18 luglio 2012

Il futuro dell’Europa ha radici robotiche

È ufficialmente partito il progetto europeo “PLANTOID - Innovative Robotic Artefacts Inspired by Plant Roots for Soil Monitoring”, coordinato dal CMBR (Center for Micro-BioRobotics) dell’Istituto Italiano di Tecnologia, finanziato nell’ambito del programma “FET - Open” (Future and Emerging Technologies Open). Il progetto coinvolge, oltre al CMBR, anche l’Università degli Studi di Firenze, l’Institut de Bioenginyeria de Catalunya (IBEC) e l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL).
L’obiettivo è quello di progettare e realizzare i primi prototipi di robot ispirati al mondo vegetale. Grazie a una nuova generazione di tecnologie hardware e software, i ricercatori intendono costruire una nuova generazione di robot che imitino in tutto e per tutto il comportamento delle radici delle piante, a partire dalla penetrazione nel suolo fino ai meccanismi di sviluppo chimico-fisici.
L’obiettivo finale dei ricercatori – un team interdisciplinare composto da ingegneri, biologi e informatici – è infatti quello di realizzare una rete di radici robotiche munite di sensori, in grado di riprodurre la capacità di penetrazione, esplorazione e adattamento ambientale tipica dei vegetali.
Per questo ogni Plantoide sarà munito di sensori fisici in grado di penetrare e orientare le radici robotiche, oltre a una serie di sensori chimici per il riconoscimento delle sostanze nutrienti presenti nell’ambiente circostante.   
Lo scopo è quello di creare il primo, realistico modello di ‘pianta artificiale’, un’alternativa robotica al mondo naturale in termini di efficienza energetica e sostenibilità.

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