Robert Davi legge “Ermes” di Gabriele Tinti

Il video inedito "Ermes” documenta la lettura dell'attore americano Robert Davi (noto per i suoi ruoli da protagonista in The Goonies, 007 Vendetta privata, Die Hard e molti altri ancora) del testo del poeta e scrittore Gabriele Tinti ispirato all’ “Ermes” dalla Villa dei Papiri conservato al Museo Archeologico di Napoli. Il video rientra nel progetto “Rovine” ed è il frutto del culto delle immagini di Tinti che ha composto una serie di poesie ispirandosi ai più importanti capolavori dell’arte antica come Il pugile a riposo, Il Galata suicida, il Giovane vittorioso (Atleta di Fano), il Fauno Barberini, Il Discobolo, I marmi del Partenone, l’Ercole Farnese e molti altri ancora, collaborando, negli anni, con alcuni attori (tra i quali Joe Mantegna, Robert Davi, Burt Young, Vincent Piazza, Franco Nero, Luigi Lo Cascio, Marton Csokas e Alessandro Haber) e alcuni dei maggiori Musei al mondo (come sono il Metropolitan di New York, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il British Museum di Londra, il Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo e di Palazzo Altemps, la Gliptoteca di Monaco, i Musei Capitolini, il Museo dell’Ara Pacis e il Museo Archeologico di Napoli). "Rovine" è stato insignito del Premio Montale "Fuori di casa" per la poesia 2018 ed è stato recentemente scelto per celebrare il riallestimento delle collezioni del Getty Villa, per proseguire il dialogo iniziato con la mostra di artisti contemporanei "Plato in LA" in occasione della quale alcuni dei più celebrati artisti del panorama odierno hanno reinterpretato l'impatto di Platone sul mondo contemporaneo. Alcune immagini dell'evento dell'8 Maggio al Getty Museum sono visibili qui e nel sito del media partner dell'evento The Laboratory Arts Collective. Così il poeta spiega le ragioni della sua opera: "Zeus prese la ninfa Maia mentre Era dormiva. Dalla loro relazione nacque Ermes, bandito astuto, rapitore, guida dei sogni. Non appena nacque uscì affamato dalla culla per rubare i buoi del fratello. Durante il cammino creò dal guscio di una tartaruga la lira come mezzo di protezione contro gli incantesimi pericolosi. Con essa cantò l’amore per i propri genitori ed esaltò la propria nascita. Fu questo il primo canto che il mito Occidentale ci ha tramandato. Ermes però aveva la testa altrove: aveva fame di realtà, di pericoli, di sangue. Andò quindi in cerca dei buoi anche se Apollo, che aveva il dono della veggenza, lo smascherò. Ermes, alle accuse che Apollo gli rivolse di fronte al loro stesso padre, rispose che lui era appena nato e non avrebbe mai potuto compiere tali imprese. Apollo però sapeva e lo apostrofò maledicendolo: “Tu mistificatore astuto! Compagno della notte nera! Tu parli come un ladro perfetto (…) Sarai il capo dei ladri per tutta l’eternità!” (Homeri hymnus in Mercurium). Zeus comprese il motivo del contendere e ordinò i due fratelli alla concordia. Ermes obbedì liberando subito gli armenti e facendo un recinto per contenerli. Poi si ingraziò il fratello affidandosi al suono nostalgico della lira. Apollo placò la propria ira accettando l’offerta di pace. Il Dio, che fino ad allora aveva suonato soltanto il flauto, dopo aver ascoltato Ermes cantare con la lira, la volle anch’egli perché il suono che da questo proveniva produceva serenità, amore, dolce sonno e si prestava, a differenza del flauto, ad accompagnare il canto. Anche Ermes, come Apollo, era un dio misterioso, ambivalente. Sia pure inventore della lira egli era per lo più venerato e temuto come psicopompo, come il dio del passaggio, dell’attraversamento, come l’accompagnatore delle anime nell’oltretomba". Il video è stato realizzato con il contributo della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele.
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