Università, allo studio una classifica delle migliori in Europa

Immagine tratta dal sito: www.cdonordest.it

a cura di Stefano Polli

È ancora lontana la realizzazione di un modello unico per le università europee. È lontano anche un qualche tipo di armonizzazione tra le diverse regole che si possono trovare nei diversi Paesi europei. Ma presto potrebbe esserci una vera classifica delle migliori univesità dell'Ue e sarebbe un passo avanti significativo che potrebbe aiutare i cittadini europei a orientarsi nelle loro scelte.
L'idea è della presidenza di turno francese che ha recentemente organizzato a Parigi una conferenza di approfondimento sulle possibilità di creare un modello europeo nei settori dell'educazione e della formazione.
Il ministro dell'Insegnamento superiore francese Valerie Pecresse ha affermato che bisogna  ''costruire insieme una vera classifica di Bruxelles delle università europee e mondiali'', aggiungendo che non si deve perdere tempo e che questa classifica dovrà essere operativa al massimo entro il 2010.
Si tratta, secondo i francesi, di fare da controparte alle numerose classificazioni esistenti come quella di Shanghai sulle università mondiali (http://www.arwu.org/rank2008/EN2008.htm), nata nel 2003 e i cui criteri sono basati solo sulla ricerca e premiano in particolare le università anglosassoni (54 università americane sono tra le prime 100 in classifica).
Un primo passo verso la concretizzazione di questa classifica europea sarà fatto entro la fine dell'anno. La Commissione Ue lancerà una gara entro la fine del 2008. Verrà proposto un sistema di classificazione indipendente, multidimensionale e internazionale, realizzato da una rete indipendente composta da strutture di ricerca.
L'obiettivo è quello di fornire, attraverso questa classifica, informazioni globali e più dettagliate sulle varie università e istituti di insegnamento superiore, con molteplici indicatori e varie letture possibili.
 
La crisi del sistema Erasmus
D'altra parte, l'Europa deve assolutamente fare qualcosa nel settore della scuola e dell'università. Dopo alcuni anni in cui gli sforzi dell'Ue avevano portato alcuni risultati, negli ultimi tempi è emersa la mancanza di coordinamento e una collaborazione insufficiente fra i vari Paesi.
Una spia di tutto questo è la crisi di Erasmus, il sistema di scambi tra università eruopee.
A vent'anni dal suo lancio è arrivato il momento di riflettere insieme su cosa fare.
Nel 2006/2007 il programma europeo per la mobilità universitaria ha coinvolto 160.000 studenti - il 3,2 per cento in più dell'anno precedente - ma sono soltanto i nuovi paesi membri dell'Ue a tenere alte le statistiche. La mobilità riguarderebbe inoltre soltanto una minoranza di studenti esperti e benestanti.
Tra le cause della crisi dell'Erasmus ci sono sicuramente le difficoltà nella convalida degli esami sostenuti all'estero, la complessità del sistema di aiuti finanziari e anche la crisi economica che sta colpendo le famiglie europee negli ultimi anni.

Germania, gratuita e a numero chiuso 
Dopo le proteste che ci sono state in Italia può essere interessante vedere come funzionano i sistemi universitari in Europa.
In Germania l'università è praticamente gratuita e quasi sempre a numero chiuso e l'assegnazione dei posti di studio è centralizzata.
Esiste la laurea triennale, con altri due anni si ottiene il dottorato. Per i redditi meno forti è previsto un presalario, da restituire a rate una volta entrati nella vita lavorativa.
Per portare avanti la ricerca scientifica parallelamente all'insegnamento, le università, i politecnici, le accademie specialistiche e artistiche della Germania ricevono intorno al 2,5% del Pil. È stato recentemente approvato un programma del valore di 150 milioni di euro per istituire entro il 2012 circa 200 nuove cattedre riservate a donne.
 
Gran Bretagna, la patria di Oxford e Cambridge
Nel Paese delle università più famose del mondo (Oxford e Cambridge), la grande maggioranza degli istituti universitari sono sovvenzionati dallo Stato ma nessuno è di proprietà pubblica e tutte godono di ampia autonomia. L'ammissione alle università è gestita nella stragrande maggioranza dei casi dal Servizio di ammissione per le università e le domande di ammissione, che possono avvenire anche on line, devono essere inoltrate entro il 15 ottobre dell'anno precedente per Oxford e Cambridge ed entro il mese di gennaio dello stesso anno per tutte le altre università.
Le rette hanno un tetto massimo di poco superiore alle 3.000 sterline per i corsi di laurea per i cittadini britannici e quelli degli altri paesi Ue, mentre per gli studenti extracomunitari le rette sono più alte. Ogni università può comunque concedere borse di studio. Per i corsi di master e dottorato le rette sono più alte. La ricerca viene finanziata attraverso varie fondazioni.
 
 
Il ministro dell'Insegnamento superiore francese Valerie Pecresse. Immagine tratta dal sito: www.gala.fr
Francia, una nuova legge che fa discutere
La legge sull'autonomia delle università, che autorizza le facoltà a diventare proprietarie dei locali e introduce i finanziamenti privati, è stata votata dall'Assemblea Nazionale nell'agosto 2007, a pochi mesi dall'insediamento alla presidenza della repubblica di Nicolas Sarkozy.
Naturalmente, non sono mancate le proteste di studenti e docenti in opposizione a una riforma che potrebbe essere destinata - questi sono i loro timori - a creare università di serie A e di serie B. I motivi della protesta riguardano il numero chiuso e il principio dell'autonomia economica facoltativa e l'aumento dei poteri dei presidenti delle università.
La legge si articola su due assi principali: il finanziamento delle università e la loro governance. Per quanto riguarda il finanziamento si è optato per una logica di contratto tra università e Stato; per quel che riguarda la governance le università saranno dirette da un numero ristretto di persone che compongono il Consiglio di amministrazione. Autonomia degli atenei, quindi, e più potere alle facoltà per avere anche la libertà di assumere gli insegnanti e di modulare i loro stipendi e di ricorrere alla selezione all'ingresso.
 
La scuola come strumento di integrazione europea
La necessità di muoversi velocemente almeno verso un maggiore coordinamento tra i vari Paesi europei, nasce anche dalla convinzione che la scuola sia uno strumento insostituibile anche per l'integrazione in Europa e per la conoscenza reciproca tra popoli del vecchio continente. I responsabili dell'Ue già da qualche tempo hanno avviato progetti e programmi che hanno l'obiettivo di colmare un deficit abbastanza significativo delle politiche europee in questo settore.
D'altra parte, i 27 hanno avviato da tempo politiche economiche e sociali importanti e stanno lavorando per raggiungere in tempi ragionevoli qualcosa che assomigli a una politica estera comune.
L'istruzione e la formazione sono quindi considerati essenziali dai leader europei nell'ambito dei cambiamenti economici e sociali. La flessibilità e la sicurezza necessarie per ottenere posti di lavoro migliori e più numerosi dipendono dalla capacità di garantire a tutti i cittadini la possibilità di acquisire conoscenze cruciali e aggiornare le loro competenze durante tutta la vita. Si tratta di un apprendimento che deve svilupparsi lungo tutto l'arco della vita, ma che naturalmente ha i suoi anni cruciali in quelli della formazione scolastica superiore e dell'università.
I leader europei si sono quindi prefissati obiettivi ambiziosi nel programma di lavoro denominato ''Istruzione e formazione 2010''.
La dimensione sociale viene messa in grande rilevanza in considerazione del fatto che chi possiede competenze di basso livello rischia l'esclusione economica e sociale e che inoltre i futuri mercati del lavoro nell'economia basata sulla conoscenza richiederanno livelli di competenza sempre più elevati da una forza lavoro sempre più ridotta.
Secondo dati recenti, la maggior parte dei paesi ha compiuto progressi nella definizione di strategie unitarie e globali. In particolar modo sono evidenti i progressi compiuti nell'istruzione pre-elementare, nei quadri delle qualifiche e nella convalida dell'apprendimento non formale e informale.
Ma i finanziamenti a favore di istruzione e formazione di qualità elevata, continuano a essere scarsi e non sufficienti in molti paesi, soprattutto ora che la crescita dell'investimento sembra essere rallentata insieme a quelli per la ricerca.
 
Il triangolo della conoscenza
Il ''triangolo della conoscenza'', secondo i parametri europei, è quindi formato da istruzione, ricerca e innovazione e svolge un ruolo essenziale nel promuovere la crescita e l'occupazione. È assolutamente essenziale accelerare le riforme, promuovere l'eccellenza nell'istruzione superiore e i partenariati tra università e aziende, e garantire che tutti i settori dell'istruzione e della formazione svolgano appieno il loro ruolo nella promozione della creatività e dell'innovazione. 
Un problema invece è quello dei giovani che abbandonano prematuramente la scuola: nell'Ue  dei 27 un giovane su sei (15,3%) di età compresa fra 18 e 24 anni abbandona la scuola avendo superato solo il ciclo secondario inferiore senza partecipare ad alcun tipo di istruzione o formazione successive.
Altro punto fondamentale è l'istruzione e la formazione degli insegnanti. Nessun altro aspetto interno alla scuola influenza il rendimento degli studenti più della qualità della formazione degli insegnanti. Gli insegnanti e i formatori devono affrontare classi sempre più eterogenee, la domanda di nuove competenze e la necessità di prestare estrema attenzione alle esigenze di apprendimento individuali. Aumentando l'autonomia della scuola aumentano anche i suoi ruoli. Nel prossimo futuro dovranno essere sostituiti molti insegnanti in età avanzata. La professione deve diventare più attraente.
I problemi sono quindi molto chiari e conosciuti. Le soluzioni, per adesso, soltanto in parte.
 
 
*Caporedattore Affari internazionali dell'agenzia ANSA

Pubblicato il 19/11/2008

 

Ti aiuta a studiare e ti conduce velocemente al tuo obiettivo!
Puoi entrare in qualsiasi momento e ovunque tu sia, utilizzando i nostri materiali didattici e contattando i nostri docenti per seguire le Short Lesson o per accedere alle Ripetizioni on-line.
Entra subito

SCELTI NEL WEB

Scuola

La cultura in Rete secondo Treccani.

UN LIBRO

Lettere sulla religione Charles Darwin