WebTv

Scienze sociali e Storia, Diritto
{url}

Maschere di guerra - C’eravamo noi - Carolina Crescentini

DIETRO LA MASCHERA

La prima grande esperienza collettiva degli italiani, contadini ed operai, adulti e bambini, soldati e civili, da nord a sud, legati da un unico destino, trascinati nell’abisso della guerra più violenta mai vista prima, la Grande Guerra. Milioni di esseri umani conobbero la precarietà dell’esistenza, divenuti all’improvviso protagonisti di un meccanismo distruttivo che ebbe come epilogo la morte di massa. Le donne, grandi protagoniste di quei momenti, diedero prova di svolgere attività appannaggio degli uomini: impiegate nell’industria bellica, al fronte o come braccianti agricole, attesero i mariti, i figli, soccorsero soldati. I diari, le memorie scritte, le lettere inviate a casa e gli album restituiscono i sentimenti di chi ha visto i propri sogni soccombere nel fango delle trincee, la speranza di chi uscì vivo dal conflitto e il dolore di chi si portò appresso i segni delle trasformazioni del corpo, mutilazioni e nevrosi. Gli uomini divennero maschere di guerra in cerca di un’identità perduta. Tutti hanno provato a raccontare e tutti hanno ricordato. Ognuno a proprio modo. Maschere di guerra racconta la storia della prima guerra mondiale attraverso storie di persone comuni coinvolte e travolte da un evento eccezionale.

C’ERAVAMO NOI

Con la guerra vengono messi in discussione modelli di comportamento consolidati: la donna, da angelo del focolare domestico, diventa parte attiva della società. La vediamo impiegata nell’industria bellica, come bracciante agricola ed in settori completamente nuovi come la meccanica, i trasporti e l’amministrazione. Diverse donne si adoperarono per iniziative a sostegno della guerra come la raccolta di materiale destinato alle famiglie dei soldati impegnati al fronte. Furono principalmente donne di estrazione borgese e aristocratica. In campo medico, invece, vengono mobilitate ragazze volontarie della Croce Rossa e di altre associazioni di soccorso. Gli ospedali di guerra si riempirono presto di crocerossine impegnate nel prestare soccorso ai reduci della trincea. Nel 1917 le volontarie della Croce Rossa erano circa 10 mila. Tra le tante va ricordata Sita Camperio: figura di donna emancipata e moderna che prestò servizio su una nave-ospedale durante la guerra di Libia, nel 1912, fondò, poi, a Milano l’ospedale-scuola Principessa Jolanda. Durante la Grande Guerra fu protagonista al fronte, nel 1917 si trovava a Sagrado (Gorizia) nell’ospedale da campo n. 75 impegnata a soccorrere i feriti che arrivavano continuamente dal campo di battaglia. Ottenne la medaglia di bronzo al valor militare e la medaglia della Croce Rossa Italiana.

Riferimenti bibliografici: Sita Meyer Camperio, Luci ed ombre di eroi. Dal diario d’infermiera in zona di operazione. Guerra italo-austriaca, Torino, 1932

Ultimi Video

7981

Playlist

I Più Visti

0