L’ULTIMO GRIDO

L’ULTIMO GRIDO

La vita degli ebrei italiani durante le Leggi razziali

Con il ritrovamento e la lettura di quattro lettere, vengono ripercorse le storie di vita di quattro cittadini italiani di religione ebraica rimaste ai margini della Storia. È dalla dimensione privata che bisogna partire per comprendere le vicissitudini di Francesca, Stefano, Monica e Francesco, i quattro protagonisti di questa web-serie, e non è un caso se la lettera è stata scelta come emblema del viaggio che ci porta a ritroso nel tempo. Nel contrasto tra “spazio privato-libertà” e “spazio pubblico-negazione” si poggiano le fondamenta di una comunità che, come nessun’altra, tentò di non piegarsi alla bieca violenza. Fino a quando le porte di casa rimangono invalicabili viene coltivata una speranza, nutrita dalla fede e dalla cultura; nel momento in cui verrà violata la dimensione privata-familiare, mediante rastrellamenti e deportazioni, inizierà la «persecuzione delle vite» e il periodo più fosco della storia del Novecento. Le epistole diventano veri e propri luoghi della riflessione, della paranoia, del ripensamento, della scissione, dell’auto-analisi, del malessere, dell’intimità, della resistenza e della libertà. L’ultimo grido racconta da una prospettiva diversa gli anni tra il 1938 e il 1943.

OLTRE LA NOTTE

L’episodio della lettera è ispirato liberamente al personaggio di Matilde Bassani ed è tratto dall’intervista “Donne e resistenza: intervista a Matilde Bassani Finzi” realizzata dalla direttrice dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara Anna Maria Quarzi nei primi anni 2000. Matilde, cresciuta in una famiglia di intellettuali ebrei antifascisti, la sera del 10 giugno 1943 aveva affisso nelle vie del centro città, insieme all’amica triestina Laura Weiss e a un altro compagno, manifesti in ricordo di Giacomo Matteotti, nell’anniversario dell’uccisione del deputato socialista. La notte seguente finì in carcere. Liberata in seguito alla caduta di Mussolini, riprese la sua attività di propaganda, ma quando, con la costituzione della Repubblica Sociale Italiana, ricominciarono gli arresti, la Bassani riuscì a fuggire e a raggiungere Roma, dove divenne una partigiana combattente.
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