Introduzione alla Sezione "Poesia del Giorno"

Un’antologia di poeti italiani è per definizione una scelta, esercitata su due elenchi: quello dei poeti che, per dieci secoli, hanno scritto versi, nei “volgari” regionali e, da Dante in poi, nella lingua toscana e nei diversi dialetti d’Italia; e quello delle singole composizioni di ciascun autore. Limitare la scelta a 366 nomi (uno per ogni giorno dell’anno, compreso l’anno bisestile) richiedeva la stesura di un elenco molto più lungo, che comprendesse il più gran numero possibile di nomi; e ovviamente altissimo è il numero delle loro composizioni, la cui ricognizione ha richiesto un riesame (e, in non pochi casi, una lettura fatta per la prima volta). Eppure, nonostante la vastità del campo, si spera che dal ‘numero chiuso’ delle pagine del calendario non siano rimasti esclusi nomi particolarmente significativi. I criteri della nostra scelta sono stati principalmente due o tre: quello cosiddetto “estetico”, alla ricerca delle “più belle pagine” della poesia italiana, senza dimenticare la vecchia ma intramontabile lezione di Benedetto Croce, secondo la quale in un’opera d’arte il “contenuto” e la “forma” coincidono; quello “storico” e “sociologico”, tale da fissare i momenti più significativi di ambienti culturali diversissimi, ma sempre figli del proprio tempo; quello “tradizionale”, per il quale al nome di un poeta sono indissolubilmente legati alcuni versi, come per esempio il sonetto S’i’ fosse foco a Cecco Angiolieri o la Canzona di Bacco a Lorenzo de’ Medici. In molti casi i tre criteri coincidono perfettamente, in altri prevale questa o quella particolarità, non sempre definibile, che tuttavia li rende ugualmente esemplari nel loro campo: la prevalente lirica d’amore, la poesia giocosa, quella religiosa e quella che potremmo definire “esistenziale”, in particolare fra i nostri contemporanei. Dato lo scopo del volume - una sua breve, e il più possibile varia, consultazione quotidiana - i testi sono tutti molto brevi e, nella stragrande maggioranza, integrali. Ai nostri fini, se l’ordine cronologico è certamente servito per fissare l’elenco dei poeti, per allinearli senza alcun preconcetto è sembrato ideale il vecchio e caro ordine alfabetico, giustamente definito “una delle più geniali invenzioni umane”. Per ciascun autore si offre una succinta ma non troppo lacunosa nota bio-bibliografica; per ogni composizione, la sua collocazione cronologica e il testo filologicamente preferibile secondo gli studi più aggiornati. Il breve commento ai singoli testi tiene conto delle indicazioni della critica, dal tempo in cui essi sono nati al momento attuale, e - inevitabilmente - dei gusti del compilatore. Per i testi più vicini a noi si sono considerate sufficienti poche note esplicative, mentre per i testi precedenti, anziché una fitto apparato che costringesse il lettore a un laborioso lavorio di discesa e di risalita dal piede della pagina, si è preferito offrire una “traduzione” letterale nella lingua italiana d’oggi. Fra l’altro, oltre a essere facilmente accessibile a tutti, questa ha il merito, forse non meno interessante, di consentire al lettore di misurare la distanza percorsa nei secoli dalla lingua italiana per esprimere le sue pagine più memorabili. Infine, a giustificazione principale del libro, si vorrebbe suggerire che la buona abitudine di leggere ogni giorno dell’anno alcuni versi di un poeta potrebbe non solo riproporci la straordinaria ricchezza delle voci, tanto diverse, del nostro passato, ma anche rendere leggermente migliori le nostre giornate.