno /...

06 mag

FRANCESCO D’ASSISI

Altissimu, onnipotente, bon Signore, / tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione. / Ad te solo, Altissimo, se konfano, / et nullu omo ène dignu te mentovare. / Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, / spetialmente messor lo frate sole, / lo qual’è iorno, et allumini noi per lui. / Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: / de te, Altissimo, porta ...

05 mag

FRANCESCO DA BARBERINO

Vuo’ tu valer? Or cessa / da questi altri otto vizi speciali: / cioè laudar li mali, / lo ben blasmar e rider d’altrui danno; / lusingamenti c’hanno / forte a la gente sagia dispiacere; / mentire in uso avere / ed a la fama de li buon detrare; / subdurre e seminare / discordia tra color ch’ènno una cosa; / e chi giamai non posa / in crescer guerra dov’ell’è già nata; / e chi parola ...

04 mag

UGO FOSCOLO

Né più mai toccherò le sacre sponde / ove il mio corpo fanciulletto giacque, / Zacinto mia, che te specchi nell’onde / del greco mar da cui vergine nacque / Venere, e fea quelle isole feconde / col suo primo sorriso, onde non tacque / le tue limpide nubi e le tue fronde / l’inclito verso di colui che l’acque / cantò fatali, ed il diverso esiglio / per cui bello di fama e di sventura / ...

03 mag

FRANCO FORTINI

Se volessi un’altra volta queste minime parole / sulla carta allineare (sulla carta che non duole) / dolore che le ossa già comportano / si farebbe troppo acuto, troppo simile all’acuto / degli uccelli che al mattino tutto chiuso, tutto muto / sull’altissima magnolia si contendono. / Ecco scrivo, cari piccoli. Non ho tendine né osso / che non dica in nota acuta: “Più non posso”. / Grande ...

02 mag

GIROLAMO FONTANELLA

Candidissima stella / che ’l silenzio tranquillo apri nel mondo / e pacifica e bella / rendi il fosco de l’ombre almo e giocondo, / e de l’umido sonno umida sposa, / abbracciando la notte, esci pomposa; / tu con provida cura / spargi d’alta virtù gravidi effetti; / tu, ne la notte oscura, / sagittaria del ciel, l’ombre saetti, / e, menando là su danze e carole, / scorri i lucidi campi,...

01 mag

LUCIANO FOLGORE

Papaveri di luce / avanti alle pupille. / Spille nel sangue. / D’intorno le case, / affondate / nei marciapiedi / liquefatti dal caldo. / Camminare evitando / colonne ubbriache di rosso, / sfondare col petto / semicerchi di solleone, / e invidiare l’ombra di un ragnatelo / ad un insetto addormentato.

30 apr

FOLGORE DA SAN GIMIGNANO

Di maggio sì vi do molti cavagli / e tutti quanti sieno affrenatori, / portanti tutti, dritti corritori; / pettorali e testiere di sonagli, / bandiere e coverte a molti intagli / e di zendadi di tutti colori; / le targe a modo degli armeggiatori; / vïuole e rose e fior, ch’ogn’uom v’abbagli; / e rompere e fiaccar bigordi e lance, / e piover da finestre e da balconi / in giù ghirlande ed...

29 apr

TEOFILO FOLENGO

O Zannina meo plus stralusenta badilo, / cur sguardaduris me, traditora, feris? / Sunt mihi tot raschi medio ventrone ficati, / occhiadas quoties das mihi saepe tuas. / Quales barberii video splendere bacinos, / aut qualis multum vanga drovata nitet, / sberlusenta quidem talis tua fazza scoraiat, / quisquis mostazzum vult doniare tuum. / Quando tibi miror guanzas rossore galantas, / “O ...

28 apr

VINCENZO DA FILICAIA

Se d’orologio, che non parla e gira / le ingegnose talor viscere d’oro, / siccome dentro io veggio, e quel sonoro / popol di ruote, che di fuor l’aggira, / così d’alma, che prega e non respira, / veder l’alto invisibile tesoro / potessi, e ’l sacro della Fé lavoro / in lei, che spera e crede, ama e desira, / vedrei le sante impazïenze, e i voti / e i deliqui amorosi, e del desio, / e ...

27 apr

LUIGI FIACCHI

Un fanciullin prendevasi / mirabile diletto / nello scherzar festevole / d’ un gatto giovinetto. / Ei gli porgea la tenera / amica man sovente, / cui la giocosa bestia / mordea soavemente. / E nell’infinto mordere / far gli solea mille atti / sconci così che un abile / buffon parea tra i gatti. / Ora in agguato stavasi, / or si movea pian piano, / or d’un salto avventavasi / sulla ...

26 apr

SEVERINO FERRARI

Un bel raggio di sole / mi s’è confitto in mente e uscir non vuole. / Mentre china al lavoro / guidavi con la man l’opra de l’ago / che in su la tela rapido scorrea; / il sole un raggio d’oro / t’intrecciò fra le chiome, e destò un vago / incendio a torno: il cuore mi dicea: / “Questa verace dea / or torna in cielo, e qui più star le duole”.

25 apr

FEDERICO II

“Dolze meo drudo, e vatène! / mio sire, a Dio t’acomando, / ché ti diparti da mene / ed io tapina rimanno. / Lassa, la vita m’è noia, / dolze la morte a vedere, / ch’io non penso mai guerire / membrandome fuor di gioia. / Membrandome che ten vai, / lo cor mi mena gran guerra; / di ciò che più disïai / mi tolle lontana terra. / Or se ne va lo mio amore / ch’io sovra gli altri l’amava:...

24 apr

GIOVANNI FANTONI

Lascia di Delfo la vocal cortina, / Febo, che lavi il biondo crin nel Xanto; / reca salute alla gentil Nerina, / padre del canto. / Langue il bel volto fra moleste doglie / qual bianco giglio che la grandin tocca: / rosa rassembra d’appassite foglie / l’arida bocca. / Se invan t’invoco, se al temuto sdegno / del freddo morbo la donzella cede, / voglio d’Averno per il muto regno / ...

23 apr

PIETRO DEI FAITINELLI

En bona verità, non m’è avviso, / avvegna ch’ello piaccia a la Scrittura, / che femmena pur veggia il paradiso, / non che v’appressi a far dentro calura; / né che Dio padre li formasse ’l viso / a simiglianza de la sua figura: / anzi fu, per sacramento preciso, / femmena dïabolica fattura. / La femmen’ è radice de l’enganno; / femmen’ è quella che ogni fraude affetta; / femmene pensan ...

22 apr

SCIPIONE ERRICO

Nuotava Filli, e i tremoli candori / per le liquide vie dolce spingea; / e, dispersi, arricchian l’onda nerea / de l’umidetto crin gli aurei fulgori. / Or tuffavasi audace, ed or s’ergea, / sparsa di perle i tumidetti avori; / era a veder, fra gli spumanti umori, / di più rara beltà nascente dea. / Ridean gli orridi scogli, e, d’amor piena, / quelle tenere sue nevi guizzanti / correa ...

21 apr

LUCIANO ERBA

Abito a trenta metri dal suolo / in un casone di periferia / con un terrazzo e doppi ascensori. / Questo era cielo, mi dico / attraversato secoli fa / forse da una fila di aironi / con sotto tutta la falconeria / dei Torriani, magari degli Erba / e bei cavalli in riva agli acquitrini. / Questo mio alloggio e altri alloggi / libri stoviglie inquilini / questo era azzurro, era spazio / ...

20 apr

Re Enzo

S’eo trovasse Pietanza / d’incarnata figura, / merzé li chereria / ch’a lo meo male desse alleggiamento; / e ben faccio accordanza / infra la mente pura / ca pregar mi varria, / vedendo lo meo umìle agecchimento. / Che dico, oïmé lasso, / spero in trovar merzede? / Certo meo cor non crede, / ch’eo sono isventurato / plu d’omo innamorato: / so che per me Pietà verria crudele. / ...

19 apr

La ienti de Sïòn plange e lutta; / dice: "Taupina, male so’ condutta / em manu de lo nemicu ke m’ao strutta". / La notti e la die sta plorando, / li soi grandezi remembrando, / e mo pe lo mundu vao gattivandu. / Sopre onni ienti foi ’nalzata / e d’onni emperio adornata, / da Deo santo k’era amata. / E li signori da onni canto / gìanu ad offeriri a lo templo santo, / de lo grandi onori ...

18 apr

BARTOLOMEO DOTTI

Luci caliginose, ombre stellate, / Luciferi ammorzati, Esperi ardenti, / Orioni sereni, Orse turbate, / mesti Polluci e Pleiadi ridenti; / soli etiòpi e notti illuminate, / limpidi occasi e torbidi orienti, / meriggi nuvolosi, albe infocate, / foschi emisferi ed Erebi lucenti, / ottenebrati lumi e chiare eclissi, / splendide oscurità, tetri splendori, / firmamenti in error, pianeti ...

17 apr

Un giorno er’ito el duca a suo diletto / e cavalcato a un nobile palazzo, / e la duchessa, sanza ingnun sospetto / prese messer Guglielmo per lo brazzo / e menosselo in zambra al lato al letto / ragionandosi insieme con sollazzo, / e per giuocar la donna e ’l cavaliere / fece venir gli scacchi e lo scacchiere. / Da poi ch’egli ebbon tre giuochi giuocato, / la duchessa. ch’amor sovente ...

16 apr

GIOVANNI DOMINICI

Di’, Maria dolce, con quanto disio / miravi ’l tuo figliuol, Cristo mie Dio? / Quando tu ’l parturisti senza pena, / la prima cosa, credo, che facesti, / tu l’adorasti, o di grazïa piena, / poi sopra ’l fien nel presepio ’l ponesti; / in pochi e pover panni lo ’nvolgesti, / maravigliando e godendo, cred’ io. / Oh quanto gaudio avevi, oh quanto bene, / quando tu lo tenevi nelle ...

15 apr

SALVATORE DI GIACOMO

Marzo: nu poco chiove / e n’ato ppoco stracqua: / torna a chiovere, schiove, / ride ’o sole cu ll’acqua. / Mo nu cielo celeste, / mo n’aria cupa e nera: / mo d’ ’o vierno ’e tempeste, / mo n’aria ’e primmavera. / N’auciello freddigliuso / aspetta ch’esce ’o sole: / ncopp’ ’o tturreno nfuso / suspireno ’e vviole... / Catarì!… Che buo’ cchiù? / Ntienneme, core mio! / ...

14 apr

ANGELO DI COSTANZO

Del re de’ monti a la sinistra sponda, / ove ancor Borea e il verno è sì possente / che né cantare alcun augel si sente, / né spuntar per li colli erbetta o fronda; / piango il mio duro esilio, e la gioconda / vita passata, e le speranze spente; / e la cagion del mio viver dolente / chiamo sempre, e non è chi mi risponda. / Solo un conforto trovo in tanta pena, / che in ogni ...

13 apr

Sì com’altr’uomini vanno, / ki per prode e chi per danno, / per lo mondo tuttavia, / così m’andava l’altra dia / per un cammino trastullando / e d’un mio amor già pensando / e andava a capo chino. / Allora uscìo fuor del cammino / ed intrai in uno sentieri / ed incontrai duo cavalieri / de la corte de lo re Artù, / ke mi dissero: “Ki sse’ tu?” / E io rispuosi in salutare:...

12 apr

MARIO DELL’ARCO

È cascato pe sbajo sopra ar Tevere. / A pollo a la spalletta / l’angeli de vedetta / e a l’imbocco san Pietro co’ la chiave, / san Paolo co lo stocco. / Sotto ar sole, san Pietro corre er rischio / de scottasse la coccia / e un ber giorno se scoccia: / un soffio ne la chiave, e manna un fischio. / Qui, san Paolo deciso / taja la corda all’ancora / e l’angeli ar segnale ...

11 apr

FEDERICO DELLA VALLE

Già lungo spazio veggio / pender su ’l capo mio l’acuta punta / di così ingiusto ferro. / E quasi peregrin, ch’al far de l’alba / si consigli lasciar notturno albergo, / fra le tenebre ancor s’adatta e veste / il duro piede et a l’incurve spalle / impone il picciol fascio, ove ravolte / porta le sue fortune, indi, ripresa / la sua compagna verga, solo attende / che s’apra l’...

10 apr

GIOVANNI DELLA CASA

O dolce selva solitaria, amica / de’ miei pensieri sbigottiti e stanchi, / mentre Borea ne’ dì torbidi e manchi / d’orrido giel l’aere e la terra implica, / e la tua verde chioma ombrosa, antica, / come la mia, par d’ognintorno imbianchi, / or, che ’nvece di fior vermigli e bianchi / ha neve e ghiaccio ogni tua piaggia aprica, / a questa breve e nubilosa luce / vo ripensando che...

09 apr

LIBERO DE LIBERO

Alberi, o voi scroscianti di foglie / come d’acqua verdi fontane, / io dico la bella condizione / di voi in questa corte silvestre, / ov’io m’aggiro ricco di pensieri. / Alberi, e quanto fuoco vi spinge / verso un celeste disegno / e quale pietà vi piega / verso il taciturno che implora / da voi, alberi, salute.

08 apr

PIETRO JACOPO DE JENNARO

Giunge la notte e tutto il mondo imbruna / e dell’usate stelle il cielo adorna, / e finché in altra parte il sol sogiorna, / acquieta ogni animal sotto la luna. / Lasso, ch’io solo alora posa alcuna / non truovo mai, per l’aspido che torna / a consumarmi, e poi che ’l dì ritorna, / piango sempre d’amore e di fortuna. / Ai perfida selvagia, che speranza / aver vorrà di te chi non...

07 apr

CHIARO DAVANZATI

Come Narcissi, in sua spera mirando, / s'inamorao per ombra a la fontana; / veg[g]endo se medesimo pensando, / ferìssi il core e la sua mente vana; / gittòvisi entro per l’ombria pigliando, / di quello amor lo prese morte strana: / ed io, [la] vostra bieltà rimembrando / l’ora ch'io vidi voi, donna sovrana, / inamorato son sì feramente, / che, poi ch’io voglia, non poria partire...

06 apr

LORENZO DA PONTE

Madamina, il catalogo è questo / delle belle che amò il padron mio; / un catalogo egli è che ho fatt’io; / osservate, leggete con me. / In Italia seicento e quaranta; / in Almagna duecento e trentuna; / cento in Francia, in Turchia novantuna; / ma in Ispagna son già mille e tre. / V’han fra queste contadine, / cameriere, cittadine, / v’han contesse, baronesse, / marchesine, ...

05 apr

Venite, polcel’ amorosa, / madona, vinit a la dansa, / mostrati la vostr’alegrança, / si como vu siti çoyosa. / Vinite, polçel’, a balare, / façando la rota venir: / la çent fariti alegrari; / mostrati lo vostro savire. / L’or ch’è rescuso non pari: / nesun valor pò-l aviri. / Per De’, non deçati teniri / li vostri beleci celati: / po’ che da De’ vi son dati, / no li ...

04 apr

DANTE DA MAIANO

Rosa e giglio e fiore aloroso, / perché ancidete lo vostro servente? / Ché piango e chero voi, viso amoroso, / perciò che tutto son vostro ubidiente. / Quando lo guardo, fammi star pensoso, / tant’è gioioso, fresco ed avenente: / volere e core meo, sie coraggioso, / perch’ami lo rubino sprendïente. / E sprendïente siete come ’l sole, / angelica figura e dilicata, / ch’a tutte ...

03 apr

GABRIELE D’ANNUNZIO

Fresche le mie parole ne la sera / ti sien come il fruscìo che fan le foglie / del gelso ne la man di chi le coglie / silenzioso e ancor s’attarda a l’opra lenta / su l’alta scala che s’annera / contro il fusto che s’inargenta / con le sue rame spoglie / mentre la Luna è prossima a le soglie / cerule e par che innanzi a sé distenda un velo / ove il nostro sogno giace / e par ...

02 apr

FRANCESCO DALL’ONGARO

C’era una volta un re e una regina, / che al sol vederli passava la fame. / Vivean a starne, vestivan di trina / per la felicità del lor reame, / quando la gente non avea farina, / lo re diceva mangiate pollame. / Lo re può fare e disfar ciò che vuole, / noi siam nati per far ombra al sole. / Lo re può fare e la pace e la guerra, / e noi siam nati per andar sotterra… / Passa ...

01 apr

TOMMASO CRUDELI

Io me ne stava in fondo / d’una cava spelonca al mare in riva, / e dell’ondoso mondo / al popol notatore / con amo adescatore / la dolce vita insidiando giva; / e già traeva fuore / dall’umido elemento / colla squamma d’argento / un pesce palpitante, / quand’ecco a me davante / vergine comparire / di grazia e di beltà fresca e ridente, / che sì mi prese a dire: / “Tu, ...

31 mar

GIULIO CESARE CROCE

Ed un Ovidio antico, il qual aveva / rotte assai carte, mi venne donato / da un vicin nostro, ch’il mestier faceva / del piccicagnol, qual l’avea comprato / con altri scartafacci, per oprarlo / a vender grasso e cascio al modo usato. / Figurat’era, a tal ch’a rivoltarlo / presi, e vedendo in tante forme strane / i Dei cangiar, gran gusto ebbi a mirarlo. / Onde legge e rilegge ...

30 mar

MATTEO CORREGGIAIO

Deh, che faranno gli occhi miei lontani, / donna, del vostro viso in tanta guerra? / Se morte non li serra, / non veggo ch’altra pace mai li sani. / Ben debbe pianger dolorosamente, / più che dolersi, l’amoroso core / di questa lontananza ond’io mi trovo; / ma il cor pur vede col pensier sovente / col bello imaginar l’alto valore / dal quale, Amor, giammai non mi rimovo; / ma ...

29 mar

COMPAGNETTO DA PRATO

“Per lo marito c’ò rio / l’amor m’è ’ntrato in coragio; / sollazo e gran bene ag’io / per lo mal che con lui agio: / ca per lo suo lacerare / tal penser’ò [e]o no l’avia, / ché sono presa d’amare, / fin’amante agio in balia, / che ’n gran gioia mi fa stare. / Geloso, bat[t]uta m’ài, / piaceti di darmi doglia, / ma quanto più mal mi fai, / tanto il mi metti più in voglia. ...

28 mar

VITTORIA COLONNA

Parmi che ’l sol non porga il lume usato, / né che lo dia sì chiaro a sua sorella; / non veggio almo pianeta o vaga stella / rotar lieto i bei rai nel cerchio ornato. / Non veggio cor più di valor armato, / fuggito è ’l vero onor, la gloria bella / nascosta e le virtù giunte con ella, / né vive in arbor fronde o fiore in prato. / Veggio turbide l’acque e l’aer nero; / non scalda...

27 mar

CINO DA PISTOIA

Angel di Deo simiglia in ciascun atto / questa giovane bella, / che m’ha con gli occhi suoi lo cor disfatto. / Di cotanta vertù si vede adorna, / che qual la vuol mirare, / sospirando convene il cor lassare. / Ogni parola sua sì dolce pare, / che là ’ve posa torna / lo spirito, che meco non soggiorna, / però che forza di sospir lo storna, / sì angoscioso è fatto / quel loco,...

26 mar

CIELO D’ALCAMO

“Rosa fresca aulentis[s]ima ch’apari inver’ la state, / le donne ti disiano, pulzell’e maritate: / tràgemi d’este focora, se t’este a bolontate; / per te non ajo abento notte e dia, / penzando pur di voi, madonna mia.” / “Se di meve trabàgliti, follia lo ti fa fare. / Lo mar potresti arompere, a venti asemenare, / l’abere d’esto secolo tut[t]o quanto asembrare: / avere me non pòteri a ...

25 mar

GABRIELLO CHIABRERA

Belle rose porporine, / che tra spine / sull’aurora non aprite; / ma, ministre degli Amori, / bei tesori / di bei denti custodite; / dite, rose prezïose, / amorose; / dite, ond’è, che s’io m’affiso / nel bel guardo vivo ardente, / voi repente / disciogliete un bel sorriso? / è ciò forse per aita / di mia vita, / che non regge alle vostr’ire? / O pur è perché voi siete / tutte ...

24 mar

MELCHIORRE CESAROTTI

Stella maggior della cadente notte, / deh come bella in occidente splendi! / e come bella la chiomata fronte / mostri fuor delle nubi, e maestosa / poggi sopra il tuo colle! E che mai guati / nella pianura? I tempestosi venti / di già son cheti, e ’l rapido torrente / s’ode soltanto strepitar da lungi, / che con l’onde sonanti ascende e copre / lontane rupi: già i notturni insetti / ...

23 mar

LUIGI CERRETTI

Bella in siepe frondosa / è la fiorita spina, / allor che rugiadosa / fuor de l’eoa marina / l’alba novella uscì: / ma, se gentile innesto / non cangia il tronco duro, / cadon le foglie, e presto / rozzo virgulto oscuro / torna, qual era un dí. / Bella, in piagge fiorite / di pampinosi colli / è la nascente vite. / cura de l’aure molli, / primo de’ campi onor: / ma, ...

22 mar

CENNE DA LA CHITARRA

Il maggio voglio che facciate en Cagli / con una gente di lavoratori, / con muli e gran distrier’ zoppicatori: / per pettorali forti reste d’agli. / Intorno a questo sìanovi gran bagli / di villan scapigliati e gridatori, / de’ qual’ resolvan sì fatti sudori, / che turben l’aire sì che mai non cagli; / altri villan poi facendovi mance / di cipolle porrate e di marroni, / ...

21 mar

MARINO CECCOLI

A la dolce stasón ch’ei torde arvegnono, / e dietro i volan gli sparvier seguendogli / e ’nfra le verde selve remettendogli, / quando per l’àire descendendo vegnono, / color che vita de deletto tegnono, / per la riviera fuor sen van veggendogli, / de colpo tal con loro arco ferendogli, / quali esse spesso con Amor sostegnono. / Ed io che già percosso lì sentìvame, / mirando gli ...

20 mar

CECCO D’ASCOLI

Notticora, querendo el cibo, grida; / de notte canta e volando fa preda; / ove son corpi morti là s’annida; / vede la notte, ma nel giorno è cieca; / alli altri uccelli è angosciosa e feda; / come più guarda il sole, più s’accieca. / così fa l’alma viziosa e rea / quando da questa donna se diparte, / la qual è de bellezza somma dea; / accieca li occhi d’onne cognoscenza / e ...

17 mar

GUIDO CAVALCANTI

Perch’i’ no spero di tornar giammai, / ballatetta, in Toscana, / va’ tu, leggera e piana, / dritt’ a la donna mia, / che per sua cortesia / ti farà molto onore. / Tu porterai novelle di sospiri / pien’e di doglie e di molta paura; / ma guarda che persona non ti miri / che sia nemica di gentil natura; / che certo per la mia disaventura / tu saresti contesa, / tanto da llei ...

16 mar

ENRICO CAVACCHIOLI

Come la rete intricata delle strade violette, / sulle quali un asino pigro sferraglia nella penombra, / con le finestre chiuse e qualche beghina, in piedi, / su la porta, che scruta il cielo orientale, / la città che dorme, ha stamane un profumo / di convalescenza. / Ma dalla campagna lontana, giungono strani carriaggi, / che sanno di verdura e di concime. Schiocca una frusta / ...

15 mar

BARTOLO CATTAFI

Secco duro gessoso / apparve il disegno del paese. / Là portammo le nostre / leggi, sistemi / di peso, di moneta, di misura. / Il mondo si concluse entro un confine / di pietre abbacinanti, / non vedemmo al di là di quell’altro mondo: / valido, vittorioso / quando ci travolse. / Vagammo a lungo / nei luoghi perduti. / Il paese ci apparve in movimento, / fertile, fluido, ...

14 mar

CASTRA FIORENTINO

Una Fermana iscoppai da Cascioli: / cetto cetto se gia in grand’aina / e cocino portava in pignoli / saïmato di buona saina. / Disse: “A te dare’ rossi trec[c]ioli / e operata cinta samartina, / se comeco ti dài ne la cab[b]a; / se mi viva, mai e boni scarponi”. / “Soca i è, mal fa-i che cab[b]a / la fantilla di Cencio Guidoni. / Ka donno meo me l’à-i comannato, / ca là i’ ...

11 mar

BENEDETTO CARITEO

Ecco la notte: el ciel scintilla e splende / di stelle ardenti, lucide et gioconde; / i vaghi augelli et fere il nido asconde, / et voce humana al mondo hor non s’intende. / La rugiada del ciel tacita scende, / non si move herba in prato o ’n selva fronde; / chete si stan nel mar le placide onde: / ogni corpo mortal riposo prende. / Ma non riposa nel mio petto Amore, / Amor, d’...

10 mar

GIOSUE CARDUCCI

Oh quei fanali come s’inseguono / accidiosi là dietro gli alberi, / tra i rami stillanti di pioggia / sbadigliando la luce su ’l fango! / Flebile, acuta, stridula fischia / la vaporiera da presso. Plumbeo / il cielo e il mattino d’autunno / come un grande fantasma n’è intorno. / Dove e a che move questa, che affrettasi / a’ carri fóschi, ravvolta e tacita / gente? a che ignoti...

09 mar

VINCENZO CARDARELLI

Autunno. Già lo sentimmo venire / nel vento d’agosto, / nelle pioggie di settembre / torrenziali e piangenti, / e un brivido percorse la terra / che ora, nuda e triste, / accoglie un sole smarrito. / Ora passa e declina, / in quest’autunno che incede / con lentezza indicibile, / il miglior tempo della nostra vita / e lungamente ci dice addio.

08 mar

GIORGIO CAPRONI

La mia città dagli amori in salita, / Genova mia di mare tutta scale / e, su dal porto, risucchi di vita / viva fino a raggiungere il crinale / di lamiera dei tetti, ora con quale / spinta nel petto, qui dove è finita / in piombo ogni parola, iodio e sale / rivibra sulla punta delle dita / che sui tasti mi dolgono?... Oh il carbone / a Di Negro celeste! oh la sirena / ...

07 mar

FRANCESCO ANTONIO CAPPONE

Mentre in alpestro e solitario monte / orava il santo in estasi rapito, / e contemplava quanto ha Dio patito, / quanto ha per noi sofferto ingiurie ed onte, / d’un serafin le luci eccogli pronte, / che di Cristo il dolor fergli scolpito; / si dolse ei sì, ma fu ch’avria gradito / aver punta di spine ancor la fronte. / Or non più Mongibel fia che si vante, / di fuor serbando il ...

06 mar

BERNARDO CAPPELLO

Sogno gentil, che là verso l’aurora / l’altera donna, ch’io d’amar non oso, / mi rappresenti in atto sì pietoso, / ch’a forza il rimembrar poi m’innamora; / di me la forma prendi anco talora, / e spiega l’ale al suo dolce riposo, / in guisa tal, che non le sia noioso / saper di che saetta Amor m’accora. / E se tu forse, a te sol tanto caro / quanto simile a lei, cangiar non vuoi...

05 mar

TOMMASO CAMPANELLA

M’esaudì al contrario Giano. La giusta preghiera / drizzola a te, Febo, ch’orni la scola mia. / Veggoti nell’Ariete, levato a gloria, ed ogni / vital sostanza or emola farsi tua. / Tu subblimi, avvivi e chiami a festa novella / ogni segreta cosa, languida, morta e pigra. / Deh! avviva coll’altre me anche, o nume potente, / cui più ch’agli altri caro ed amato sei. / Se innanzi a ...

04 mar

DINO CAMPANA

Non so se tra roccie il tuo pallido / Viso m’apparve, o sorriso / Di lontananze ignote / Fosti, la china eburnea / Fronte fulgente o giovine / Suora de la Gioconda: / O delle primavere / Spente, per i tuoi mitici pallori / O Regina o Regina adolescente: / Ma per il tuo ignoto poema / Di voluttà e di dolore / Musica fanciulla esangue, / Segnato di linea di sangue / Nel ...

03 mar

ANTONIO CAMMELLI, detto il PISTOIA

“Figliuola, non andar senza belletto, / ché tu sei pur negretta, fra le genti; / apri la bocca, ch’io te netti i denti, / tirate un po’ le tette più sul petto; / mettevi sopra quel bianco veletto, / sfregati su pel viso questi unguenti; / i toi capilli assai son rilucenti, / assettagli pur ben in sul ciuffetto. / Lassa la coffia e piglia la velera, / metteti la collana paregina,...

02 mar

GIOVANNI CAMERANA

Vertiginosamente colossale, / gonfia e strana Babel d’oro e di porpora, / nei remoti salia cieli la nuvola, / lenta salia, montagna siderale. / Avea, la portentosa, enormi e splendide / curve, ed abissi, ed ombre, e troni, e scale. / Parea scoppiar volesse oltre gli spazii / Quel suo montar sovrano e trionfale. / Dai precordi parea del mostro biondo / lo squillo uscisse di un ...

17 gen

ANONIMO DELLA PERGAMENA RAVENNATE

Quando eu stava in le tu’ cathene, / oi Amore, me fisti demandare / s’eu volesse sufirir le pene / ou le tu’ rechiçe abandunare, / k’ènno grand’e de sperança plene, / cun ver dire, sempre voln’andare. / Non [r]espus’a vui di[ritamen]te / k’eu fithança non avea niente / de vinire ad unu cun la çente / a cui far fistinança non plasea. / Null’om non cunsillo de penare ...

16 gen

ANONIMO DELLA “BONA ÇILOSIA”

Çamai penser no vose avere / se non com se poés plaxere / et el a lei et ela a lui. / Çilusi i g’era entranbidui; / mai no miga de rea creença; / entrambi era d’una sentença, / k’i se portava tanto amore / k’i g’era entrambi d’un sol core. / Et volse ço k’ela volea / et ela ço k’a lui plasea. / No ave mai tençon né ira, / ké ben tegnis da terça a sera. / Questa fo bona çilosia, / k’...

15 gen

CECCO ANGIOLIERI

S’i’ fosse foco, ardereï ‘l mondo; / s’i’ fosse vento, lo tempestarei; / s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei; / s’i’ fosse Dio, mandereil’ en profondo; / s’i’ fosse papa, sere’ allor giocondo, / ché tutti cristïani imbrigherei / s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei? / A tutti mozzarei lo capo a tondo. / S’i’ fosse morte, andarei da mio padre; / s’i’ fosse vita, non starei ...

14 gen

AMICO DI DANTE

Dappoi ch’è certo che la tua bieltate, / gentil pulzella, mi ti face amare, / e ch’io altro non posso, benché fare / i’ lo volesse, de’ne aver pietate: / che chi ha colpa dé tutte fïate, / secondo la ragion, pena portare / di ciò che indi nasce; ed i’ appellare / posso ’l bellore e l’atto e l’umiltate / di te, che m’hanno tolta la balìa / di poter far di me più che ’n piacere / si’ al ...

13 gen

LIBERO ALTOMARE

A Vittorio Luce. / Amo le luci sfrontate / che violentano la morbida Notte / ingemmata, che strappano / tutti i veli dei sogni fluttuanti nell’aria / de la Città assopita; / gli elettrici globuli / che irradiano l’insonnia / nelle sue vene torpide, le innumeri / pupille d’oro sanguinose e vigili / a illuminare i tesori / che ostenta, come una cortigiana, / prima di coricarsi /...

11 gen

VITTORIO ALFIERI

Tacito orror di solitaria selva / di sì dolce tristezza il cor mi bea, / che in essa al par di me non si ricrea / tra’ figli suoi nessuna orrida belva. / E quanto addentro più il mio piè s’inselva, / tanto più calma e gioia in me si crea; / onde membrando com’io là godea, / spesso mia mente poscia si rinselva. / Non ch’io gli uomini abborra, e che in me stesso / mende non vegga, e più ...

10 gen

GIANNI ALFANI

Ballatetta dolente, / va’ mostrando ’l mi’ pianto / che di dolor mi cuopre tutto quanto. / Tu te ne andrai imprima a quella gioia / per cui Fiorenza luce ed è pregiata; / e quetamente, che non le sie noia, / la priega che t’ascolti, o sconsolata; / poi le dirai affannata / come m’ha tutto infranto / il tristo bando che mi colse al canto. / S’ella si volge verso te pietosa, / ad ...

09 gen

ALEARDO ALEARDI

      Un giovinetto / pallido, e bello, con la chioma d’oro, / con la pupilla del color del mare, / con un viso gentil da sventurato, / toccò la sponda dopo il lungo e mesto / remigar de la fuga. Avea la sveva / stella d’argento sul cimiero azzurro, / avea l’aquila sveva in sul mantello; / e quantunque affidar non lo dovesse, / Corradino di Svevia era il suo nome. / Il ...

08 gen

MATTEO DEGLI ALBIZZI

Deh discacciate, donne, ogni paura / da vostra mente vile, / mentre che siete in tempo giovenile. / Il dolze tempo che per voi si perde / giammai non si racquista, / perché non torna giovinezza mai. / E voi, donne che siete in età verde, / questa temenza trista / lasciate, che vi dà tormento assai. / Però seguite, giovin donne, omai / d’amore il dolce stile, / ché mai viltà non fu in ...

07 gen

LEON BATTISTA ALBERTI

Qual primo antico sia ch’Amor dipinse / nudo, fanciullo, con l’ale ventose, / non ebbe mani ben maravigliose? / E dolce agli occhi poi quel velo accinse. / Certo ch’Amor costui troppo ben finse, / e vide amanti mai potere ascose / tener sue voglie giovinili, e•ppose / che•llume in lui di ragione mai vinse. / Diedegli strali, e face in mano, ed arco, / col qual da•llunge e d’ascoso ...

06 gen

ANTONIO DEGLI ALBERTI

Fra l’Ariete e ’l Tauro è giunto il giorno / che fa le piante tornar tutte in verde / per la virtù del generante sole, / e io dolente miro l’erbe e i fiori / c’hanno i be’ colli già vestiti in terra / e lasciato il mio cor nudo nell’ombra. / Ma questa donna, Amor, che scaccia l’ombra / sì come ’l sol nell’alba appresso il giorno / quando co’ suoi bei raggi appar in terra, / può far ...

05 gen

LUIGI ALAMANNI

Tosto ch’il ciel, tutti i rabbiosi venti / discacciando da sé, zeffiro accoglie / a distrugger fra noi la neve e ’l ghiaccio, / esca il cultivator del chiuso albergo, / e d’ogn’intorno visitando vada / tutto il terren ch’alla sua cura è dato; / e con riguardo pio l’orrende piaghe / cerchi, ch’il tempo rio, la pioggia, il vento / alle piante, alle fosse, ai loro angusti / argini ...

04 gen

VITTORIA AGANOOR POMPILJ

Dunque domani! il bosco esulta al mite / sole. Ho da dirvi tante cose, tante / cose! Vi condurrò sotto le piante / alte, con me; solo con me! Venite! / Forse ... - Chi sa? - non vi potrò parlare / subito. Forse, finalmente sola / con voi, cercherò invano una parola. / Ebbene! Noi staremo ad ascoltare. / Staremo ad ascoltare i mormoranti / rami, nello spavento dell'ebbrezza; / senza uno ...

03 gen

CLAUDIO ACHILLINI

Sciolta il crin, rotta i panni e nuda il piede, / donna, cui fé lo ciel povera e bella, / con fioca voce e languida favella / mendicava per Dio poca mercede. / Fa di mill’alme, intanto, avare prede / al fulminar de l’una e l’altra stella; / e di quel biondo crin l’aurea procella / a la sua povertà togliea la fede. / “A che fa” le diss’io “sì vil richiesta / la bocca tua d’oriental lavoro...

02 gen

ELIO FILIPPO ACCROCCA

Vorrei essere insensibile / come un oggetto, / una cosa scartata dal destino. / A passo d’uomo / ho ripercorso l’ultima tua strada / per ritrovare l’ombra di un tuo gesto. / Eri tanto, eri tutto: / l’universo si rifletteva in te; / ora che non sei evanescenza: nulla. / Tua madre ha fatto il bucato / con le lenzuola dove dormisti / l’ultima notte: portano il tuo fiato. / Hai compiuto ...

01 gen

TORQUATO ACCETTO

Mirò lo specchio e di se stessa accorta / sospirò, gli occhi rivolgendo altrove / quella donna gentil che seco move / tutte le Grazie, e lieto Amor ne porta. / Parea dir, sospirando, or viva or morta / si vede alta bellezza, ahi lassa, e dove / son or le rose colorite e nove / sarà deserto senza luce o scorta. / L’atto soave in questo senso appresi, / e sì la vidi andar pensosa e bella /...