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Nativi digitali

Valeria Della Valle
L'espressione nativi digitali ha indicato la generazione di chi è nato e cresciuto in corrispondenza con la diffusione delle nuove tecnologie informatiche. E quindi si tratta, in genere, di persone, soprattutto di giovani, che non hanno avuto alcuna difficoltà a imparare l'uso di queste tecnologie. L'espressione nativi digitali viene dalla corrispondente espressione inglese digital native, in cui si sono accostati due elementi: digital che significa relativo ai mezzi informatici; e native che significa nativo, indigeno. Esiste anche un'altra espressione che è quella di immigrati digitali e in questo caso indica esattamente il contrario: gli immigrati digitali sono le persone che, quando queste nuove tecnologie si sono diffuse, erano già adulte e quindi persone che hanno avuto maggiore difficoltà, o addirittura non riescono, a impadronirsi della conoscenza e dell'uso di questi nuovi mezzi. Le due espressioni, sia nativi digitali che immigrati digitali, si sono diffuse anche nella lingua italiana dopo il 2001 perché nel 2001 era stato pubblicato in lingua inglese, da uno scrittore statunitense che si chiama Marc Prensky, un libro che era intitolato, per l'appunto, Digital Natives, Digital Immigrants. Sia nativi digitali che immigrati digitali sono due espressioni che dimostrano che la lingua inglese può essere tradotta con traduzioni appropriate che fanno presa nella nostra lingua e che si diffondono immediatamente. Sia nativi digitali che immigrati digitali sono espressioni ormai registrate, già da qualche anno, nei nostri migliori vocabolari della lingua.
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