È un villaggio del Lussemburgo, sulle rive della Mosella. Qui, il 14 giugno 1985 cinque paesi europei (Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda) firmarono un accordo per la soppressione graduale tra gli Stati membri dei controlli di frontiera sulle persone. Nel giugno 1990 fu firmata la Convenzione di applicazione dell’intesa. L’accordo prevede un’accresciuta cooperazione giudiziaria, un’armonizzazione delle norme sui traffici di stupefacenti, armi ed esplosivi e, in alcuni casi, la concessione di visti di ingresso comuni. È stato istituito un sistema informativo computerizzato (Sis) che ha sede a Strasburgo. L’Italia aderisce nel 1990. La Convenzione entra concretamente in vigore il 26 marzo 1995 con i paesi che sono tecnicamente pronti: Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Spagna. Italia e Grecia restano fuori in un primo tempo per ritardi tecnici, ma entrano successivamente: l’Italia nel 1997 insieme all’Austria, la Grecia nel 2000. Nel 2001 entrano anche Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia e Islanda. Questi due ultimi paesi non fanno parte dell’Ue ma entrano nell’ area Schengen in seguito a particolari accordi di cooperazione. Dal 21 dicembre 2007 sono entrati nello spazio Schengen nove dei dieci paesi entrati nella UE nel 2004, a esclusione di Cipro. Dal dicembre 2007 si aggiungono altri nove Paesi ai quindici che facevano già parte della Convenzione di Schengen: Malta, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Lituania, Lettonia ed Estonia, e, cioè, i dieci nuovi membri dell’Ue ad esclusione di Cipro.
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