DICHIARAZIONE DI ECCEZIONALE VALORE UNIVERSALE PER L'INSERIMENTO DEL SITO NELLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE UNESCO

a cura del Comitato Scientifico

L’esperienza monastica, ossia la totale dedizione alla ricerca interiore per vivere ed esprimere la partecipazione dell’uomo alla realtà trascendente, è fenomeno di carattere universale, in grado di fornire modelli straordinari di vita intellettuale e sociale, caratterizzati dall’equilibrio tra individuo e comunità, dal rispetto delle diversità e dall’armonia tra uomo e natura.
Gli insediamenti benedettini dell’Italia medievale che compongono il sito seriale costituiscono nel loro insieme la testimonianza materiale più rappresentativa di un fenomeno, il monachesimo benedettino, che irradiandosi dall’Italia ha inciso profondamente nella crescita intellettuale e culturale, plasmando le civiltà mediterranee del medioevo e contribuendo, sin dall’età carolingia, allo sviluppo intellettuale, politico ed economico dell’Europa moderna e alla formazione del Romanico.
Inserendosi armonicamente nel contesto naturale, i complessi monastici, di straordinario rilievo per qualità architettonica e artistica, forniscono un modello esemplare di convivenza, di sviluppo sostenibile e di conservazione dell’ambiente, costituendo un messaggio prezioso per la società contemporanea e per le generazioni future che possono attingere in modo immediato valori fondamentali per la propria formazione umana e intellettuale.
Le grandi abbazie costituirono inoltre centri culturali di rilievo, nei quali il patrimonio universale di saperi fu recuperato, custodito e diffuso attraverso scambi e acquisizioni quale investimento primario per la costruzione del futuro.


I CRITERI DELLA CANDIDATURA


Secondo le Operational Guidelines for the Implementation of the World Heritage Convention, le linee guida elaborate dal Comitato per il Patrimonio Mondiale dell'UNESCO, un bene, culturale o naturale, per essere iscritto nella lista del Patrimonio dell'Umanità, deve rispondere ad uno o piu tra i dieci criteri appositamente sviluppati, disponibili on-line sul sito istituzionale dell'UNESCO (http://whc.unesco.org/en/criteria/).
Nella proposta di candidatura del sito ‘Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale’, sono stati indicati i seguenti tre criteri:

Criterio II: mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio.
Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale costituisce l’eccezionale testimonianza di un fenomeno in grado di fornire modelli di vita intellettuale e sociale, caratterizzati dall’equilibrio tra uomo e natura e tra individuo e comunità, nel rispetto delle diversità.
Il rapporto tra spiritualità e lavoro – fondamento dell’esperienza benedettina – prende consistenza nelle architetture selezionate e nel rapporto di queste con l’ambiente circostante, contribuendo notevolmente allo sviluppo del paesaggio e dell’architettura.


Criterio V: essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili.
Inserendosi dialetticamente nel contesto naturale, i complessi monastici benedettini hanno fornito un modello esemplare di convivenza, di sviluppo sostenibile e di conservazione dell’ambiente, caratterizzando la configurazione dei luoghi attraverso una discreta presenza antropica e trasformando la natura in uno spazio culturale con il quale l’uomo è stato educato a interagire in equilibrio armonico.

Criterio VI: essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie, dotate di un significato universale eccezionale.
Le grandi abbazie benedettine costituirono centri formativi di straordinario rilievo, nei quali il patrimonio universale di saperi fu recuperato negli scriptoria, custodito fedelmente nelle biblioteche e diffuso attraverso scambi e acquisizioni quali investimenti primari per la costruzione del futuro.