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Jacopo Ligozzi artista universalissimo

Alessandro Cecchi
Ulisse Aldrovandi (1522-1605) definì Jacopo Ligozzi (1547-1627) “un altro Apelle” per la straordinaria capacità di ritrarre piante e animali “ai quali non mancha se non il spirito”. Vero artista universale del Rinascimento, fu disegnatore di naturalia, disegni acquarellati o lumeggiati in oro, illustratore, fornitore di modelli per arti decorative, pittore di pale d’altare, ma anche ritrattista di nobildonne come Virginia de’ Medici e Margherita Gonzaga. Le tavole botaniche e zoologiche, spesso a grandezza naturale, “si presentano assolutamente eccezionali per precisione e finezza disegnativa, delicatezza, brillantezza e armonia coloristica, equilibrio e nitore compositivo”. Tra il 1583 e il 1584 Francesco I lo nominò responsabile di tutta l'ampia decorazione pittorica della tribuna degli Uffizi, divenne pittore di corte. Nella seconda metà degli anni Ottanta iniziò l’attività la produzione pittorica da cavalletto. La mostra nel Palazzo Pitti è la prima monografica dedicata alla vasta produttività del pittore veronese, è curata da Andrea Cecchi.
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